27 aprile 2020

Prevenzione, contrasto e contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro: il protocollo territoriale per la provincia di Bergamo

Stefano Malandrini


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Bollettino ADAPT 27 aprile 2020, n. 17

 

Il protocollo territoriale ratificato il 20 aprile 2020 da varie associazioni datoriali e da CGIL-CISL e UIL, con la supervisione di ATS Bergamo, riferito alle unità manifatturiere (non solo industriali) collocate in provincia di Bergamo, non sostituisce ma integra il protocollo nazionale del 14 marzo 2020. I contenuti inoltre sono cedevoli rispetto a quelli di eventuali ulteriori accordi tra le parti sociali ratificati a livello nazionale, nonché rispetto ad eventuali nuove prescrizioni sanitarie.

 

Al fine di evitare il rischio di sovrapposizione tra varie regolamentazioni, di diversa fonte e livello, si è infatti scelto un approccio che consentisse di: 1) non contraddire l’espresso recepimento dei contenuti del protocollo nazionale ad opera dell’art.2 comma 10 del DPCM 10 aprile 2020; 2) adeguare progressivamente la regolamentazione all’evoluzione della conoscenza scientifica, della normativa e delle conseguenti buone pratiche; 3) valorizzare le specificità territoriali di un contesto caratterizzato da particolare incidenza dell’infezione da Covid-19, che ha reso indispensabile un intervento degli attori locali; 4) favorire la declinazione operativa delle regolamentazioni, attraverso la predisposizione di un modello aziendale adattabile, inclusivo delle indicazioni dell’ATS di Bergamo, che ha svolto la supervisione scientifica del documento.

 

L’applicazione del modello è rimessa alla valutazione del datore di lavoro, che può procedere agli adeguamenti ritenuti necessari ed anche includere parti riprese dai protocolli di settore in corso di implementazione/implementati in alcuni ambiti, quali i Trasporti e il Tessile. Le parti si sono date sostanzialmente atto della natura dinamica dei comportamenti da rispettare e delle azioni da svolgere, in quanto l’evoluzione delle prescrizioni sanitare, correlata all’andamento degli studi sulla Pandemia, sostanzialmente rendono difficile la fissazione di un regolamento definitivo. Il comitato aziendale di cui all’art.13 del protocollo nazionale, incaricato di eseguire la verifica sull’applicazione del protocollo e di monitorarne gli adattamenti, è stato rafforzato con la partecipazione del Medico Competente.

 

Gli obiettivi generali, perseguiti dal protocollo integrativo territoriale con formule in parte prescrittive, in parte promozionali, sono consistiti: 1) per quanto attiene gli aspetti organizzativi, nel  più accentuato rinvio alla determinazione aziendale ed al confronto sindacale, con le modalità previste dai CCNL, per la gestione delle assenze dal lavoro (CIG o altre causali), dei tempi di lavoro e delle mansioni, senza precostituire formule rigide, che sarebbero potute risultare incongrue rispetto alle specificità dei singoli contesti aziendali; 2) per quanto attiene gli aspetti sanitari, nell’allineamento alle valutazioni condotte dall’autorità sanitaria locale, consapevole delle esigenze di tutela proprie dei lavoratori del territorio e quindi delle migliori buone pratiche attivabili in provincia e delle più sicure limitazioni apponibili. La validazione del modello aziendale è stata infine rimessa agli OPP di cui agli artt.2 comma 1 e 51 del D.Lgs. n.81/2008, incaricati anche di interloquire con ATS e con le principali istituzioni/amministrazioni locali per ogni problematica concernente l’attuazione delle misure definite dal protocollo nazionale, come integrato dal protocollo territoriale.

 

Stefano Malandrini

Confindustria Bergamo

 




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