4 maggio 2020

La “Fase 2” nella contrattazione aziendale: il Protocollo di Alstom Italia nel segno della massima attenzione alla tutela della salute dei lavoratori

Lorenzo Citterio


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Bollettino ADAPT 4 maggio 2020, n. 18

 

Il DPCM del 26 aprile 2020 consentirà una graduale ripresa delle attività per buona parte di quelle aziende che sono state coinvolte nel lockdown del 22 marzo: tra queste realtà rientra anche Alstom, gruppo industriale francese che si occupa della costruzione di treni e infrastrutture ferroviarie, che il 22 aprile ha diffuso un protocollo aziendale in accordo con le OO.SS. per assicurare una ripartenza con il massimo grado di sicurezza per tutte le persone chiamate a svolgere l’attività lavorativa. La volontà delle Parti Sociali di dotarsi di linee guida aziendali per la regolamentazione delle misure di sicurezza sul luogo è stata motivata nel testo dell’accordo con la necessità di adattare i principi del Protocollo nazionale alla specificità aziendale: in questo senso, è emersa la consapevolezza dell’importanza di un simile documento per continuare l’attività lavorativa e scongiurare possibili nuove chiusure per un possibile nuovo aumento dei contagi. La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nella cosiddetta “Fase 2” viaggerà insieme all’interesse economico nazionale: le stime del DEF hanno previsto per il 2020 un calo di otto punti percentuali del PIL e un tasso di disoccupazione all’11,6% con un aumento di quasi due punti percentuali. Tali previsioni, se da una parte destano inevitabilmente molta preoccupazione, dall’altra stimolano una collaborazione a tutti i livelli tra le Parti Sociali poiché mettono a nudo il nesso stringente tra la tutela della salute dei lavoratori e la continuità dell’attività produttiva per l’economia del Paese.

 

Il protocollo aziendale siglato in Alstom Italia si è posto l’obiettivo di formalizzare all’interno di un unico documento tutte le disposizioni aziendali per garantire la sicurezza dei propri dipendenti, tenuto conto degli esiti della consultazione con gli RLS e del continuo monitoraggio delle misure adottate. Non solo: l’accordo ha precisato che la declinazione delle linee guida sarà oggetto di confronto in sede locale, in ragione delle specificità delle singole unità produttive. Il documento è suddiviso in paragrafi e sottoparagrafi sulla scia dei Protocolli nazionali: un ruolo centrale è assunto dal punto sull’informazione dei lavoratori, in cui si è prevista la diffusione dell’accordo attraverso la mail aziendale e la predisposizione di appositi dépliant informativi all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali. Per quanto riguarda la limitazione degli spostamenti, le linee guida consentono le trasferte, i viaggi e le visite degli esterni soltanto se strettamente necessari per esigenze organizzative o produttive non rinviabili; inoltre, proseguirà l’estensione dello smart working compatibilmente con le disponibilità lavorative. Il documento interviene in modo puntuale sulle modalità di accesso ai locali aziendali, ai depositi e ai cantieri: si è definita la modalità di controllo della temperatura corporea per ogni sito e si è previsto che, qualora la prima misurazione dovesse risultare superiore ai 37,5°, il lavoratore dovrà ripetere la misurazione per confermare il risultato. Per il personale esterno, invece, è stata prevista una procedura specifica a seconda della loro tipologia: gli autisti e i trasportatori, in caso di discesa dai mezzi, dovranno sottoporsi al controllo della temperatura corporea e dovranno essere muniti di dispositivi medici di protezione, oltre che inviare in via telematica la documentazione di trasporto. I visitatori e i clienti, qualora l’accesso dovesse rendersi necessario, dovranno sottostare alle regole del protocollo aziendale: l’ingresso in azienda sarà quindi consentito con la misurazione della temperatura corporea o con la compilazione di un’autocertificazione attestante il loro stato di salute. Anche le ditte appaltatrici sono state coinvolte dalle linee guida: il documento sarà inviato ai datori di lavoro e sarà oggetto di confronto anche al fine di valutare ulteriori misure per la riduzione dei rischi, pur precisando che dovrà essere l’impresa affidataria a dotare di dispositivi di protezione i propri lavoratori.

 

Alstom ha definito anche le misure igienizzazione e sanificazione dei luoghi di lavoro, specificando come essi, unitamente al distanziamento interpersonale, siano fondamentali per evitare la diffusione del virus: l’attenzione di tali linee guida emerge nella precisione con cui il Protocollo nazionale viene integrato conformemente alle specificità dell’azienda per attuare gli interventi necessari per garantire la tutela della salute del personale. Nello specifico, oltre alla pulizia ordinaria, per gli uffici è stata prevista una igienizzazione straordinaria delle superfici di contatto (tastiere, schermi touch, mouse, maniglie delle porte); nei reparti produttivi, invece, sarà compito degli operatori igienizzare le postazioni di lavoro ad ogni turno e con particolare attenzione alle postazioni di lavoro utilizzate da più persone nell’alternanza delle turnazioni. Le linee guida hanno disposto che anche nei cantieri sarà compito dei lavoratori igienizzare attrezzature, macchine operatrici, autovetture e furgoni. Per quanto riguarda le procedure di sanificazione, esse saranno effettuate in tutti i locali aziendali con cadenza quindicinale e con l’impiego di presidi medico chirurgici; inoltre, come previsto dalla circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 27 febbraio 2020, sarà disposta una sanificazione straordinaria in caso di soggiorno nei locali aziendali di un caso di Covid-19. Se nei cantieri spetterà comunque ad Alstom eseguire tali operazioni ogni due settimane, nei depositi sarà il cliente a dover sanificare le aree e l’azienda si impegnerà a monitorare le attività svolte.

 

Sul fronte delle misure per la sicurezza personale, il documento ha evidenziato la necessità che tutti i dipendenti adottino le precauzioni igieniche soprattutto per le mani (come già indicato dal Protocollo nazionale) e che rispettino il decalogo di misure igienico sanitarie e comportamentali del Ministero della Salute e le misure aziendali per prevenire assembramenti come i turni in mensa, le disposizioni per l’accesso e l’uscita dai locali aziendali e le modalità di utilizzo della propria postazione di lavoro. Alstom ha anche specificato che i visitatori e gli appaltatori che non rispetteranno tali provvedimenti saranno allontanati dal sito. Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, invece, l’azienda si impegna a mettere a disposizione quotidianamente per ogni lavoratore due mascherine chirurgiche e dei guanti monouso, mentre  le mascherine di protezione FFP2 resteranno riservate a specifiche mansioni indicate dal documento: anche in questo caso, la precisione delle linee guida emerge dalla cura con la quale si indicano la durata di ogni tipologia di protezione e la procedura per il loro corretto indossamento, utilizzo e smaltimento. La sensibilità dalle Parti Sociali per questi dettagli mostra una certa consapevolezza della responsabilità che un’azienda possiede per la garanzia della tutela della salute dei propri dipendenti e della necessità che il protocollo, scritto ad hoc per Alstom, sia un punto di riferimento per i lavoratori.

 

Se nella gestione dei casi sintomatici il documento riprende quasi alla lettera il Protocollo nazionale, un altro punto dell’accordo che mette in evidenza l’attenzione delle Parti alla sicurezza dei dipendenti e alla specificità del proprio contesto aziendale riguarda la gestione degli spazi comuni: a partire dalle disposizioni del Protocollo nazionale, infatti, le linee guida disciplinano le norme comportamentali alle quali il personale deve conformarsi in ogni area in cui potrebbero verificarsi assembramenti. Nei pressi delle macchinette del caffè o delle aree fumatori, ad esempio, occorrerà mantenere il distanziamento interpersonale, evitare le code in attesa e non superare la presenza di due o tre persone; nelle sale riunioni la capienza ordinaria è  stata dimezzata e nella mensa ci saranno nuove turnazioni e una disposizione “a scacchiera” delle sedie; negli spogliatoi sarà possibile restare soltanto per il tempo necessario alle operazioni connesse, mantenendo la distanza minima di un metro e riducendo al minimo l’utilizzo della doccia a fine turno. Infine, sarà compito di ogni sito valutare eventuali turnazioni in considerazione dell’afflusso di personale in azienda con il fine di evitare assembramenti.

 

Il Protocollo non dimentica come i lavoratori abbiano un ruolo centrale nella ripartenza delle attività produttive: a più riprese, infatti, il documento confida nel senso di responsabilità del personale e dispone alcune misure necessarie alla prevenzione del contagio sulla scia di quanto già previsto dal Protocollo nazionale. I dipendenti, oltre all’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37,5°) e al dovere di rispettare le disposizioni aziendali, dovranno dichiarare tempestivamente la sussistenza di eventuali condizioni di pericolo per le quali non è consentito l’ingresso in azienda (ad es. provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al Covid-19 nelle ultime due settimane) e dovranno informare tempestivamente il datore di lavoro in presenza di un sintomo influenzale durante lo svolgimento della prestazione lavorativa.

 

La ripartenza di Alstom, in conclusione, è affidata a linee guida molto dettagliate che saranno oggetto di un processo di adattamento a livello dei singoli siti, in funzione delle esigenze produttive, delle caratteristiche e del layout degli stabilimenti, dei depositi e dei cantieri: il documento vuole essere un punto di riferimento esaustivo e completo che consenta l’adozione di soluzioni conformi al Protocollo nazionale e il più possibile aderenti alla realtà aziendale. Tra le Parti Sociali è emersa la consapevolezza del fatto che, per affrontare l’emergenza nella cosiddetta “fase 2”, la ripresa delle attività produttive dovrà mettere al primo posto la tutela della salute dei lavoratori e mantenere la massima attenzione e rigorosità nel far rispettare le disposizioni per la prevenzione e il contenimento di possibili nuovi contagi.

 

Lorenzo Citterio

ADAPT Junior Fellow

@CitterioLorenzo

 




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