Nel 2025, la quota di NEET (giovani tra 15 e 29 anni che non studiano, non lavorano e non sono in formazione) si attesta in media all’11% nell’UE, con un marcato spaccato tra Nord e Sud-Est Europa.
I Paesi del Nord Europa, ad eccezione della Finlandia (11,2%), si mantengono al di sotto della media europea, con Paesi Bassi (5,3%), Svezia (5,9%) e Norvegia (7%) in testa alla classifica dei Paesi con la minore incidenza di NEET.
All’estremo opposto si colloca la Turchia (26,3%), mentre l’Italia (13,3%) si mantiene al di sopra della media europea, preceduta soltanto da Romania (19,2%), Bulgaria (13,8%) e Grecia (13,6%). Relativamente elevata è anche la quota registrata in Francia (12,9%).
Nel complesso, i dati evidenziano persistenti difficoltà nella transizione scuola-lavoro, riconducibili soprattutto alle difficoltà di accesso a occupazioni stabili, alla limitata integrazione tra sistema formativo e mondo del lavoro e al disallineamento tra competenze e fabbisogni del mercato del lavoro.
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