Il progetto TechSov4Futures: la sfida della sovranità digitale europea e il ruolo del dialogo sociale 

Interventi ADAPT

| di Diana Gini

Il progetto TechSov4Futures nasce per rafforzare il dialogo sociale come leva strategica per una transizione digitale europea più autonoma, competitiva e coerente con i valori dell'Unione. L'evento inaugurale ha riunito istituzioni, imprese, parti sociali e mondo della ricerca per confrontarsi sulle sfide della sovranità digitale, evidenziando il ruolo di formazione, governance dei dati e partecipazione. Il progetto svilupperà strumenti e modelli condivisi a supporto di imprese e lavoratori.

Il 10 luglio 2026, a Roma, si è svolto l’evento iniziale del progetto TechSov4Futures: Social Dialogue for Digital Sovereignty in the Workplace, il cui obiettivo principale è quello di rafforzare la capacità delle parti sociali in materia di dialogo sociale, plasmando la transizione digitale europea in linea con i valori democratici e i diritti fondamentali dell’Unione.

Tale progetto, di durata triennale, si avvale di una partnership transnazionale e multisettoriale ed è co-finanziato dall’Unione Europea (Progetto No. 101262673).

Il consorzio è coordinato da Confimi Industria – insieme alle sue entità affiliate Confimi Industria Digitale e Confimi Bergamo – e partecipato da Confartigianato Imprese Bergamo, European DIGITAL SME Alliance, Connect Europe, Fondazione ADAPT e ADAPT, Confederación de Organizaciones Empresariales de Castilla y León, la Camera di Commercio di Tirana e quella di Budapest. Il consorzio è arricchito ulteriormente da partner associati quali il Consiglio Regionale della Puglia, UNI Europa e Confimi Industria Puglia.

Presupposto fondamentale del progetto è che la sovranità digitale costituisca un elemento essenziale affinché l’Europa possa agire in modo indipendente sul mercato tecnologico e promuovere un’innovazione basata sui propri standard valoriali. Tuttavia, la crescente dipendenza da tecnologie digitali estere, in particolar modo nell’ambito dell’intelligenza artificiale, della governance dei dati e dei servizi cloud, pone sfide urgenti in tema di controllo della tecnologia, resilienza dei mercati e competitività delle imprese.

L’evento di presentazione è stato strutturato in due sessioni differenti. La prima tavola rotonda, intitolata “Digital Sovereignty, Competitiveness and the Future of Work: Why This Debate Matters for Social Dialogue” si è focalizzata sull’importanza della sovranità digitale per l’Europa e delle rispettive implicazioni per la competitività delle imprese, per i diritti dei lavoratori e la resilienza dei mercati del lavoro, analizzando il tema sotto la lente delle relazioni industriali.

In particolare, è stato discusso di come le imprese europee possano fornire soluzioni per ridurre la dipendenza digitale da mercati extra-UE.  Attualmente, l’Unione Europea dipende dai paesi extra-UE per oltre l’80% dei principali prodotti, servizi, infrastrutture e proprietà intellettuale nel settore digitale: per trasformare la digitalizzazione in un fattore di competitività, l’Europa deve dunque in primo luogo smettere di essere un mero consumatore e diventare produttore di tecnologie. A tal fine, i partecipanti alla tavola rotonda hanno sottolineato la necessità che l’Unione europea investa nello sviluppo di infrastrutture digitali adeguate, sostenute da una politica energetica coerente e da standard comuni di qualità e sicurezza, in particolare nei settori strategici e maggiormente sensibili.  In questo contesto, un importante passo è stato compiuto con lo “European Technological Sovereignty Package” pubblicato dalla Commissione Europea nel giugno 2026, che comprende una serie di documenti strategici e proposte legislative volti a incrementare l’autonomia digitale dell’Unione.

Tuttavia, si deve ricordare come la transizione digitale non rappresenti soltanto un processo tecnico, ma anche sociale e politico, plasmato dalla negoziazione, dai rapporti di potere e dalle istituzioni. In questo contesto, il dialogo sociale può fornire meccanismi attraverso i quali le conoscenze e le esperienze dei datori di lavoro e dei lavoratori possono influenzare l’adozione delle nuove tecnologie. Esso può rafforzare la fiducia nel futuro, aumentare l’accettazione dell’innovazione, individuare in anticipo conseguenze indesiderate e favorire forme più partecipative di cambiamento organizzativo. La ricerca dimostra costantemente che la trasformazione digitale tende ad essere più sostenibile quando lavoratori e imprese sono coinvolti attivamente nel processo di innovazione, anziché essere trattati come destinatari passivi del cambiamento (si veda, ex multis, ILO, Social Dialogue Report 2024: Peak-level social dialogue for economic development and social progress, pp. 116-158)

In questo senso, deve essere sottolineato come oggi gran parte delle PMI europee non dispone ancora delle risorse e delle competenze adeguate a sfruttare al meglio le opportunità della transizione digitale. In tale quadro, le organizzazioni datoriali hanno un ruolo chiave nel far emergere il rapporto funzionale tra la digitalizzazione e la competitività nel mercato del lavoro contemporaneo. Infatti, la trasformazione non può essere lasciata solo alle dinamiche di mercato, ma deve essere inserita in un percorso di formazione continua diretta a imprese e lavoratori, rendendole più consapevoli della necessità di gestire il cambiamento.

Dall’altro lato, sebbene la sovranità digitale sia un’evidente priorità, è necessario definire modelli di governance efficaci per gestirla correttamente, così come è essenziale fornire alle parti sociali strumenti e dati operativi affinché la corretta governance della trasformazione digitale diventi un punto stabile nell’agenda del dialogo sociale, da quello sviluppato a livello europeo, alle pratiche di contrattazione collettiva in ambito nazionale e settoriale.

Il secondo panel, “From TechSov4Futures to Action: Building Capacity for Digital Sovereignty”, ha rappresentato un momento di confronto sul significato effettivo dell’implementazione della sovranità digitale nei diversi contesti aziendali.

Ad oggi molte PMI risultano ancora low-tech, caratterizzate da un limitato livello di adozione degli strumenti digitali. Emerge pertanto la necessità di accompagnare una transizione che prenda avvio dalla consapevolezza dell’importanza della digitalizzazione e conduca allo sviluppo delle competenze necessarie per selezionare e utilizzare le diverse tecnologie in modo efficace, responsabile e coerente con i valori e i principi dell’Unione europea. In tale prospettiva, iniziative come il Tech Sovereignty Catalogue, sviluppato dalla European Digital SME Alliance, assumono un ruolo strategico. Il catalogo offre una mappatura dei prodotti delle imprese digitali europee nei settori del cloud, della connettività, della cybersicurezza, della gestione dei dati e dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione tra i diversi stakeholder coinvolti nel processo di transizione digitale, contribuendo così a rafforzare la sovranità tecnologica dell’Unione europea.

La sovranità digitale si configura, dunque, come un processo continuo, fondato sullo sviluppo di alcune capacità chiave. In primo luogo, assume un ruolo centrale la data governance: molte imprese non hanno ancora piena consapevolezza dell’origine, della qualità e delle modalità di utilizzo dei propri dati, mentre una reale sovranità digitale presuppone una gestione strategica e consapevole di tale patrimonio informativo. A ciò si affiancano l’apprendimento continuo, il rafforzamento della cybersicurezza e una gestione dell’innovazione orientata sia alla valorizzazione delle risorse e delle competenze già esistenti, sia all’individuazione di nuove soluzioni tecnologiche. In questo contesto, la costruzione di un ecosistema collaborativo tra imprese, istituzioni, parti sociali, centri di ricerca e altri stakeholder rappresenta una condizione imprescindibile: l’innovazione, infatti, può svilupparsi pienamente solo attraverso il dialogo, la cooperazione e la condivisione di esperienze e buone pratiche tra settori economici e Stati membri.

In questo contesto, il progetto TechSov4Futures si propone di studiare la tematica della sovranità digitale attraverso la lente del dialogo sociale e delle relazioni industriali, contribuendo – grazie ad attività di ricerca, eventi a livello nazionale e europeo, lo sviluppo di una community of practice e materiali didattici e specifiche attività di comunicazione e disseminazione – allo sviluppo di modelli di governance trasferibili e di strumenti pratici che aiutino imprese, lavoratori e le organizzazioni datoriali e sindacali di riferimento, policymakers a gestire insieme la trasformazione digitale attraverso un dialogo sociale di qualità.

Diana Gini

ADAPT Junior Fellow