Per una storia della contrattazione collettiva in Italia/300 – Un rinnovo rapido per un settore che cambia: il nuovo CCNL Laterizi e Manufatti Industria

Interventi ADAPT, Relazioni industriali

| di Alice Cireddu

Bollettino ADAPT 12 gennaio 2026, n. 1

Contesto del rinnovo  

Il rinnovo del CCNL Laterizi e Manufatti Industria (Codice CNEL F021) è stato siglato il 31 ottobre 2025 da Confindustria Ceramica – Raggruppamento Laterizi, Assobeton, per parte datoriale, e le organizzazioni sindacali Fillea-CGIL, Filca-CISL e Feneal-UIL, per parte sindacale, con vigenza triennale, dal 1° ottobre 2025 al 30 settembre 2028. Il CCNL, secondo i dati presenti nell’archivio del CNEL, si applica a 829 aziende e 17.238 dipendenti (dati 2024).

L’accordo è stato raggiunto con particolare rapidità: il contratto è infatti scaduto il 30 settembre e nel giro di un solo mese le parti sono riuscite a chiudere il negoziato.
Quello appena firmato si configura così come uno dei rinnovi più rapidi degli ultimi cicli contrattuali, a testimonianza di un clima negoziale coeso e della volontà comune di aggiornare tempestivamente il contratto alle trasformazioni in atto nel settore, agevolata dall’avvio anticipato della trattativa già a luglio, grazie alla presentazione della piattaforma sindacale unitaria.

Parte economica

Nel rinnovo sottoscritto il 31 ottobre 2025, la componente economica assume un rilievo centrale.

Per quanto riguarda gli aumenti retributivi, è previsto un incremento complessivo a regime di € 205 lordi mensili riferiti al parametro, riparametrati per gli altri livelli. Tale aumento viene erogato in quattro tranche: € 90 a ottobre 2025, € 55 a luglio 2026, € 55 a luglio 2027 e € 5 a luglio 2028.

Sul versante della previdenza complementare, l’accordo prevede un aumento di 0,20% della contribuzione aziendale al Fondo Arco, suddiviso in un aumento di 0,10% dal 1° luglio 2026 e 0,10% dal 1° gennaio 2028. Questa misura rafforza l’impegno a favore della pensione integrativa, garantendo maggiore la sostenibilità economica ai lavoratori nel lungo termine.

Come parte del potenziamento del welfare contrattuale, è anche previsto un aumento del contributo aziendale destinato al Fondo di assistenza sanitaria integrativa Altea: a decorrere dal 1° gennaio 2026 l’azienda verserà 12 euro mensili per ogni dipendente aderente, che sommati ai 3 euro mensili di quota versati dai lavoratori, portano la quota complessiva a 15 euro. L’obiettivo è offrire un’assistenza sanitaria più adeguata e rafforzare la tutela dei dipendenti, anche in un contesto di forte trasformazione del settore.

Complessivamente, quindi, queste misure economiche puntano non solo a sostenere il reddito dei lavoratori, ma anche a rafforzare il modello di welfare aziendale integrato, la bilateralità contrattuale e la capacità del settore di attrarre e mantenere professionalità qualificate.

Parte normativa

Sul piano normativo, il rinnovo del CCNL interviene in modo significativo su alcuni ambiti chiave del rapporto di lavoro, con l’obiettivo di aggiornare gli strumenti contrattuali alle trasformazioni organizzative e tecnologiche del settore.

In primo luogo, il rinnovo del CCNL introduce alcuni chiarimenti e aggiustamenti importanti alla disciplina del periodo di prova. Viene precisato che non può essere richiesto un nuovo periodo di prova ai lavoratori già dipendenti della stessa azienda e adibiti in precedenza alle medesime mansioni, eliminando così ripetizioni ingiustificate. Per gli impiegati delle categorie AS e A, il contratto introduce una tutela economica aggiuntiva: in caso di licenziamento dopo il primo mese di prova, al lavoratore spetta una retribuzione pari alla metà del mese in corso o della seconda quindicina. Inoltre, viene definita in modo più rigoroso la gestione delle assenze durante il periodo di prova: in caso di malattia o infortunio, il lavoratore può completare il periodo solo se rientra entro 30 giorni, mentre eventuali ricadute non comportano ulteriori prolungamenti.

Una delle innovazioni principali riguarda, invece, la disciplina dell’apprendistato, con l’introduzione di una disciplina più articolata e l’inserimento nel CCNL della fattispecie contrattuale dell’apprendistato di alta formazione e ricerca, pensato per rafforzare la rete tra imprese, sistema formativo e percorsi universitari. Viene valorizzata la componente formativa, prevedendo un bilanciamento più chiaro tra ore di formazione interna ed esterna e una maggiore tracciabilità dei contenuti formativi, in coerenza con i fabbisogni professionali delle aziende. Infatti, si prevede che la formazione esterna deve essere svolta presso l’istituzione formativa a cui lo studente è iscritto e nei percorsi di istruzione tecnica superiore, e che non deve superare il 60% dell’orario ordinamentale. Con riferimento alla formazione svolta presso l’ente formativo, viene specificato che il datore di lavoro è esonerato dall’obbligo retributivo; per quanto riguarda invece le ore svolte in azienda, è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta, come previsto dalla normativa in materia (d.lgs. 81/2015). Si precisa, inoltre, che la regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attività di ricerca o percorsi di alta formazione debbano essere definite dalle Regioni e dalle Province autonome di Trento e Bolzano, per i profili riguardanti: la formazione, le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale, le università, gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca.

Parallelamente, il contratto rafforza la formazione continua, riconoscendo un ruolo più strutturato agli enti formativi accreditati e introducendo indicazioni per aggiornare periodicamente le competenze tecniche rispetto a digitalizzazione, sicurezza e nuovi processi produttivi. L’obiettivo è costruire percorsi più coerenti con le esigenze del settore, favorendo il ricambio generazionale e la qualificazione delle professionalità esistenti.

Il rinnovo interviene anche sulla disciplina della malattia e dell’infortunio non sul lavoro, rafforzando gli obblighi comunicativi e aggiornando alcune tutele economiche. Nello specifico, il lavoratore deve comunicare l’assenza prima dell’inizio del normale orario di lavoro del giorno in cui essa si verifica e trasmettere all’azienda, entro il terzo giorno, il numero di protocollo del certificato medico di malattia. In mancanza di tali comunicazioni, l’assenza può essere considerata ingiustificata, salvo comprovati impedimenti.

Una novità rilevante riguarda, inoltre, il rafforzamento delle tutele per i lavoratori affetti da gravi patologie. Per questi lavoratori è previsto, in caso di assenza per malattia o infortunio non sul lavoro, un trattamento economico più favorevole, ovvero il riconoscimento del 100% della retribuzione netta per i primi 8 mesi di calendario e del 50% della retribuzione netta per ulteriori 6 mesi di calendario.

Inoltre, i tre giorni di permesso retribuito in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge, anche legalmente separato, o di un parente entro il secondo grado o del convivente, divengono considerati per ogni singolo evento, chiarendo quindi che non costituiscono un massimale annuo complessivo.

Parte obbligatoria

Il rinnovo interviene in modo significativo sulle relazioni industriali, con l’obiettivo di strutturare un modello più stabile e sistematico di confronto tra le parti firmatarie.                  

In questa prospettiva, l’accordo modifica e amplia le materie di competenza del Comitato Bilaterale dei Materiali da Costruzione (CBMC), includendo il tema della salute e sicurezza sul lavoro, il sistema degli ammortizzatori sociali, l’efficientamento energetico e la sostenibilità, e tutte le tematiche di interesse comune su cui proporre attività congiunta propositiva presso Ministeri ed Enti decisori.

Il CCNL prevede, inoltre, l’incremento delle aree di attività del CBMC, includendo tra gli ambiti esemplificativi il tema dell’avvicendamento generazionale, da promuovere anche attraverso convenzioni con istituti scolastici superiori e tali da non creare oneri aggiuntivi per le aziende, attività di tutoraggio formativo e percorsi di alternanza scuola-lavoro. Nell’ambito di queste funzioni, le parti si impegnano inoltre a essere promotrici della diffusione dell’Istituto della Staffetta Generazionale presso gli Assessorati regionali competenti, con l’obiettivo di reperire le necessarie dotazioni finanziarie in grado di rendere il settore più attrattivo per giovani e professionisti senior, facilitando al contempo il trasferimento delle competenze dai lavoratori anziani ai più giovani.

Si precisa che i risultati dei lavori del CBMC saranno esaminati dalle parti sociali negli incontri previsti annualmente, o eventualmente anticipati su motivata richiesta di una delle parti. A livello nazionale, durante tali incontri, saranno fornite informazioni aggregate sui settori rappresentati, che costituiranno oggetto di autonoma valutazione da parte delle stesse. Tra i temi trattati, oltre a quelli già previsti nel precedente rinnovo, rientrano anche nel testo del nuovo contratto, a titolo consultivo, l’analisi di nuove figure professionali da inserire nelle declaratorie esistenti e/o la soppressione di eventuali profili non più presenti negli organigrammi, le cui risultanze saranno sottoposte alle parti firmatarie.

Le relazioni industriali vengono rafforzate anche a livello di gruppo, prevedendo la partecipazione delle strutture territoriali e delle RSU/RLS agli incontri dedicati ai gruppi industriali, a conferma di un modello di confronto più integrato, capillare e coerente con l’evoluzione organizzativa delle imprese.

Una disciplina analoga si applica agli stabilimenti con almeno 50 dipendenti, che devono informare la RSU oltre che sulle materie già richiamate nel precedente CCNL, anche sull’eventuale ricorso all’intelligenza artificiale, e sul Rapporto Biennale di Genere..

Il rinnovo prevede inoltre che, con cadenza annuale, le aziende debbano trasmettere i dati sugli iscritti ai sindacati tramite flusso UniEmens, mentre le organizzazioni sindacali firmatarie, su richiesta territoriale, dovranno fornire entro gennaio l’elenco degli iscritti e le relative percentuali di rappresentanza, garantendo così maggiore trasparenza e tracciabilità nelle relazioni industriali.

Valutazione d’insieme

Nel complesso, il rinnovo del CCNL Laterizi e Manufatti Industria si presenta come un accordo che mira a tenere insieme esigenze di supporto economico e sociale dei lavoratori e necessità di modernizzazione del settore. Sul piano economico, gli incrementi retributivi risultano significativi in un comparto caratterizzato da dinamiche salariali storicamente moderate, mentre il rafforzamento della previdenza complementare e della sanità integrativa conferma la progressiva centralità del welfare contrattuale quale leva di competitività e attrattività.

Appare rilevante anche il ridisegno della parte normativa, che aggiorna gli strumenti formativi, chiarisce istituti tradizionali come prova e malattia, e introduce tutele più coerenti con le esigenze di un settore in rapido mutamento. In questo senso, l’enfasi posta su apprendistato, formazione continua e competenze rappresenta un investimento esplicito nella qualificazione della forza lavoro e nel ricambio generazionale. Da notare, inoltre, la rinnovata attenzione alle relazioni industriali, sempre più riconosciute come strumento centrale per la gestione delle sfide e delle opportunità di un settore in transizione.

In conclusione, il rinnovo sembra cogliere l’esigenza di collegare crescita salariale, rafforzamento del welfare e investimenti sulle competenze, offrendo al settore uno strumento contrattuale aggiornato.

Alice Cireddu

Apprendista di ricerca Edison Spa

@AliceCireddu

 La presente analisi si inserisce nei lavori della Scuola di alta formazione di ADAPT per la elaborazione del

Rapporto sulla contrattazione collettiva in Italia.

Per informazioni sul rapporto – e anche per l’invio di casistiche e accordi da commentare –

potete contattare il coordinatore scientifico del rapporto al seguente indirizzo: tiraboschi@unimore.it