Legalità, qualità e tutela del lavoro negli appalti pubblici: il nuovo protocollo della provincia di Lecce

Interventi ADAPT

| di Francesco Alifano

Un protocollo sottoscritto a Lecce da istituzioni, università, parti sociali e associazioni datoriali introduce un modello territoriale di cooperazione per rafforzare legalità, qualità del lavoro e correttezza negli appalti pubblici. Al centro dell’intesa vi sono il contrasto al dumping contrattuale, la corretta individuazione dei contratti collettivi, il monitoraggio condiviso delle procedure e il potenziamento degli strumenti di prevenzione lungo l’intera filiera degli affidamenti.

È stato sottoscritto a Lecce, in data 30 giugno 2026, il protocollo di intesa che dà vita alla “Rete dei responsabili della qualità, della legalità e del buon lavoro nell’affidamento dei lavori, dei servizi e delle forniture nella provincia di Lecce”. Il protocollo è stato siglato, alla presenza del Prefetto, dalla Provincia di Lecce, dall’Università del Salento e dalle articolazioni territoriali di Cgil, Cisl e Uil e delle principali associazioni datoriali presenti sul territorio (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confapi, Confartigianato, Cna, Claai, Casartigiani, Confcooperative, Legacoop, Coldiretti, Cia e Confagricoltura), raggrupate nel Partenariato Economico e Sociale. In particolare, l’accordo punta ad approntare misure utili a rafforzare la prevenzione antimafia, contrastare il dumping contrattuale e garantire la correttezza degli affidamenti pubblici e la tutela del lavoro, della sicurezza e della tracciabilità nella filiera dei contratti pubblici.

Il protocollo nasce dall’esigenza, condivisa dagli attori della rappresentanza, di sperimentare soluzioni innovative e condivise per contrastare i fenomeni di dumping salariale e contrattuale, compressione delle tutele dei lavoratori e alterazione della concorrenza, particolarmente rilevanti sul territorio salentino (si vedano M. Tiraboschi, Dove il dumping contrattuale cessa di essere marginale: alcuni spunti da un recente accordo in deroga nella Provincia di Lecce, in Bollettino ADAPT del 27 aprile 2026, n. 16, e F. Alifano, Contrattazione in deroga e stagionalità: note critiche sul caso Lecce, in Bollettino ADAPT del 27 aprile 2026, n. 16).

In questa prospettiva, l’intesa territoriale si inserisce in un più ampio percorso già avviato dal locale Partenariato Economico e Sociale, che il 4 dicembre 2025 aveva diffuso il “Vademecum sul buon lavoro”, finalizzato a far emergere strategie utili a contrastare il dumping e a valorizzare legalità, equità, rappresentanza e qualità dell’occupazione (si veda F. Alifano, Buon lavoro e contrasto al dumping contrattuale. Note a margine di un’iniziativa del Partenariato Economico Sociale della provincia di Lecce, in Bollettino ADAPT dell’8 dicembre 2025, n. 43), e che ha poi presentato, contestualmente alla firma del protocollo, una ricerca sul fenomeno del dumping sul territorio (cfr. ADAPT, Dumping contrattuale e giusto salario: dalla analisi alla proposta. Dati empirici e indicazioni di policy per un laboratorio di rilevanza nazionale a Lecce, 2026).

Con la firma del protocollo, dunque, il Partenariato Economico e Sociale compie un ulteriore passo in avanti, promuovendo, insieme alle istituzioni firmatarie, un sistema condiviso di impegni, strumenti organizzativi e criteri operativi applicabili agli affidamenti realizzati dalle pubbliche amministrazioni. L’ambito privilegiato di intervento dell’intesa è infatti costituito dai contratti pubblici, nei quali potrebbero svilupparsi pratiche di concorrenza sleale fondate sulla compressione dei costi e delle tutele del lavoro. L’accordo si propone quindi di integrare, senza sostituire, la disciplina legislativa vigente, al fine di rafforzare la collaborazione tra soggetti pubblici, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e imprese, favorendo la diffusione di prassi omogenee e di una cultura della prevenzione.

Il principale strumento di governance previsto dall’intesa è il Tavolo permanente di monitoraggio e coordinamento, composto dai rappresentanti delle parti firmatarie e degli eventuali soggetti che aderiranno successivamente. Il Tavolo svolge funzioni di confronto, aggiornamento, proposta e analisi delle criticità applicative dell’intesa e può proporre l’introduzione nei capitolati di appalto di specifiche clausole finalizzate a contrastare il dumping salariale e contrattuale e a garantire che tutti gli operatori della filiera rispettino la normativa sul lavoro e su salute e sicurezza, al fine di evitare che la concorrenza negli affidamenti pubblici si sviluppi attraverso la riduzione impropria dei salari e l’applicazione di contratti collettivi non coerenti con le attività effettivamente svolte.

Il Tavolo, inoltre, è chiamato ad aggiornare la tabella orientativa allegata all’intesa che, per le principali tipologie di affidamento, individua uno o più possibili contratti collettivi di riferimento che le stazioni appaltanti possono utilizzare come parametro nelle procedure di gara. In proposito, è da evidenziare che la tabella non sostituisce la valutazione da compiere nella singola procedura di gara, ma costituisce uno strumento di orientamento per verificare la coerenza tra attività affidate e contratti collettivi che gli appaltatori sarebbero tenuti ad applicare.

Nella medesima prospettiva di rafforzare la trasparenza sui contratti collettivi da applicare, si prevede che le stazioni appaltanti aderenti dovranno indicare nei documenti di gara i contratti collettivi nazionali e territoriali di riferimento per il personale impiegato nell’esecuzione della prestazione principale, riportando anche il relativo codice Cnel, così da agevolare i controlli sulle procedure di gara. L’intesa precisa infatti che, qualora un operatore economico intenda applicare un contratto collettivo diverso da quello indicato dalla stazione appaltante, dovrà dichiararlo in sede di offerta oppure, nel caso del subappaltatore, nella richiesta di autorizzazione al subappalto, dimostrando contestualmente l’equivalenza delle tutele economiche e normative garantite ai lavoratori.

Allo stesso tempo, l’intesa si occupa di specificare che, nella formazione della base d’asta e nella verifica delle offerte, le stazioni appaltanti aderenti all’intesa dovranno utilizzare le tabelle del costo del lavoro vigenti e i contratti collettivi pertinenti rispetto all’oggetto dell’appalto, determinati anche per mezzo della tabella di orientamento, tenendo dunque in considerazione che i costi indicati dagli operatori economici dovranno essere rispettosi dei trattamenti economici e normativi inderogabili previsti.

Il protocollo, ad ogni modo, non si limita esclusivamente a definire le modalità di corretta individuazione del CCNL e determinazione dei costi, ma si occupa anche di rafforzare l’impiego delle clausole sociali nei cambi di appalto e i presìdi antimafia lungo la filiera, anche attraverso un potenziamento di strumenti quali le white list e del rapporto con la Prefettura.

Nel suo complesso, in definitiva, il protocollo siglato a Lecce delinea un’infrastruttura territoriale di cooperazione e responsabilità condivisa tra istituzioni e parti sociali che affianca ai tradizionali controlli amministrativi un sistema locale di confronto, prevenzione e monitoraggio. Siglata l’intesa, la principale sfida per le istituzioni e gli attori della rappresentanza sarà quella di tradurre gli impegni assunti nell’accordo in prassi applicative, realizzando clausole-tipo da inserire nei capitolati e implementando le verifiche nella fase esecutiva dell’intesa, oltre che coinvolgendo anche le altre istituzioni pubbliche presenti sul territorio. La continuità dell’azione del Tavolo e l’adesione di altre stazioni appaltanti saranno infatti decisive per capire se l’esperienza leccese resterà un accordo di principio o diventerà una prassi territoriale stabile, capace anche di porsi quale prototipo per accordi simili anche nel resto del Paese.

Bollettino ADAPT 13 luglio 2026 n. 27

Francesco Alifano

PhD Candidate ADAPT – Università di Siena

@FrancescoAlifan