Un osservatorio sugli orientamenti della magistratura in tema di lavoro. Brevi note su una nuova iniziativa editoriale di ADAPT University Press

Interventi ADAPT

| di Giovanni Piglialarmi

Una nuova iniziativa di ADAPT University Press raccoglie e sistematizza gli orientamenti della magistratura in materia di lavoro, sindacato e previdenza. Le prime rassegne, dedicate alle pronunce del 2025 e del primo semestre 2026, privilegiano le sentenze di merito e offrono agli operatori uno strumento di orientamento e ai ricercatori una chiave per comprendere l’evoluzione del diritto del lavoro, attraverso le principali questioni interpretative emerse nella prassi giudiziaria.

È diffusa la convinzione che non si può conoscere in modo esaustivo la legge se non si conosce anche la giurisprudenza. Si tratta, in effetti, di una convinzione fondata perché è anche (se non soprattutto) nei tribunali che il diritto si fa, nella misura in cui la regola scritta viene interpretata e applicata al caso concreto.

L’attenzione al case law non è, però, solo un esercizio teorico.Gli operatori giuridici hanno costantemente bisogno di prevedere cosa concretamente potrebbe decidere il giudice rispetto ad una controversia. Nell’assistere persone e imprese per il compimento di una qualsiasi azione giuridicamente rilevante, questi ultimi hanno bisogno di valutare rischi e conseguenze.

Per questa ragione, l’Osservatorio di ADAPT Labour Lawyers, da tempo attivo nel monitorare le pronunce della magistratura che interessano il tema del lavoro, del sindacato e della previdenza, ha deciso di raccogliere in una rassegna periodica (Orientamenti di giurisprudenza in materia di lavoro, sindacato e previdenza, edita da ADAPT University Press) le principali sentenze e ordinanze che, più delle altre, possono non solo rappresentare un valido strumento operativo per gli operatori del settore (HR Manager, avvocati, consulenti, commercialisti etc.) ma allo stesso tempo possono aiutare (in primis, i ricercatori) a comprendere l’evoluzione stessa del diritto del lavoro nella sua accezione più ampia.

Le prime rassegne pubblicate raccolgono pronunce della magistratura (ordinaria e amministrativa) emesse nel 2025 e nel primo semestre del 2026 in materia di lavoro, sindacato e previdenza. Privilegiando particolarmente la raccolta delle sentenze di merito – e ciò non solo perché queste spesso sono difficilmente reperibili ma anche perché ricche di dettagli sulle questioni fattuali ancor prima che della loro rilevanza giuridica – la documentazione reperita è strutturata in 4 macro-aree tematiche: Diritti sindacali, contrattazione collettiva e relazioni industriali (Parte I); Rapporti di lavoro (Parte II); Ispezioni, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (Parte III); Previdenza, assistenza e processo del lavoro (Parte IV).

Inoltre, ogni rassegna è accompagnata da un indice analitico, utile a consentire di rintracciare nel documento direttamente l’ambito di proprio interesse e i relativi pronunciamenti della magistratura.

Entrando nel merito, la prima sezione delle prime due rassegne (Parte I) evidenzia soprattutto il consolidamento dell’applicazione del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (d.lgs. n. 36 del 2023), con stringenti paletti sulla verifica di equivalenza dei CCNL e sulla rappresentatività delle organizzazioni sindacali (profilo rispetto al quale si va consolidando in giudizio l’utilizzo del dato amministrativo della copertura contrattuale come prova della rappresentatività delle organizzazioni). Significativi sono anche gli orientamenti in materia di disapplicazione e/o recesso dal contratto collettivo e sull’esercizio dei diritti sindacali nei luoghi di lavoro (quali, l’elezione dell’RSU, l’esercizio del diritto di assemblea etc.), nonché sul ruolo che gioca il contratto collettivo nella definizione del lasso temporale per la configurazione delle c.d. dimissioni presunte del lavoratore, introdotte di recente dal legislatore con la legge n. 203 del 2024.

Nella seconda sezione (Parte II), dedicata ai rapporti di lavoro, emergono questioni particolarmente attuali: dalla qualificazione delle collaborazioni etero-organizzate e della somministrazione alla disciplina del patto di prova e del patto di non concorrenza, fino ai limiti del licenziamento per scarso rendimento e alla tutela contro le discriminazioni. Proprio su quest’ultimo terreno si segnalano decisioni che rafforzano la rilevanza degli accomodamenti ragionevoli e della neutralità delle regole aziendali rispetto a particolari condizioni in cui versano i lavoratori e le lavoratrici (maternità, disabilità, assistenza ai familiari, svolgimento dei compiti di cura etc.). Ricorrenti sono anche le sentenze che legittimano, a certe condizioni, l’utilizzo di software open access di messaggistica istantanea (come WhatsApp) per le comunicazioni inerenti alla gestione del rapporto di lavoro.

La terza parte (Parte III) si concentra sulla salute e sicurezza, affrontando tanto i confini della responsabilità datoriale e del nesso causale negli infortuni (con particolare attenzione allo smart working) quanto l’estensione dei poteri dell’attività ispettiva.

La raccolta si conclude con una quarta sezione (Parte IV), dedicata alle questioni della previdenza, dell’assistenza sociale e del processo del lavoro. Su questo versante, assumono particolare rilievo gli orientamenti relativi ai presupposti per l’accesso alla NASpI e all’obbligo contributivo di soci e amministratori, nonché i problemi emergenti legati all’utilizzo dell’AI nel processo del lavoro.

Bollettino ADAPT 5 ottobre 2026, n. 35

Giovanni Piglialarmi

Ricercatore in diritto del lavoro

Università eCampus

X@Gio_Piglialarmi