Alcuni dati sull’attività di vigilanza in materia di lavoro e previdenziale

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Bollettino ADAPT 14 novembre 2022, n. 39
 
Da una quindicina d’anni, prima il Ministero del lavoro (2007/2015) e poi l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (2016/2021) pubblicano un interessante rapporto annuale dell’attività di vigilanza.
 
Negli anni il rapporto è cresciuto di dimensioni, quello del 2007 era di 9 pagine, quello del 2021, pubblicato il 12 agosto 2022, è di ben 257 pagine contenendo sempre più dati ed informazioni.
 
La pubblicazione è sicuramente apprezzabile quale atto di trasparenza dell’operato degli enti preposti. Non sono presenti i dati relativi a Sicilia e Trentino Alto Adige perché in queste due regioni a statuto speciale le funzioni dell’INL sono svolte da organi regionali e provinciali. Sarebbe utile che le informazioni relative a questi organi confluissero in un unico rapporto nazionale.
 
Con questo scritto ci proponiamo di fornire alcuni dati di carattere generale, con pochi commenti, che riteniamo possano interessare chi si occupa di diritto del lavoro in generale.
 
Consideriamo innanzitutto quanti sono i datori di lavoro attivi: il dato disponibile presso ISTAT copre gli anni 2012-2020; gli altri sono stimati.
 
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Vediamo quanti sono gli ispettori operativi: il dato non è disponibile e/o completo per ogni anno. Evidente comunque il calo di addetti, quasi dimezzati in quindici anni. Dal 2021 vi è un cambio di tendenza di cui si dirà più avanti. Si consideri che ultimamente circa il 25% degli ispettori del lavoro sono stati destinati ad attività amministrative.
 
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Vediamo quindi, per gli anni 2006-2021, quante sono le ispezioni avvenute (colonne, scala a sinistra) e la incidenza percentuale sui datori di lavoro attivi (linea, scala a destra). Evidente il calo progressivo, accentuatosi nel 2020 e 2021, anni di pandemia.
 
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Dall’incrocio dei dati precedenti (il numero di ispettori negli anni in cui il dato manca è stimato) emergono due informazioni: il numero di datori di lavoro per ispettore (linea azzurra e legenda a sinistra) ed il numero di ispezioni per ispettore (linea gialla e legenda a destra). E’ inevitabile che le due linee abbiamo andamenti inversi: passiamo da meno di 250 datori di lavoro per ispettore a più di 500 nel 2020, il numero di ispezioni è sceso progressivamente, anche se in misura più lenta. Per il 2020 e 2021 va ricordata la presenza della pandemia da Covid-19.
 
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Fra i soggetti ispezionati la percentuale di irregolari oscilla fra il 60% ed il 70% con una media del 63%. Se andiamo a vedere quanti sono i lavoratori trovati irregolari osserviamo un dato molto variabile negli anni; spicca il dato del 2021, incrementato dell’80% circa rispetto al 2020. Fra gli irregolari ci sono quelli in nero; in netto e costante calo. Interpretiamo positivamente quest’ultimo dato ma non troviamo una correlazione fra irregolari e in nero.
 
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Dal 20 agosto 2009 è in vigore la normativa sulla sospensione delle attività nel caso di ricorso al lavoro nero o in caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. I dati (teniamo sempre da parte il 2020 ed il 2021) indicano che le aziende sospese, in percentuale sulle ispezionate, sono in costante crescita. La cosa può apparire anomala visto che i dipendenti in nero sono in costante calo. Questi i dati:
 
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Veniamo infine al dato dei contributi e premi verbalizzati, evitiamo il dato totale e riportiamo la media per soggetto ispezionato. Qui notiamo una linea tendenzialmente crescente con valori raddoppiati in 15 anni e impennati nel 2021. Siamo di fronte ad un aumento dell’evasione? Oppure ad un affinamento delle tecniche ispettive che migliorano l’efficienza? Oppure ad una verbalizzazione gonfiata?
 
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Da ultimo un dato che riteniamo particolarmente interessante ma purtroppo molto spesso mancante: la percentuale di contributi e premi incassati sui verbalizzati:
 
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Fare valutazioni su questi pochi dati è difficile per diversi motivi, fra questi: i dati sono parziali, i dati vanno ben contestualizzati, l’attività ispettiva è complessa e difficile, non riducibile solo a statistica, variazioni normative ostacolano talvolta il confronto fra periodi diversi. Nonostante ciò crediamo che le informazioni esposte ed i brevi commenti che seguono possano essere comunque utili, anche per stimolare approfondimenti di un tema tanto delicato e vasto.
 
Un cenno sull’ultima relazione da cui emerge attenzione al distacco transnazionale ed alla cooperazione transnazionale ed alla cooperazione con l’Autorità Europea del Lavoro (ELA) ed autorità di altri Paesi UE.
 
Per quanto riguarda il futuro ci sono alcune novità di rilievo da considerare. Innanzitutto le assunzioni in corso nel 2022 di 2.580 persone così distribuite:

– funzionari amministrativi 431

– ispettori del lavoro 900

– ispettori tecnici 1.174

– funzionari statistici 50

– funzionari informatici 25
 
A questi si aggiungeranno 90 nuovi carabinieri nel 2022 che passeranno così da 570 a 660.
 
I nuovi ispettori, crediamo, entreranno in servizio progressivamente a causa della necessaria formazione. Dal 2015 INL è l’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro che svolge le attività già esercitate dal Ministero del Lavoro, dall’INPS e dall’INAIL. Gli ispettori degli enti previdenziali sono quindi destinati all’estinzione e gli ispettori INL, con competenza in materia lavoristica generale, in materia contributiva ed assicurativa nonché di sicurezza (da segnalare l’importante art. 13 DL 21 ottobre 2021 n° 146) dovranno essere adeguatamente organizzati essendo impensabile che i singoli riescano a padroneggiare adeguatamente tutte le materie.
 
Da rilevare, in conclusione, la recente modifica dell’art. 10 (Razionalizzazione e coordinamento dell’attività ispettiva) D. Lgs. 23 aprile 2004 n° 124 ad opera dell’art. 19 (Portale nazionale del sommerso) D. L. 30 aprile 2022, n° 36. Le banche dati oggi esistenti attraverso le quali l’INL, l’INPS e l’INAIL condividono le risultanze degli accertamenti ispettivi dovranno confluire in un portale unico nazionale gestito dall’INL e denominato Portale nazionale del sommerso (PNS). L’importante e condivisibile progetto si prospetta di impegnativa realizzazione e manutenzione per diversi motivi, compreso il coinvolgimento della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri che usano banche dati diverse e non connesse. Ricordiamo che la banca dati prevista dal D. Lgs. 124/2004 è stata istituita nel 2018, cioè 14 anni dopo. Tale strumento dovrebbe consentire un migliore studio dei fenomeni che interessano la vigilanza.
 
Ettore Scudeller

Consulente del Lavoro

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