Diario di viaggio nel mercato agricolo della Capitanata/9 – I tentativi delle parti sociali per il governo del mercato del lavoro

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Bollettino ADAPT 7 marzo 2022, n. 9

 

 

Questo diario accompagna il percorso di studio sulla rappresentanza dei lavoratori stranieri in Provincia di Foggia condotto dall’autrice nell’ambito del dottorato di ricerca svolto in apprendistato presso la Fai Cisl di Foggia come operatore sindacale.

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Alla luce delle problematiche e inefficienze del collocamento in agricoltura, di cui si è dato conto nel numero 8 di questa rubrica, le parti sociali, specie negli ultimi anni, hanno tentato di mettere in campo iniziative volte a governare il mercato del lavoro agricolo, nella provincia di Foggia e non solo. Nonostante il diverso approccio dei sindacati e delle associazioni datoriali sul tema, vi sono state, da entrambi i fronti e talvolta persino congiuntamente, sperimentazioni relative all’incrocio tra domanda e offerta di manodopera. Pur non intervenendo nella mediazione in senso stretto, queste iniziative hanno riguardato perlopiù la creazione di banche dati informatizzate con i riferimenti di chi offre e cerca lavoro, nonché lo sviluppo di servizi ad hoc anche attraverso la bilateralità territoriale.

 

Tra le piattaforme online realizzate in questo ambito, si possono citare: “Job in country”, avviata dalla Coldiretti nazionale nel 2020 con l’autorizzazione del Ministero del Lavoro; e FI.LE. (Filiera Legale), cofinanziata dal Programma Operativo Nazionale Legalità 2014-2020 e che vede come partner associazioni datoriali e sindacati del settore agricolo della provincia di Foggia.

 

La piattaforma Job in Country è stata promossa dalla Coldiretti per combattere le difficoltà occupazionali e garantire il regolare svolgimento delle campagne di raccolta, nonché per intercettare giovani studenti, cassaintegrati e pensionati desiderosi di dare una mano in agricoltura. Sul sito della Coldiretti si legge che l’idea deriva dalla campagna lanciata in Francia “Braccia per riempire il tuo piatto”, con cui il ministro dell’agricoltura francese si è rivolto ai cassintegrati, incoraggiandoli ad unirsi alla manodopera agricola, carente per le limitazioni agli spostamenti dovuti alla pandemia, e salvare così la raccolta. In realtà, già precedentemente, per la raccolta dell’uva nel distretto dello Champagne, era stato ideato un sistema ad hoc per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, che aveva previsto il coinvolgimento dei centri per l’impiego e l’introduzione di un contratto di lavoro specifico, denominato “contrat vendanges”, della durata di un mese. L’obiettivo era quello di facilitare l’assunzione di stagionali per le fasi di raccolta. La sperimentazione realizzata in Francia aveva consentito di limitare i casi di lavoro irregolare, intervenendo sia sul collocamento della manodopera che sulla tipologia contrattuale, rendendola più flessibile e adatta alle esigenze di brevi raccolte. Pur richiamandosi all’esperienza francese, Job in Country sembra però non disporre di paragonabili strumenti contrattuali, consistendo essenzialmente in una piattaforma online raggiungibile sia dalle aziende, che possono inserire offerte di lavoro, che dai lavoratori in cerca di occupazione. Il portale, impiegato in questi primi anni soprattutto per colmare le carenze di manodopera straniera a causa della pandemia, ha raccolto circa 200 offerte di lavoro, a fronte però di oltre 3.000 candidature di lavoratori in tutta Italia.

 

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Stazione di Foggia*

 

La piattaforma FI.LE. (Filiera Legale) nasce invece per tutelare specificatamente la filiera del pomodoro da industria, grazie a un partenariato tra la BMTI (Borsa Merci Telematica Italiana) e le parti sociali del settore agricolo, sancito in un protocollo d’intesa sottoscritto il 7 dicembre 2018. La piattaforma è stata sperimentata, negli ultimi due anni, proprio nella provincia di Foggia. L’iniziativa punta, da una parte, alla semplificazione dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, e dall’altra, a realizzare un modello innovativo di indagine sulla legalità territoriale. Infatti, il portale online si pone a servizio delle istituzioni locali, raccogliendo dati e informazioni sulle dinamiche economiche e produttive del territorio, le quali vengono rielaborate da un algoritmo che restituisce un vero e proprio indice di legalità. Con riferimento, invece, all’ambito dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, una volta che si realizza il matching, intermediari abilitati si occupano di assumere il lavoratore, che viene poi inviato in somministrazione presso l’azienda prescelta. Questo meccanismo, però, si rivela particolarmente critico, poiché il lavoratore somministrato, non essendo coperto dalla contrattazione collettiva del settore agricolo, è escluso dalla disoccupazione agricola e, di fatto, anche dalla tutela da parte del sindacato agroalimentare. Per queste ragioni, la Fai Cisl di Foggia ha proposto a più riprese di attribuire direttamente all’ente bilaterale agricolo territoriale la gestione del progetto FI.LE., peraltro coerentemente con alcune sperimentazioni avviate in altre province e territori. Esemplificativo in questo senso, è il progetto di incontro tra domanda e offerta di lavoro, condotto da AGRIBI e da Veneto Lavoro. Di fatto, AGRI.BI., ente bilaterale per l’agricoltura veronese, è stato accreditato come servizio al lavoro dalla Regione Veneto e opera come centro per l’impiego regionale, incrociando le domande delle aziende e i curricula dei lavoratori. 

 

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Manifestazione Cgil, Cisl e Uil a Foggia*

 

Oltre alle piattaforme online, nel territorio di Foggia è stato avviato anche il progetto “Fattore X” della Flai Cgil, che prevede il coinvolgimento dei centri per l’impiego e dell’ANPAL nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, e di Ciala-Ebat (l’ente bilaterale agricolo della provincia di Foggia) per il sostegno alle politiche di formazione. Al sindacato è inoltre affidato il reclutamento della manodopera da inserire nelle liste dei centri per l’impiego. Al momento, però, lo sviluppo di “Fattore X” sembra ancora lontano dall’idea progettuale, per via del mancato supporto delle istituzioni e delle altre sigle sindacali. Ad esempio, la Fai Cisl spingerebbe sulla bilateralità territoriale non tanto per le politiche di formazione quanto piuttosto per la gestione dei servizi per l’impiego. Conseguentemente, la Flai Cgil di Foggia ha progressivamente assunto la gestione diretta dell’inserimento della manodopera agricola, coinvolgendo, ad oggi, circa 150 lavoratori e 3 aziende agricole, presso le quali è stato inoltre individuato un delegato sindacale, responsabile proprio del reclutamento della manodopera aziendale.

 

Il progetto “Fattore X” e le altre iniziative messe in campo dovrebbero, inoltre, almeno sulla carta, garantire ai lavoratori anche un servizio di trasporto sui luoghi di lavoro, eliminando così la figura del caporale. Tuttavia, questo servizio, particolarmente complesso da attivare a causa dei costi da sostenere e delle difficoltà di spostamento dovute alla vasta distribuzione geografica delle aziende da raggiungere, non risulta ancora operativo nella maggior parte dei casi. Infine, anche la Regione Puglia, nel nuovo piano triennale per l’immigrazione, ha coinvolto le parti sociali nella gestione dei servizi per il lavoro, prevedendo il dispiegamento di unità mobili dei centri per l’impiego, che dovrebbero essere assistite, nelle loro uscite sul territorio, da associazioni datoriali e sindacati.

 

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Campo coltivato a Borgo Mezzanone*

 

Complessivamente, però, le attività proposte dall’attore pubblico e dalle parti sociali non appaiono abbastanza incisive in un territorio come quello della Capitanata. A comprometterne il risultato è soprattutto la mancanza di uno sforzo di razionalizzazione delle molteplici iniziative e di una regia congiunta tra i diversi attori coinvolti. Una strategia efficace in questo senso, come sostenuto dalla Fai Cisl di Foggia, potrebbe proprio provenire dalla valorizzazione del ruolo di governance, implementazione e monitoraggio degli organismi bilaterali già esistenti.

 

Francesca Di Credico

Scuola di Dottorato di ricerca in Apprendimento e Innovazione nei contesti sociali e di lavoro

ADAPT, Università degli Studi di Siena

@dicredicofra

 

*Foto credit: Francesca Di Credico

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