Diario di viaggio nel mercato agricolo della Capitanata/10 – Il congresso della Fai Cisl a San Giovanni Rotondo

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Bollettino ADAPT 26 aprile 2022, n. 16

 

Questo diario accompagna il percorso di studio sulla rappresentanza dei lavoratori stranieri in Provincia di Foggia condotto dall’autrice nell’ambito del dottorato di ricerca svolto in apprendistato presso la Fai Cisl di Foggia come operatore sindacale.

 

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Dal 5 al 7 aprile si è svolto il VII congresso della Fai Cisl a San Giovanni Rotondo (Foggia). La decisione di svolgere il congresso in Capitanata non è stata casuale ed è frutto dell’impegno della federazione nazionale sul tema dello sfruttamento lavorativo e del caporalato come ha ricordato il segretario generale nazionale Onofrio Rota in apertura: È la scelta concreta di ribadire con tutta la nostra forza, nel momento più alto della nostra vita democratica come sindacato, il nostro no deciso, perentorio, allo sfruttamento in tutte le sue forme. Per queste ragioni, il congresso è stato accompagnato da una serie di iniziative collaterali, alcune delle quali nei ghetti della Capitanata.

 

Iniziamo dal principio. Già il 2 aprile, la Fai Cisl ha organizzato a Bari un momento di ricordo e preghiera per tutte le vittime di violenza e sfruttamento sul lavoro e in particolare per Hope, la giovane nigeriana morta in un incendio a Borgo Mezzanone. Il 3 aprile si è invece tenuto il convegno conclusivo del progetto internazionale “Il lavoro distaccato, una nuova direttiva per una visione comune: lo sviluppo della mobilità” che ha coinvolto sindacati di Germania (EVW), Francia (CFE CGS) e Spagna (UGT), con il sostegno della federazione sindacale europea EFFAT, e delle organizzazioni OBES (Grecia), Cisl (Italia), Terra Viva (Italia), Ob e NFZGS Podkrepa (Bulgaria), Cettar (Belgio) e Confederdia (Italia), presenti con alcune delegazioni direttamente a San Giovanni Rotondo. Nell’occasione, i rappresentanti esteri sono stati impegnati in un confronto sulla direttiva sul lavoro distaccato anche alla luce della condizionalità sociale, e quindi del rispetto di alcuni diritti fondamentali per i lavoratori, inserita per l’accesso ai sussidi della nuova PAC.

 

Nel pomeriggio del 3 aprile, si è svolto uno dei momenti più intensi dell’intera settimana: “Fratelli tutti”, la preghiera interreligiosa nel ghetto di Borgo Mezzanone. Abbiamo portato, per la prima volta, nella chiesa evangelica dell’ex pista di Borgo Mezzanone una delegazione di rappresentanti sindacali stranieri e i segretari regionali della Fai Cisl per pregare insieme in nome della pace. Cristiani, musulmani e protestanti, quindi, riuniti in uno dei “non luoghi” in cui la Fai Cisl è quotidianamente impegnata. L’iniziativa è stata voluta per denunciare le condizioni di vita dei braccianti migranti perché, come ha ricordato il segretario Onofrio Rota nell’introduzione all’evento: Il tempo che stiamo vivendo è pieno di incertezze però il mondo del lavoro non sta a guardare. Le tante azioni di solidarietà, il desiderio di cambiamento verso una società più equa ci spingono a mettere in campo ancora più energie e più iniziative. Si è così realizzato un momento, sì pianificato ma di una potenza inaspettata, in cui i partecipanti hanno potuto toccare con mano la difficile realtà dei lavoratori che assicurano, giorno dopo giorno, il cibo sulle nostre tavole. Persone come Zakaryia, muezzin della moschea di Borgo Mezzanone, ci hanno provocati ricordando a tutti che possiamo pregare per la pace ma per prima cosa, dobbiamo cambiare il nostro cuore, mutuando le parole di Papa Francesco. Non è mai successa qui al ghetto una cosa del genere: queste le parole di Aladji al termine della preghiera.

 

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3 aprile 2022, Preghiera interreligiosa “Fratelli tutti” a Borgo Mezzanone*

 

Il 4 aprile, con una delegazione di segretari regionali e dell’esecutivo, abbiamo visitato il ghetto di Rignano e Casa Sankara per raccontare il lavoro svolto dalla Fai Cisl di Foggia negli ultimi anni e i progetti per promuovere l’inclusione sociale dei migranti. Nel pomeriggio, dopo l’inaugurazione della mostra fotografica “Fai memoria. Il sorriso nel lavoro, la gioia dell’indipendenza”, curata dall’archivio storico Fai Cisl e dall’archivio Riccardi, si è svolto il I congresso di Terra Viva, l’associazione di liberi produttori agricoli affiliata alla Cisl, mentre i sindacalisti stranieri hanno partecipato alla proiezione del docufilm “Centootto”, prodotto dalla Fai Cisl sulla vicenda dei pescatori di Mazara del Vallo sequestrati in Libia.

 

Tre giorni intensi di attività hanno così preceduto il congresso vero e proprio, che si è aperto il 5 aprile nella suggestiva cornice della Basilica di Padre Pio. In quel giorno, il segretario Onofrio Rota, dopo aver spiegato le ragioni della scelta della Capitanata, ha letto la mozione parlamentare sui ghetti presentata dalla Fai Cisl, cui è seguita la proiezione del film “Noi siamo umani”, realizzato da Giovanni Panozzo durante le uscite pomeridiane dei mesi scorsi a Borgo Mezzanone. La denuncia che facciamo è rivolta principalmente alle istituzioni, ma anche a tutti noi che troppo spesso vediamo in modo meccanico, ma non vogliamo davvero guardare. Guardare invece significa voler capire. Significa rimettere in discussione non solo gli altri, ma anche noi stessi e l’intero sistema in cui viviamo. Siamo qui, per obbligare e obbligarci a guardare verso un qualcosa di talmente intollerabile da congelare e allontanare lo sguardo.  Intollerabile perché riguarda il lavoro, ma arriva fino al totale spregio della dignità umana. Quindi, non dobbiamo solo vedere, ma dobbiamo guardare in profondità per capire e agire, ha spiegato il segretario generale presentando la mozione. Essa ha lo scopo di impegnare il governo a superare i ghetti e ad intervenire sul sistema dell’accoglienza e dei permessi di soggiorno, che come abbiamo visto nei passati numeri di questa rubrica, molto spesso ostacola l’accesso dei lavoratori migranti all’indennità di disoccupazione agricola.

 

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  5 aprile 2022, Apertura del VII congresso Fai Cisl*

 

È successivamente intervenuta Olesia Plekan, una ragazza ucraina che vive a Foggia e dopo i saluti istituzionali, si è aperto il dibattito. Una discussione viva e accesa sui temi dell’agroalimentare e sulle prospettive per il nostro sindacato (qui il video della giornata del 5 aprile).

 

Il 6 aprile, i 400 congressisti si sono spostati a Capoiale per la giornata dedicata alla cura dell’ambiente. Dopo aver ripulito il lungo mare di Capoiale, frazione di Cagnano Varano, all’interno del Parco del Gargano, si è svolta la tavola rotonda dedicata ai temi della transizione ecologica e sostenibilità ambientale. Il dibattito ha visto come relatori il divulgatore scientifico Valerio Rossi Albertini, Padre Enzo Fortunato (direttore della sala stampa del Sacro convento San Francesco d’Assisi), Ermete Realacci (Presidente di Symbola), Federica Gasbarro (portavoce dei Fridays For Future Italia), la Sottosegretaria al Ministero dell’Istruzione Barbara Floridia e il segretario generale della Cisl Angelo Colombini (qui il video della giornata del 6 aprile).

 

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                        6 aprile 2022, Giornata per la cura dell’ambiente – Capoiale Cagnano Varano*

 

Il 7 aprile, giornata conclusiva del congresso, sono intervenuti Cecilia Brighi (Segretario Generale Italia-Birmania Insieme), Khin Ma Ma (Ministro del Commercio del governo clandestino birmano), Kristian Bragason (Segretario Generale EFFAT) e Yuliya Yukuhno (portavoce Associazione Bielorussi in Italia “Supolka”). A dimostrazione della vocazione europea della Fai Cisl, è stata realizzata una nuova bandiera dell’organizzazione, che è stata presentata insieme al segretario della federazione sindacale europea EFFAT, cui la Fai Cisl aderisce.

 

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                        Onofrio Rota e Kristjan Bragason con la nuova bandiera della Fai Cisl*

 

Con la conclusione del dibattito, la replica del segretario generale e la proclamazione degli eletti in consiglio generale si è concluso il congresso. Si è quindi insediato il consiglio generale per eleggere il segretario e la segreteria nazionale confermando Onofrio Rota alla guida della federazione (qui il video della giornata conclusiva).

 

È stato un congresso non convenzionale, come riconosciuto dalle moltissime persone presenti, reso possibile solo dopo mesi di incontri e relazioni con i lavoratori che vivono nei ghetti, tendenzialmente diffidenti e ostili all’ingresso di estranei. È stato quindi indispensabile il lungo processo di costruzione di un rapporto di fiducia con i lavoratori migranti, che ha permesso tanto la realizzazione della preghiera interreligiosa a Borgo Mezzanone del 3 aprile, quanto le riprese, nelle settimane precedenti, del documentario “Noi siamo umani”, con la partecipazione dello stesso muezzin della moschea. Il congresso ha così contribuito a mettere in luce i punti di forza e le criticità della Capitanata (una terra produttiva ma ferita dall’illegalità) e ad accendere un faro sul lavoro ma anche sulle conseguenze che derivano dalle sue storture. Ne sono prova l’interesse espresso dai dirigenti Fai Cisl di altre regioni d’Italia ad avviare collaborazioni e scambi di buone pratiche specialmente tra le aree del Sud maggiormente interessate da fenomeni di sfruttamento e illegalità; mentre dalla delegazione di sindacalisti stranieri sono emerse una spiccata sensibilità verso le problematiche dei lavoratori che vivono nei ghetti (anche alla luce di alcune affinità che colpiscono la manodopera nei rispettivi paesi) e la volontà di strutturare progetti congiunti. Con questo congresso, la Fai Cisl si è quindi candidata ad incarnare l’ideale di un sindacato responsabile, impegnato per la giustizia sociale, per la coesione e per la sostenibilità, di un sindacato europeista e attento alle questioni del Mezzogiorno, che mette al centro la dignità umana e il lavoro.

 

Francesca Di Credico

Scuola di Dottorato di ricerca in Apprendimento e Innovazione nei contesti sociali e di lavoro

ADAPT, Università degli Studi di Siena

@dicredicofra

 

*Foto credit: Francesca Di Credico

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