Il mio canto libero – Una indennità di sede per insegnanti e statali

Bollettino ADAPT  6 febbraio 2023, n. 5
 

La proposta del ministro dell’Istruzione per un salario degli insegnanti tarato sullo specifico costo della vita nei territori merita considerazioni libere da pregiudizi e schemi ideologici. Come sempre, sarebbe utile muovere da un criterio di osservazione della realtà. In primo luogo, gli insegnanti, come in potenza tutti gli statali, potrebbero essere richiesti, soprattutto nella fase di assegnazione della prima sede, di mobilità nell’intero territorio nazionale. In secondo luogo, si ricordi come l’Istat certifichi i diversi indicatori di costo della vita in un Paese lungo con profondi divari territoriali. Ne consegue che la stessa retribuzione ha un differente potere d’acquisto sulla base del luogo della prestazione lavorativa. In terzo luogo, sono noti e facilmente constatabili i fenomeni di fuga dalle sedi più “onerose” verso le regioni di provenienza ove la vita costa sensibilmente meno e può ancora funzionare il welfare familiare.

 

Il rapporto Formez sulla intensa stagione concorsuale recente ci dice che il 68% dei candidati e il 61% degli idonei origina dal mezzogiorno. E i dati potrebbero essere sottostimati per la partecipazione di persone che hanno già cambiato residenza. Il che conduce a non condividere la tesi per cui i differenziali retributivi così definiti premierebbero i cittadini settentrionali. Al più consentirebbero di non lasciare vacanti le sedi del nord.

 

Certo, il modo più efficiente di definire il salario consisterebbe nella contrattazione decentrata in quanto capace di riflettere i risultati della prestazione lavorativa (misurabili solo in prossimità) e lo stesso costo della vita. Ma in assenza di questa, nell’impiego statale ancor più difficile da realizzare, avrebbe senso introdurre una sensibile indennità di sede modulata in relazione alle caratteristiche dei diversi contesti socio-economici. Si tratta di un istituto già sperimentato nei rapporti di lavoro e che non rappresenta il ritorno alle “gabbie salariali”. Nel caso degli insegnanti poi si tratterebbe di un passo avanti rispetto alle modeste retribuzioni mentre la richiesta di consistenti aumenti uguali per tutti appare impraticabile per i vincoli di finanza pubblica.

 

Maurizio Sacconi
Chairman ADAPT Steering Committee
@MaurizioSacconi

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