Cronaca sindacale (marzo 2026)
A marzo 2026 si registrano sviluppi rilevanti sul fronte della contrattazione collettiva e delle dinamiche sindacali. Da un lato, proseguono i rinnovi contrattuali, come nel caso del settore Penne, spazzole e pennelli, e si aprono riflessioni più ampie sugli assetti negoziali, come nel comparto bancario. Dall’altro, emergono tensioni significative, tra cui la mobilitazione nazionale dei rider promossa dalla Cgil e lo sciopero dei giornalisti, che denunciano un contratto scaduto da dieci anni.
Contrattazione collettiva
Il 23 marzo i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Produttori Articoli per Scrittura e Affini (Assoscrittura) e dell’Associazione Nazionale Produttori Spazzole, Pennelli, Scope e Preparatori relative materie prime (Assospazzole), entrambe aderenti a Confindustria, hanno sottoscritto con Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl del settore penne, spazzole e pennelli per il triennio 2026-2028. L’aumento economico complessivo previsto è di 193€, con un aumento da 15 a 18€ del contributo al fondo sanitario integrativo per quanto riguarda il welfare. Per la parte normativa, sono previsti ampliamenti del sistema di informazione e consultazione dei lavoratori, operazioni di mobilità interna e l’introduzione in azienda di nuove tecnologie. (fonte)
Durante il Consiglio nazionale della Fabi tenutosi nei primi giorni di marzo, il segretario generale Lando Maria Sileoni ha sostenuto che ai tavoli con Abi e con le Bcc non si discuteranno solo gli aspetti economici del rinnovo (il contratto scade a fine mese), ma si vedrà una modifica generale dell’assetto. (fonte) Per Ilaria Dalla Riva, presidente del Casl di Abi, il Ccnl deve fare da cornice all’interno della quale la contrattazione di secondo livello si deve adattare ai singoli contesti. (fonte)
Scioperi e manifestazioni
La Cgil ha promosso una mobilitazione nazionale dei rider nella giornata di sabato 14 marzo che ha visto manifestazioni in oltre 30 piazze italiane. L’obiettivo è stato quello di chiedere salari dignitosi, stabilità e diritti. La segretaria Cgil Francesca Re David ha evidenziato le condizioni di lavoro dei ciclofattorini che vedono turni intensi di 7/10 ore al giorno per 6/7 giorni a settimana, con salari il più delle volte sotto le soglie di dignità. (fonte)
Il 20 marzo i lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento di Cassino di Stellantis sono scesi in piazza con Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil. Lo sciopero è stato indetto per chiedere risposte da parte dell’azienda, che sembra intenzionata a ridurre ulteriormente la produzione nello stabilimento, già passata da 20mila veicoli nel 2025 a 13mila unità nel 2026, con una corrispondente diminuzione dell’occupazione. (fonte) Nel frattempo, l’azienda ha firmato con Fim Cisl e Uilm Uil due accordi per 121 uscite volontarie incentivate dall’impianto di Mirafiori in 4 anni e 60 da quello di Termoli entro dicembre. Fiom-Cgil si è rifiutata di firmare, in contrasto con una gestione che riduce ulteriormente l’occupazione. (fonte)
Nella giornata di venerdì 27 marzo numerose categorie si sono astenute dal lavoro, come i lavoratori e le lavoratrici del trasporto locale, della scuola e i giornalisti. Questi ultimi hanno annunciato, tramite il sindacato Fnsi, altre due giornate di sciopero per il 27 marzo e il 16 aprile in risposta al continuo stallo nel rinnovo del Ccnl di settore, di cui avevamo parlato in questo articolo del Bollettino ADAPT. Il contratto di lavoro dei giornalisti è scaduto da 10 anni, portando ad un’erosione del potere d’acquisto di circa il 20%. Per Fnsi, il problema non è solo economico ma riguarda anche l’autorevolezza della stampa. (fonte) Nel suo comunicato, Fieg, l’associazione datoriale degli editori, sostiene invece che il contratto garantisca privilegi non più sostenibili, auspicando una sua revisione complessiva. (fonte)
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno annunciato per il 17 aprile un’altra giornata di sciopero dei lavoratori e le lavoratrici della sanità privata, in attesa di contratto da 8 anni, e delle Rsa, da 14. Le associazioni sindacali denunciano un differenziale fra pubblico e privato che arriva, per alcuni profili, a quasi 500 euro mensili in meno. (fonte)
Politica e rappresentanza
Confindustria, Abi, Ania, Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti e Legacoop il 3 marzo hanno presentato una memoria congiunta in audizione al Senato riguardo il recepimento della direttiva UE sulla trasparenza salariale. L’obiettivo è quello di chiedere al governo che per individuare lo “stesso lavoro” e il “lavoro di pari valore” si faccia riferimento ai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative e non al “contratto collettivo applicato in azienda” come appare nella formula di decreto legislativo approvato a inizio febbraio scorso. (fonte)
Il giorno successivo è stata la volta delle associazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb. I sindacati hanno criticato l’esclusione dall’ambito di applicazione del decreto di alcune categorie di lavoratori (come gli apprendisti e i lavoratori intermittenti), la definizione di “livello retributivo” come la discriminante da considerare, in quanto non includerebbe i trattamenti economici individuali non strutturali e hanno spinto per l’esclusione dei sistemi di classificazione professionale decisi dal datore di lavoro. (fonte)
Confindustria, Confcommercio e Confesercenti hanno deciso di non presentarsi al tavolo nazionale sulle pmi convocato il 17 marzo dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La decisione è stata presa in risposta alla presenza al tavolo anche di associazioni che sottoscrivono contratti con condizioni economiche e normative inferiori rispetto agli standard di riferimento. In altre parole, le organizzazioni datoriali si sono rifiutate di partecipare per dare un messaggio forte contro la contrattazione pirata. (fonte)
Maurizio Landini, segretario generale Cgil, in un’intervista a la Stampaha annunciato l’intenzione di lanciare le campagne firme per due leggi di iniziativa popolare, una per il servizio sanitario universale pubblico e l’altra per abbattere la logica degli appalti e dei subappalti. Sempre il segretario Cgil, si è invece concentrato sul tema della crisi abitativa, che tocca anche lavoratori e imprese, in un’intervista a il Sole 24 Ore, in cui propone un “nuovo Pnrr” con piani di investimento almeno decennali.
Infortuni sul lavoro
Dopo l’incidente mortale che aveva coinvolto l’operaio Claudio Salamida lo scorso 12 gennaio, nella giornata del 2 marzo un altro operaio dell’ex Ilva di Taranto è morto sul lavoro cadendo da una griglia metallica che ha ceduto. (fonte) I sindacati hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per la giornata del 3 marzo e Maurizio Landini ha definito queste due morti delle tragedie annunciate. (fonte)
Crisi aziendali
Governo, sindacati e la struttura commissariale di Acciaieria d’Italia si sono riuniti il 5 marzo a Palazzo Chigi per parlare delle sorti dell’ex Ilva. Se il governo spinge per andare avanti nella trattativa con Flacks, i sindacati vogliono che sia lo stato a prendersi la responsabilità della gestione dell’azienda. Infatti, sia Ferdinando Uliano di Fim Cisl, che Michele De Palma di Fiom Cgil e Rocco Palombella di Uilm Uil, hanno sostenuto di credere di più in un piano B che veda lo stato al centro e non il fondo d’investimento. (fonte) Nel frattempo sembra rientrata nella corsa all’acquisto di AdI anche Jindal Steel International, che si era sottratta in precedenza per finalizzare l’acquisto della tedesca Thyssenkrupp Steel Europe, poi non andato a buon fine. (fonte)
InvestCloud ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutti i suoi 37 dipendenti della sede italiana di Marghera (Venezia). Nonostante inizialmente si fosse parlato di tagli dovuti all’introduzione dell’intelligenza artificiale in azienda, l’azienda ha poi smentito e parlato di una riorganizzazione strategica. (fonte) Per Fiom Cgil però dietro la chiusura di una sede produttiva e in attivo si celerebbe la mera volontà di delocalizzare le attività nonostante un bilancio in salute. (fonte)
Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil esprimono forte preoccupazione per l’avvio della procedura di licenziamento collettivo avviata il 12 marzo da Alexander McQueen, società del gruppo Kering. L’azienda ha annunciato il licenziamento di 54 lavoratrici e lavoratori su un totale di 181 dipendenti. I sindacati chiedono un confronto serio, trasparente e approfondito, per discutere di ammortizzatori sociali e di recupero degli esuberi attraverso mobilità interna al gruppo. (qui il comunicato sindacale congiunto)
Nonostante i numerosi giorni di confronto e trattative fra FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Natuzzi, non è stato raggiunto un accordo fra l’azienda e sindacati. Dopo l’incontro al Mimit i sindacati hanno dichiarato che Natuzzi ha confermato nella sostanza l’impostazione del piano già presentato al Mimit, non accogliendo le richieste sindacali. (qui il comunicato sindacale)
Studi e ricerche
Secondo uno studio Fiom-Cgil, tra il 2008 e il 2024 sono stati persi 103.775 posti di lavoro nell’industria metalmeccanica. Una perdita che sarebbe stata ancora maggiore se, rispetto al 2024, nel 2025 le ore di cassa integrazione autorizzate non fossero aumentate di quasi 50 milioni. Le fragilità dell’industria metalmeccanica italiana sono da individuarsi nella ridotta dimensione d’impresa rispetto alla media europea, dall’inadeguatezza del comparto alla transizione energetica e a quella digitale e dalla perdita di sovranità industriale. (fonte)
Bollettino ADAPT 30 marzo 2026, n. 12
ADAPT Junior Fellow
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