Per una storia della contrattazione collettiva in Italia/303 – Il rinnovo del CCNL Attività Minerarie: aumenti salariali e innovazione al centro dell’accordo
Interventi ADAPT, Relazioni industriali
| di Riccardo Stefano
Bollettino ADAPT 19 gennaio 2026, n. 2
Contesto del rinnovo
In data 11 luglio 2025 Assorisorse e Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo di rinnovo del CCNL per le attività minerarie (codice CNEL: B282). Il precedente accordo, siglato il 13 luglio 2022, era giunto a scadenza il 31 marzo 2025. La firma della nuova ipotesi di rinnovo è giunta quindi a soli tre mesi dalla scadenza naturale, riducendo al minimo i tempi di vacanza contrattuale e garantendo una pronta continuità normativa ed economica.
Entrando nel merito del perimetro di applicazione, il CCNL disciplina il rapporto di lavoro degli addetti occupati nelle miniere, nelle saline e negli impianti metallurgici dediti alla produzione di metalli e metalloidi, come piombo, zinco, zolfo e antimonio. Nello specifico, l’accordo interessa circa 1.050 dipendenti di aziende associate ad Assorisorse, operativi in 70 siti produttivi dislocati in 8 regioni.
L’intesa di rinnovo arriva in un momento storico particolare. Il settore minerario rappresenta infatti un pilastro fondamentale per la manifattura italiana, fornendo risorse essenziali a filiere strategiche come l’elettronica, la farmaceutica, l’agroalimentare e l’industria del vetro, della plastica e della carta.
Nonostante questa rilevanza, il comparto dei minerali industriali sta attraversando una fase di crisi profonda e complessa, determinata da un intreccio di fattori economici, normativi, ambientali e di mercato. Uno dei problemi principali è la contrazione della domanda interna italiana ed europea, alimentata dall’inflazione e da costi energetici che, nonostante le fluttuazioni, rimangono strutturalmente elevati e superiori alla media del periodo pre-pandemico.
Questo scenario si scontra con una crescente pressione competitiva internazionale, specialmente da parte dei Paesi extra-UE che beneficiano di costi del lavoro inferiori e standard ambientali meno stringenti. A tali criticità si aggiunge, infine, una carenza strutturale di investimenti destinati all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione, ambiti ormai imprescindibili per garantire la resilienza e la competitività del comparto nel lungo periodo.
Nonostante queste criticità, l’accordo mira a mantenere la centralità del lavoratore attraverso un modello di responsabilità sociale d’impresa che trova espressione in un rafforzato sistema di welfare occupazionale. In un settore attraversato da profonde trasformazioni, tale visione rappresenta un segnale forte di lungimiranza da parte delle aziende, che scelgono di investire nel capitale umano anche in una fase di difficoltà congiunturale.
Parte economica
Una delle principali novità introdotte dal rinnovo riguarda l’aumento del trattamento economico complessivo (TEC) nel triennio, pari a 280 euro. In particolare, per il trattamento economico minimo (TEM), è previsto un incremento dei minimi tabellari proporzionale ai livelli di inquadramento. L’aumento a regime per il 5° livello è di 231 euro, suddivisi in quattro tranche: 20 euro da dicembre 2025, 60 euro da marzo 2026, 80 euro da gennaio 2027 e 71 euro da gennaio 2028, per un montante complessivo di 3.733 euro.
Viene altresì riconosciuto un aumento dell’indennità per i quadri pari a 20 euro lordi mensili, al fine di valorizzare il loro elevato livello professionale e l’evoluzione organizzativa e tecnologica delle aziende.
Sul fronte del welfare occupazionale, a decorrere dalla firma dell’accordo dell’11 luglio 2025, sono state introdotte significative migliorie sia per la previdenza che per l’assistenza sanitaria.
Nello specifico, per la previdenza integrativa (Fondoenergia), la quota a carico delle aziende aumenta dal 2% al 4% (per un valore di 42 euro, inclusa la quota dello 0,2% di premorienza). Contestualmente, per l’assistenza sanitaria complementare (Fasie), il contributo — precedentemente suddiviso tra azienda e lavoratore — diventa interamente a carico dell’impresa per tutti i dipendenti, per un valore economico di 7 euro. Restano a carico del lavoratore esclusivamente le eventuali integrazioni per i familiari o per piani sanitari di livello superiore.
Parte normativa
Sul piano normativo, l’intesa introduce aggiornamenti significativi volti a modernizzare la disciplina del rapporto di lavoro. In coerenza con il modello di welfare occupazionale e benessere organizzativo già delineato, viene confermata e rafforzata la centralità del lavoro agile quale strumento chiave per favorire la conciliazione tra vita privata e professionale.
In tema di appalti, l’intesa rafforza l’impegno delle aziende verso una politica di regolamentazione che garantisca uniformità di tutele lungo tutta la filiera. L’obiettivo è promuovere, da parte delle ditte appaltatrici, l’applicazione di diritti e trattamenti mutuati dal medesimo modello contrattuale del committente. Un punto di particolare rilievo riguarda la sicurezza sul lavoro: l’accordo prevede infatti l’estensione della formazione e dell’informazione sui rischi specifici (ai sensi del D.L. 81/2008 e del D.L. 624/1996) anche al personale delle imprese terze, attraverso modelli organizzativi agili che favoriscano la partecipazione inclusiva alle dinamiche aziendali.
Tale approccio si estende anche alla sfera sociale, prevedendo che l’affidamento dei contratti tenga conto dell’adozione, da parte degli appaltatori, di politiche conformi al CCNL in materia di Diversity, Equity & Inclusion.
Infine, sul versante delle relazioni industriali, viene sancito il principio di equivalenza dei diritti sindacali nelle forme digitali. Si tratta di una norma di modernizzazione necessaria per garantire che l’esercizio delle libertà sindacali e l’accesso alle informazioni siano assicurati con la medesima efficacia e dignità anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie e delle piattaforme virtuali.
Parte obbligatoria
Per ciò che riguarda la parte obbligatoria, il rinnovo prevede la costituzione di diversi strumenti paritetici, Osservatori e Commissioni, con l’obiettivo di analizzare congiunturalmente le tematiche chiave per l’evoluzione del settore e rafforzare le relazioni industriali.
In ambito di inclusione, le parti hanno convenuto di istituire un Osservatorio per le Pari Opportunità. Tale scelta risponde alle sollecitazioni degli addetti e alla crescente sensibilità delle imprese verso i temi ESG (ambientali, sociali e di governance), con l’obiettivo di promuovere la parità di genere e l’equità professionale all’interno del settore.
In merito al tema attuale dell’intelligenza artificiale (c.d. AI), le parti si dichiarano consapevoli della profonda trasformazione del lavoro operata dall’AI, ma riconoscono la natura ancora sperimentale di tali strumenti e la necessità di monitorare l’impatto prima di definire un quadro normativo rigido e definitivo. Per governare al meglio questa fase di transizione e affrontarne i rischi, è prevista la creazione di una commissione paritetica incaricata di analizzare le applicazioni operative, l’organizzazione del lavoro e i riflessi occupazionali.
Relativamente all’innovazione e alla modernizzazione del sistema di classificazione del personale, le parti hanno definito un percorso volto alla sua riforma entro aprile 2026, con l’obiettivo di renderla operativa entro la vigenza del contratto. Lo scopo è quello di rendere il CCNL maggiormente flessibile e rispondente all’attuale mercato del lavoro e ai processi di digitalizzazione dei sistemi produttivi, rappresentando al meglio la nuova realtà lavorativa estremamente mutevole e dinamica.
Infine, è stata decisa l’istituzione di un Osservatorio di Settore che rappresenta un passo fondamentale per la continuità del dialogo tra le parti. Tale strumento non avrà solo il compito di individuare le criticità in vista del prossimo rinnovo, ma fungerà da sede permanente di analisi per monitorare l’andamento del comparto, le dinamiche occupazionali e l’evoluzione dei mercati, permettendo così di arrivare alla futura scadenza contrattuale con una base di dati condivisa e soluzioni già delineate.
Valutazione d’insieme
L’accordo trovato per il rinnovo contrattuale è stato giudicato positivamente dalle parti (vedi qui il comunicato sindacale, vedi qui il comunicato datoriale) ed ha dimostrato che, nonostante il momento d’incertezza e di crisi che colpisce il settore delle attività minerarie, è possibile – grazie soprattutto al proficuo dialogo tra le associazioni datoriali e sindacali – sottoscrivere intese in tempi estremamente rapidi. La firma avvenuta a soli tre mesi dalla scadenza del precedente contratto ha permesso, infatti, di evitare la vacanza contrattuale, garantendo ai lavoratori risposte concrete e immediate non solo sul fronte degli adeguamenti salariali all’inflazione, ma anche nel consolidamento di quel modello di benessere organizzativo che pone il capitale umano al centro della strategia di rilancio del settore.
ADAPT Junior Fellow Fabbrica dei Talenti
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La presente analisi si inserisce nei lavori della Scuola di alta formazione di ADAPT per la elaborazione del Rapporto sulla contrattazione collettiva in Italia. Per informazioni sul rapporto – e anche per l’invio di casistiche e accordi da commentare – potete contattare il coordinatore scientifico del rapporto al seguente indirizzo: tiraboschi@unimore.it |
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