La transizione digitale e l’intelligenza artificiale nel Gruppo Generali: innovazione, dialogo sociale, e tutela della persona
| di Diletta Porcheddu
La dichiarazione congiunta del Gruppo Generali sulla trasformazione tecnologica e sull’intelligenza artificiale rappresenta un esempio di come il dialogo sociale possa accompagnare l’innovazione digitale. Attraverso principi come centralità della persona, supervisione umana, formazione continua e tutela dei diritti, il documento mira a coniugare progresso tecnologico, responsabilità sociale e qualità del lavoro nel contesto della transizione digitale.
La rapida evoluzione delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il mondo del lavoro, ridefinendo processi produttivi, competenze professionali e modelli organizzativi. In questo contesto si inserisce la Dichiarazione congiunta sulla trasformazione tecnologica, sulla digitalizzazione e sull’intelligenza artificiale nel Gruppo Generali, sottoscritta il 17 dicembre 2025 dal management del gruppo e il Comitato Aziendale Europeo (CAE).
La dichiarazione nasce all’interno del forum europeo di dialogo sociale del gruppo Generali, un luogo di confronto consolidato negli anni tra rappresentanti dei lavoratori e management aziendale. Questo percorso di collaborazione ha già portato in passato alla definizione di diverse dichiarazioni congiunte su temi strategici, come l’organizzazione del lavoro durante l’emergenza pandemica da Covid-19, la promozione della diversità, dell’equità e dell’inclusione, il bilanciamento tra vita professionale e vita privata e la diffusione di modelli di lavoro ibridi nel cosiddetto scenario “Next Normal” (per maggiori informazioni relative al primo accordo di lavoro agile “Next Normal” nel gruppo Generali, si veda D. Porcheddu, Per una storia della contrattazione collettiva in Italia/52 – Il “Next Normal” nel Gruppo Generali passa per lo smart working, Bollettino ADAPT 13 settembre 2021, n. 31)
Il documento in esame si inserisce dunque in una linea di continuità con tali iniziative, ampliandone la portata per affrontare le sfide poste dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale.
Il contesto normativo e di policy
La Dichiarazione si colloca all’interno di un quadro molto articolato, caratterizzato da numerose iniziative normative e di policy a livello europeo. Tra i riferimenti principali menzionati dai sottoscrittori dell’accordo, figurano l’Accordo quadro delle parti sociali europee sulla digitalizzazione del 2020, la dichiarazione congiunta sull’intelligenza artificiale nel settore assicurativo del 2021 e il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, noto come AI Act (Reg. UE 2024/1689) entrato in vigore il 2 agosto del 2024.
Allo stesso tempo il documento richiama il Regolamento generale sulla protezione dei dati personali (Reg. UE 679/2016 – GDPR) e il Codice di condotta del Gruppo Generali, aggiornato nel 2024 con una sezione specifica dedicata all’intelligenza artificiale e alla gestione dei dati.
La dichiarazione è inoltre strettamente collegata agli obiettivi delineati nel Piano Strategico di Gruppo 2027 e nella Group People Strategy 2027, che prevedono investimenti significativi nella trasformazione digitale, nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e nella formazione dei dipendenti.
Tecnologia e centralità del lavoro umano
Uno dei principi cardine della Dichiarazione è la centralità della persona nel processo di trasformazione tecnologica. L’obiettivo dichiarato dalle parti – in linea con l’approccio delineato dal Gruppo all’interno della propria Carta Sociale Europea, che viene infatti più volte richiamata nella Dichiarazione – è quello di utilizzare il potenziale della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale per aumentare la produttività dell’impresa e allo stesso tempo migliorare le condizioni di lavoro, garantendo un ambiente professionale sicuro, stimolante e inclusivo.
In questa prospettiva, le tecnologie digitali vengono considerate uno strumento per ridurre il tempo dedicato alle attività ripetitive e di routine, consentendo ai lavoratori di concentrarsi su compiti a maggiore valore aggiunto. Ciò – secondo la prospettiva dalle parti sottoscrittrici – dovrebbe favorire lo sviluppo delle competenze, la creatività e la capacità di innovazione, contribuendo allo stesso tempo a migliorare l’equilibrio tra vita privata e lavoro.
Un elemento fondamentale di questo approccio è il principio della supervisione umana: anche nei casi in cui vengano adottati sistemi di intelligenza artificiale avanzati, il controllo umano deve comunque ricoprire un ruolo centrale, specie nei processi decisionali. Tale principio, coerente con le indicazioni contenute nell’AI Act, rappresenta una garanzia per evitare che le tecnologie algoritmiche sostituiscano completamente il giudizio umano in ambiti sensibili, come, ad esempio, la gestione delle risorse umane.
Gestione responsabile dell’innovazione
La dichiarazione sottolinea la necessità di affrontare la trasformazione tecnologica in modo socialmente responsabile, tenendo conto non solo delle opportunità offerte dall’innovazione, ma anche dei possibili rischi per i dipendenti del Gruppo.
Per questo motivo il documento prevede che, nelle fasi di sviluppo e implementazione dei progetti basati sull’intelligenza artificiale, venga prestata particolare attenzione alla valutazione degli effetti sociali dello strumento. In questo processo sono coinvolte anche le funzioni aziendali People-HR, con l’obiettivo di individuare soluzioni sostenibili e prevenire eventuali conseguenze negative.
Tra le strategie individuate per gestire il cambiamento figurano la riqualificazione professionale e il miglioramento delle competenze. Di conseguenza, l’azienda si impegna a favorire percorsi di upskilling e reskilling, ossia di aggiornamento e riconversione delle competenze, per permettere ai lavoratori di adattarsi alle nuove esigenze dettata dall’introduzione delle nuove tecnologie in azienda.
Salute, sicurezza e benessere
Un altro aspetto centrale della dichiarazione riguarda la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. L’uso intensivo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale può infatti generare nuove forme di stress e sovraccarico cognitivo, oltre a ridurre le interazioni sociali all’interno dell’ambiente di lavoro. Come ripetutamente sottolineato dall’Agenzia Europea per la salute e sicurezza sul lavoro (EU-OSHA), tali fattori possono avere ripercussioni sulla salute mentale e sul benessere complessivo dei lavoratori.
Per questo motivo, la Dichiarazione congiunta prevede che l’introduzione di nuovi sistemi tecnologici sia accompagnata da valutazioni preliminari dei rischi e da misure di prevenzione adeguate. In particolare, viene evidenziata l’importanza di garantire un uso equilibrato degli strumenti digitali, evitando situazioni di eccessiva connessione che possano compromettere la separazione tra tempo di lavoro e tempo personale.
In questo contesto assume un ruolo rilevante il diritto alla disconnessione, già affrontato nella Dichiarazione Congiunta “il Nuovo modo sostenibile di lavorare in uno scenario Next Normal” firmata nel 2023 dal Management del Gruppo e il CAE. L’obiettivo dichiarato delle parti è quello di fornire orientamenti chiari – sia ai lavoratori, che al management – su come utilizzare gli strumenti digitali in modo responsabile, nel rispetto degli orari di lavoro e del bilanciamento lavoro-vita privata delle persone.
Formazione e sviluppo delle competenze
La formazione rappresenta uno dei pilastri fondamentali della strategia delineata nella Dichiarazione congiunta. Coerentemente alle previsioni dell’articolo 4 dell’AI Act, l’azienda si impegna a garantire a tutti i lavoratori un’adeguata alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale e tecnologie digitali, affinché possano comprenderne il funzionamento, i benefici e i possibili rischi. Inoltre, la formazione sulle tecnologie algoritmiche è considerata una leva strategica per la creazione di nuove professionalità e/o l’evoluzione delle professionalità esistenti, nonché favorire la mobilità interna al Gruppo.
Particolare attenzione sarà dedicata alle professioni maggiormente interessate dall’introduzione dell’intelligenza artificiale, come gli attuari, gli underwriter e le funzioni delle risorse umane – le quali saranno destinatarie di apposita formazione continua sull’argomento. La formazione in materia di IA non riguarderà solo le competenze tecniche, ma anche le cosiddette soft skills, tra cui il pensiero critico, la capacità di problem solving, la collaborazione, la creatività, la gestione delle persone, l’intelligenza emotiva e la capacità di giudizio.
Etica, privacy e trasparenza
La dichiarazione congiunta dedica poi ampio spazio ai temi dell’etica e della protezione dei dati personali. Le parti sottolineano infatti come la gestione delle informazioni e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale debbano infatti avvenire nel pieno rispetto delle normative europee e delle legislazioni nazionali in materia di privacy. In particolare, la dichiarazione sottolinea che il trattamento dei dati dei lavoratori deve avvenire secondo principi di pertinenza, proporzionalità e trasparenza, al fine di garantire che l’utilizzo delle tecnologie digitali non comprometta la dignità e i diritti fondamentali delle persone.
Attenzione specifica viene inoltre riservata alla prevenzione di possibili forme di discriminazione derivanti dall’uso di algoritmi e sistemi di apprendimento automatico: al fine di contrastare tali avvenimenti, si prevede che i sistemi di intelligenza artificiale del gruppo dovranno essere progettati e utilizzati secondo criteri di equità, sicurezza ed eticità.
L’intelligenza artificiale nei processi di gestione del personale
La dichiarazione affronta anche il tema dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di gestione delle risorse umane. Secondo quanto previsto dall’AI Act, i sistemi utilizzati per “il reclutamento, la selezione del personale, nonché per l’adozione di decisioni relative alle condizioni dei rapporti di lavoro, la promozione o cessazione dei rapporti contrattuali di lavoro, l’assegnazione di compiti sulla base del comportamento individuale o dei tratti e delle caratteristiche personali o per il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni” sono considerati “ad alto rischio”, e quindi destinatari di specifici limiti e condizioni per l’uso (Allegato 3, n. 4, AI Act).
Per questo motivo, il documento stabilisce che tali sistemi dovranno essere sempre soggetti a supervisione umana e a specifiche procedure di controllo. In questi casi, la trasparenza assume un ruolo fondamentale: in conformità alla normativa italiana (art. 1bis, d.lgs. n. 152/1997) ed europea (art. 26, comma 7, AI Act) vigente, i lavoratori devono essere informati dell’utilizzo di sistemi di management algoritmico e intelligenza artificiale e avere la possibilità di contestare eventuali decisioni prese dagli stessi. La Dichiarazione congiunta traduce questi obblighi nel cosiddetto “diritto alla spiegazione”, definito come la possibilità, da parte del lavoratore impattato dai sistemi di management algoritmico, di comprendere come e perché una determinata decisione automatizzata sia stata presa.
Il ruolo del dialogo sociale
Un elemento distintivo della dichiarazione è il forte richiamo al dialogo sociale come strumento per governare la trasformazione tecnologica. Il documento ribadisce infatti l’importanza di mantenere un confronto costante tra management e rappresentanti dei lavoratori sia a livello europeo (attraverso il CAE), sia nei singoli paesi in cui opera il gruppo.
In particolare, qualora l’introduzione di nuove tecnologie o sistemi di intelligenza artificiale abbia un impatto significativo sui lavoratori del Gruppo in più paesi, il management si impegna a fornire un’informazione preventiva al Comitato ristretto del CAE, al fine di garantire trasparenza e partecipazione nei processi decisionali che riguardano il futuro del lavoro all’interno dell’organizzazione.
Il documento raccomanda inoltre che i rappresentanti dei lavoratori siano coinvolti tempestivamente nelle fasi di implementazione delle nuove tecnologie, soprattutto quando queste possono influire sull’organizzazione del lavoro, sulla formazione, sulla salute e sicurezza o sulla protezione dei dati. Nel contesto italiano, tale approccio partecipativo è riflesso nel nuovo accordo aziendale di Gruppo, attraverso il quale sono create apposite Commissioni paritetiche (c.d. Transformation Hub) – volte a favorire il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori nelle scelte strategiche dell’azienda, nonché nell’attività di analisi e di proposta di soluzioni innovative in ambito organizzativo: uno dei tre Transformation Hub è dedicato alla discussione sugli “strumenti di Intelligenza Artificiale e odelli di organizzazione del lavoro” (per un maggiore approfondimento sui contenuti del nuovo accordo aziendale Generali, si veda M. Maneli, Per una storia della contrattazione collettiva in Italia/276 – Il rinnovo dell’accordo aziendale del Gruppo Generali: le principali novità. Bollettino ADAPT 16 giugno 2025, n. 23).
Valutazione d’insieme
La Dichiarazione congiunta sulla trasformazione tecnologica e sull’intelligenza artificiale nel Gruppo Generali – pur di carattere sperimentale, e oggetto di monitoraggio periodico fino al 31 dicembre 2027 – rappresenta un esempio significativo di come i grandi gruppi multinazionali possano affrontare la rivoluzione digitale attraverso un approccio partecipativo e responsabile.
Attraverso principi come la centralità della persona, la supervisione umana, la formazione continua, la trasparenza e il dialogo sociale, la dichiarazione propone un modello di governance dell’intelligenza artificiale che cerca di coniugare progresso tecnologico e responsabilità sociale. In un’epoca caratterizzata da trasformazioni rapide e profonde, questo tipo di iniziative può contribuire a costruire un futuro del lavoro più equo, sostenibile e inclusivo.
Diletta Porcheddu
ADAPT Senior Fellow
Condividi su:
