Cronaca sindacale (6-20 luglio 2026)

Interventi ADAPT

| di Maria Carlotta Filipozzi

Dai rinnovi contrattuali alle mobilitazioni dei rider, fino al confronto su rappresentanza e salario giusto: mentre sindacati e organizzazioni datoriali preparano un possibile nuovo accordo interconfederale, il quadro delle relazioni industriali resta segnato da tensioni salariali, il tema della sicurezza sul lavoro e trasformazioni organizzative.

In settimane dense di dialogo fra sindacati, organizzazioni datoriali e politica, cerchiamo di fare il punto sulle principali notizie dal panorama delle relazioni industriali. Certamente centrale è il protocollo di intesa fra numerose imprese datoriali per la definizione di criteri univoci che definiscano una buona contrattazione, in risposta alla piattaforma unitaria presentata da Cgil, Cisl e Uil nelle scorse settimane.

Contrattazione collettiva 

È arrivata in data 6 luglio la conferma di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, Anpac e Anp con Assaereo della firma dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto del trasporto aereo e dell’integrativo di Ita Airways. Sono previsti aumenti medi complessivi del 30% un una tantum media di 2 mila euro ed un generale aumento economico per tutti i lavoratori e le lavoratrici. 

Rinnovato anche il contratto nazionale di sacristi e addetti al culto, stipulato da Fiudacs e Faci che coinvolge circa 1500 persone. Le retribuzioni minime tabellari vanno da 1.150 a 1.350 euro, con tredicesima, quattordicesima, gratifica pasquale e buoni pasto. Per i grandi luoghi di culto è previsto un distinto inquadramento in quattro livelli, con retribuzioni fino a 1.700 euro.

Negli ultimi giorni è poi arrivata la conferma dell’avvio del confronto tra Abi e Fabi, First Cisl Fisac Cgil, Uilca Uil e Unisin per il rinnovo del Contratto nazionale dei Bancari, approvata dal 99,8% dei lavoratori consultati. Il presidente Abi Antonio Patuelli indica come priorità la centralità delle persone, la tutela dei dati e il governo umano dell’intelligenza artificiale.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno annunciato l’avvio del percorso di rinnovo del Ccnl delle lavoratrici e dei lavoratori delle imprese di Acconciatura, Estetica, Tricologia non curativa, Tatuaggio, Piercing e Centri Benessere. Le organizzazioni sindacali hanno trasmesso a Sna, Confartigianato, Casartigiani e Claai la piattaforma rivendicativa unitaria per il contratto in scadenza a dicembre 2026.

Lavoro pubblico

Sottoscritto l’8 luglio l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl delle imprese pubbliche del settore funerario per il triennio 2025-2027. Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti comunicano che gli aumenti sui minimi tabellari sono di 150€ complessivi distribuiti su tre tranches. Rafforzati anche il sistema di welfare contrattuale e di previdenza complementare.

Il 15 luglio è stata invece la volta del contratto del personale non dirigente del Comparto Sicurezza e Difesa. Il rinnovo arriva a 18 mesi dalla stipula del precedente (per il triennio 2022-2024) e riguarda un contratto in vigenza, ossia quello per il triennio 2025-2027, puntualità che rappresenta un primato. Il contratto coinvolge 430mila addetti e garantisce aumenti mesi di 100€ mensili per gli e le agenti. Le reazioni al rinnovo dei tre sindacati confederali sono sicuramente differenti: Fns Cisl parla di un risultato importante per lavoratrici e lavoratori, mentre Gennarino De Fazio di Uil Fp Polizia sottolinea come si tratti sì di un buon risultato, ma che concede solo “un minimo di respiro” e che sia necessario aprire immediatamente un tavolo di confronto sulle problematiche previdenziali e su nuove risorse. Ancora più netta la posizione di Fp Cgil, che nelle parole di Giordana Pallone, parla di una presa in giro ai danni di lavoratrici e lavoratori. I principali problemi sarebbero l’assenza di limiti al lavoro straordinario e di norme su salute e sicurezza.

Scioperi e manifestazioni

Si sono tenute a Milano, Firenze, Bologna e in Piemonte numerose manifestazioni dei ciclofattorini organizzate di Nidil Cgil, per chiedere a Glovo e Deliveroo di fornire le risorse necessarie per garantire la continuità reddituale dei rider durante le ore di blocco delle consegne per il caldo. Sono state infatti emesse ordinanze a livello locale e regionale per garantire lo stop delle consegne nelle ore più calde della giornata. Tuttavia, queste regolamentazioni indirizzate alla tutela della salute dei fattorini, mettono i rider nelle condizioni di non lavorare e dunque non percepire alcun reddito. Il 16 luglio si è poi tenuto l’incontro chiesto dai sindacati Nidil Cgil, Felsa Cisl, Uiltemp con Confcommercio per ottenere un sostegno al reddito per i lavoratori del food delivery. La riunione si è conclusa però con un nulla di fatto.

Sempre nella giornata di giovedì 16 luglio si è tenuto a Carrara lo sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici delle cave di marmo indetto da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. L’obiettivo della mobilitazione era ottenere un confronto con le autorità dopo che gli industriali non avrebbero avviato il confronto per il rinnovo dell’integrativo provinciale. Lo sciopero ha visto una partecipazione quasi totale dei cavatori ed ha ottenuto un risultato immediato, con la conferma dell’integrativo nella stessa giornata di giovedì.

Vicende associative

Ha avuto grande risonanza sulla stampa il congresso Nazionale della Uil, tenutosi dal 2 al 4 luglio a Padova. In particolare, è emerso con chiarezza come Cgil, Cisl e Uil abbiano voluto presentarsi come un fronte unito. Nonostante la crescente vicinanza tra il Governo e la Uil, palesatasi anche nell’invito di Meloni al Congresso (ne ha scritto Francesco Nespoli per il Bollettino ADAPT), le tre confederazioni hanno infatti mantenuto una linea comune. Anche il segretario generale della Cgil Maurizio Landini si è concentrato nel suo intervento sulla piattaforma presentata dai sindacati a metà giugno, tralasciando l’apparente avvicinamento tra Bombardieri e Meloni. Cgil, Cisl e Uil ripartono dunque dall’accordo quadro su rappresentanza e modello contrattuale, lanciando un appello alle datoriali affinché si arrivi al più presto ad un confronto unitario fra tutte le parti sociali.

Nei giorni immediatamente successivi al congresso Uil e a distanza di qualche settimana dalla notizia di una piattaforma avviata da Cgil, Cisl e Uil per arrivare ad un accordo quadro interconfederale, si sono riunite anche le controparti datoriali. È del 7 luglio, infatti, la notizia di un’intesa fra 14 associazioni – tra cui anche Confindustria, Confcommercio e Confartigianato. Nella giornata del 10 luglio è arrivata la sottoscrizione anche di Abi e Confesercenti. L’accordo punta a definire criteri comuni per la misurazione della rappresentanza datoriale, rafforzare la trasparenza della contrattazione collettiva e individuare il contratto di riferimento per la determinazione del salario giusto. I criteri qualitativi per l’individuazione di buoni contratti sarebbero la presenza storica e continuativa delle organizzazioni nei sistemi di relazioni industriali, la partecipazione ad organismi di rappresentanza europea e la presenza nel proprio sistema di contrattazione collettiva degli istituti strutturati, volti a disciplinare e sostenere forme di welfare contrattuale, integrative rispetto al sistema pubblico.

All’indomani dell’incontro, in un’intervista al Giornale, Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria, parla di un clima di dialogo anche da parte del sindacato. In particolare, è ben vista l’apertura di Bombardieri al Congresso di Padova, ma anche la disponibilità di Cisl e Cgil. L’incontro congiunto fra datoriali e sindacati su contrattazione e rappresentatività è previsto per il 29 o 30 luglio.

Anche Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, ritiene che ci siano le condizioni per un accordo interconfederale fra sindacati e organizzazioni datoriali sulla rappresentanza. In un’intervista al Tempoha inoltre dichiarato che la principale battaglia della Uil per il prossimo futuro sarà quella di aumentare il potere d’acquisto di lavoratori e lavoratrici.

Infortuni sul lavoro

Gli infortuni sul lavoro continuano a crescere: secondo l’Inail le denunce per infortunio sul lavoro sono salite del 4,6% nei primi 5 mesi del 2026. Scendono invece gli infortuni mortali (-3%), a differenza delle denunce di malattia professionale che subiscono un grosso aumento del 16,8%, specialmente nei settori della sanità, dell’assistenza sociale e di trasporti e logistica.

Bollettino ADAPT 20 luglio 2026, n. 28

Maria Carlotta Filipozzi

ADAPT Junior Fellow

X@MCFilipozzi