Perché il Jobs Act ha indennizzato 5 ex fattorini di Foodora

Luca Zorloni (Wired, 6 febbraio 2019)


Il Jobs Act prevede collaborazioni organizzate dal committente. Come nel caso di 5 ex corrieri della app. Per questo il tribunale ha prescritto un rimborso.

 

C’è lo zampino del Jobs Act nella mezza vittoria di cinque ex fattorini di Foodora nel processo di appello a Torino contro la multinazionale delle consegne di cibo a domicilio. Come emerge dalle motivazioni della sentenza del tribunale del lavoro, emessa lo scorso 11 gennaio, in termini di “sicurezza e igiene, retribuzione diretta e differita (quindi inquadramento professionale), limiti di orario, ferie e previdenza”, ai corrieri delle app, che pure restano tecnicamente autonomi, devono essere riconosciute le stesse condizioni dei lavoratori subordinati. Per i giudici a fare la differenza, che per i fattorini si concretizza in un rimborso di buste paga, contributi previdenziali e ferie non godute, sono le parole dell’articolo 2 del decreto legislativo 81 del 2015, che rientra nella riforma del Jobs Act.

 

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