Una contrattazione solida per superare le non poche criticità*

Interventi ADAPT

| di Francesco Alifano

Ciclicamente torna al centro del dibattito pubblico la questione delle chiusure domenicali del commercio, spesso liquidata come una problematica eminentemente settoriale. In realtà, si tratta di un tema di interesse generale, che incide in modo diretto sull’organizzazione del tempo nelle città, sui ritmi collettivi e, soprattutto, sulla qualità della vita delle persone che vi lavorano. Gli orari di apertura degli esercizi commerciali, infatti, non sono una variabile neutra: contribuiscono a definire quando e come le città vivono, si incontrano, si svuotano o si affollano.

In questo contesto, il lavoro domenicale – e, più in generale, il lavoro festivo – presenta profili di particolare criticità. Lavorare di domenica non equivale a lavorare in un giorno qualsiasi, poiché la prestazione impegna un tempo socialmente qualificato, tradizionalmente destinato al riposo e alle relazioni familiari e sociali. Ne deriva una maggiore gravosità della prestazione di lavoro, che trova riconoscimento anche sul piano giuridico: l’art. 9 del d.lgs. n. 66/2003 prevede, infatti, la tendenziale coincidenza con la domenica del riposo settimanale, il cui godimento è un diritto sancito dall’art. 36 della Costituzione.

Tranne alcune eccezioni espressamente previste, dunque, il riposo settimanale coincide con la domenica. Così non è, però, nel settore del terziario e dei servizi, rispetto al quale, dopo alcune sperimentazioni attuate negli anni precedenti, il d.l. n. 201/2011 ha previsto la non applicazione del limite relativo all’obbligo della chiusura domenicale e festiva. Si è trattato, in sostanza, di una forte liberalizzazione operata dal legislatore, che ha implicitamente demandato alle parti sociali il compito di trovare un bilanciamento stabile tra esigenze economiche e tutela del lavoro.

In questo quadro, dunque, i contratti collettivi stipulati dalle principali associazioni datoriali con le federazioni sindacali del terziario afferenti a Cgil, Cisl e Uil hanno introdotto specifiche tutele in materia di lavoro domenicale, fissando limiti quantitativi alle domeniche lavorabili e prevedendo opportune maggiorazioni retributive. Tanto nel commercio quanto nella grande distribuzione, inoltre, la contrattazione collettiva ha individuato ipotesi di esclusione dall’obbligo di prestazione per lavoratori che si trovano in particolari condizioni familiari o personali. Si tratta di previsioni che mostrano come le parti sociali possano ricoprire un ruolo cruciale nel governare il lavoro domenicale, ricercando punti di equilibrio tra le diverse esigenze che vengono in gioco.

Restano, tuttavia, numerosi profili su cui è necessario continuare a riflettere e su cui la contrattazione collettiva, se adeguatamente sostenuta e valorizzata, può incidere in modo significativo, a partire dal persistente divario di genere che caratterizza il lavoro domenicale e dall’elevato numero di lavoratori impiegati con contratti a tempo parziale, spesso di natura involontaria. Una contrattazione collettiva solida potrebbe farsi carico di affrontare tali criticità, regolando le condizioni alle quali è possibile lavorare di domenica, valorizzando le specificità territoriali e settoriali e introducendo margini di flessibilità governata. In particolare, le parti sociali potrebbero prevedere, oltre ai tetti massimi delle ore lavorabili e alle maggiorazioni retributive idonee a riconoscere il disagio connesso al lavoro festivo, nuovi strumenti volti a garantire la reale volontarietà della prestazione domenicale, nonché efficaci misure di conciliazione e adeguati riposi compensativi. Percorrendo questa strada, sarebbe possibile realizzare una regolazione più equilibrata dei tempi di vita per coloro che sono chiamati a lavorare mentre altri possono fruire del riposo, evitando che il lavoro domenicale si traduca in un’esclusione dai tempi sociali.

In questa prospettiva, in definitiva, affermare la centralità degli accordi collettivi potrebbe rivelarsi una condizione essenziale per governare il lavoro domenicale e rendere sostenibile l’organizzazione del lavoro nel commercio.

Bollettino ADAPT 16 febbraio 2026 n. 6

Francesco Alifano

PhD Candidate ADAPT – Università di Siena

@FrancescoAlifan

*Articolo pubblicato anche su Il Sole 24 Ore l’11 febbraio 2026