5 ottobre 2015

FAYP: un innovativo progetto per avvicinare i giovani all’agricoltura finanziato dalla Commissione europea

Ilaria Armaroli e Paolo Tomassetti


C’è un settore in Italia che non conosce crisi. E quel settore si chiama agricoltura. Trainato dalle esportazioni (+4,8% nel 2013), anche in tempi di sostanziale stallo dell’economia, il comparto agricolo e agro-alimentare incide positivamente sulla bilancia commerciale del nostro Paese (Censis, 2014). A livello comunitario, si stima che più di 2 milioni di nuovi posti di lavoro potrebbero essere creati grazie ad approcci innovativi alle attività agricole (EFFAT, Green Jobs in Agriculture and Rural Areas, 2014). Ma nonostante il potenziale occupazionale e imprenditoriale del settore, resta scarsa la presenza dei giovani nelle aree rurali.

L’invecchiamento della popolazione è solo una delle cause, a cui si aggiunge la crescita economica e la strutturale redistribuzione dei fattori produttivi verso i settori emergenti (l’industria prima, il terziario dopo). Il rapporto INEA 2014 rivela che solo il 17% dei conduttori agricoli italiani ha meno di 40 anni. Una percentuale che aumenta al crescere delle dimensioni aziendali e nelle aree meridionali, per la cronica mancanza di alternative occupazionali. Da Bruxelles, infine, le associazioni di rappresentanza avvertono della necessità di affrontare una sfida correlata: il forte disallineamento tra posti di lavoro disponibili e competenze qualificate per ricoprirli (EFFAT, COPA-Cogeca, 2013 Common Declaration of the European Social Partners in Agriculture, 2013).

È su questi presupposti che ADAPT ha lanciato il progetto FAYP: Fostering Agri-Culture among Young People, cofinanziato dalla Commissione europea. L’iniziativa aggrega le rappresentanze imprenditoriali dell’Europa mediterranea, dove è lunga la tradizione agricola ma spietata la disoccupazione giovanile, con l’intento di avvicinare i giovani all’agricoltura attraverso lo sviluppo di attività innovative, che seguono tre direttrici: orientamento e istruzione; comunicazione; e politiche di sostegno all’imprenditoria agricola.

 

Orientamento e istruzione

 

Non solo promozione di percorsi di formazione per lo sviluppo di competenze verdi in collaborazione con le istituzioni scolastiche e universitarie. Ma anche programmi di mentoring e orientamento si rendono necessari ad un’agricoltura che non è più soltanto a dimensione famigliare e non può più arroccarsi il privilegio di essere tramandata di generazione in generazione, di padre in figlio.

Da Roma, Lisbona, Atene e Santiago de Compostela CIA, CAP, PASEGES e UPA hanno compreso l’entità del cambiamento e si sono unite al consorzio guidato da ADAPT. Per la prima volta, la scorsa primavera, la quadruplice agricola si è incontrata nella capitale nostrana per parlare di formazione e moderne strategie di apprendimento. Ne è emerso che ad Atene i bambini si approcciano all’agricoltura coi colori, immaginando e dipingendo una fattoria ideale. È così che PASEGES stuzzica la fantasia dei più piccoli mentre i suoi esperti e docenti si rivolgono agli studenti dalle cattedre universitarie. In Italia Expo2015 offre il palcoscenico internazionale dei laboratori e seminari organizzati da CIA per i piccoli visitatori. Dei più grandi si occupa invece Agricoltura è vita, l’associazione pensata dalla confederazione italiana per la formazione professionale.

 

Comunicazione

 

Trascorsi i tempi in cui l’agricoltura era prerogativa di chi coltivava la terra, oggi essere conduttore agricolo significa sempre di più padroneggiare le nuove tecnologie, conoscere le lingue e le strategie commerciali per operare su scala globale, rispettare l’ambiente e le diversità culturali, soddisfare le esigenze produttive e i bisogni della collettività, erogando servizi sociali, didattici e ricreativi. Eppure, il settore agricolo fatica ad abbandonare il pregiudizio legato ad un’immagine arcaica, lontana dall’evoluzione tecnologica e multifunzionale che solo gli addetti ai lavori conoscono bene.

Ecco allora lo scopo dell’incontro di Lisbona, dove a fine settembre le rappresentanze datoriali del progetto FAYP hanno affrontato il tema caldo della comunicazione. In una cornice suggestiva, tra salite, discese e mattoni rossi, i padroni di casa hanno descritto la fiera dell’agricoltura. Un evento, promosso da CAP a cadenza annuale, che colora di verde il Portogallo, con dibattiti, conferenze e incontri, tutti legati al mondo rurale. Ma per veicolare la nuova immagine del settore agricolo e diffonderla tra le giovani generazioni occorre combinare i canali tradizionali con i mezzi moderni di comunicazione. C’è consapevolezza, tra gli esponenti imprenditoriali, della necessità di sfruttare internet e le reti sociali ma ancora lunga è la strada verso il definitivo svecchiamento delle élite dirigenti. Nel frattempo, UPA fa la sua parte e dal suo sito web appaiono i link alle pagine Facebook, Twitter, Google Plus, Youtube e Flickr. È nelle piazze sociali, infatti, che la rappresentanza incontra i giovani.

 

Politiche di sostegno all’imprenditoria agricola

 

Conclusa la trasferta portoghese, gli alleati del progetto si danno appuntamento a gennaio, a Santiago de Compostela, per discutere di buone pratiche al sostegno dell’imprenditoria nel settore. Percorsi di insediamento, piani di snellimento delle procedure burocratiche e azioni di lobby nei confronti delle pubbliche istituzioni saranno al centro del prossimo dibattito, che avrà lo scopo di valutare i margini per una strategia comune, tesa a favorire il ricambio generazionale, lo start-up e l’installazione dei giovani nelle aree rurali.

Sono questi i principali temi su cui si snodano le attività di ricerca e gli incontri internazionali del progetto FAYP. Piattaforma privilegiata per il dialogo sociale in Europa. Terreno di confronto tra le associazioni di rappresentanza che non si arrendono alla delegittimazione ma cercano nelle fondamenta dell’associazionismo e della partecipazione lo stimolo ad accogliere le future generazioni. In un mondo dell’agricoltura che è terra, sudore ma sempre più innovazione.

 

Ilaria Armaroli

ADAPT Junior Research Fellow – FAYP Researcher

@ilaria_armaroli

 

Paolo Tomassetti

ADAPT Research Fellow – FAYP Project Manager

@PaoloTomassetti

 

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