10 luglio 2017

Mooc – Teoria e pratica dei contratti di lavoro una bussola per studenti e neolaureati

Anita Cezza


300mila. Questo è il numero di neolaureati italiani che ogni anno escono dalle nostre università e si avventurano nel mare delle opportunità che il mercato del lavoro offre e in cui spesso non è facile trovare una rotta da seguire. Il mare: è questa forse la metafora migliore per rappresentare l’orizzonte di un giovane che dopo circa vent’anni lascia il porto franco della formazione, carico di un bagaglio che credeva essere ben assemblato e che invece si mostra non totalmente in grado di assisterlo durante il viaggio.  Una brutta sorpresa, perché ben pochi di loro si saranno anche solo affacciati sul mercato del lavoro, se è vero che, come ci dicono i dati Ocse, appena l’1,8% degli studenti italiani tra i 15 e i 29 anni ha saputo coniugare la formazione con un impiego. Percentuale ben al di sotto della media degli altri Paesi che si attesta al 12,4%[1].

 

In queste condizioni i giovani saranno ancora più spaesati di un tempo. In parte la ragione sta in un mercato del lavoro oggi burrascoso, investito dal cambiamento della “grande trasformazione”. Da un luogo protetto e forse perfino ovattato come è il sistema formativo italiano, i nostri giovani si troveranno a dover navigare nella moltiplicazione delle forme di lavoro autonomo e atipico, faranno i conti con il venire meno della figura novecentesca di lavoratore subordinato, con un posto di lavoro da ricoprire a tempo indeterminato che assomiglia sempre di più ad un miraggio e con le pervasive innovazione tecnologiche che modificano i mestieri, ne cancellano alcuni e ne creano di nuovi.

 

Siamo quindi sicuri che nel corso dei loro studi questi ragazzi abbiano davvero formato una propria occupabilità spendibile su questo grande mare? La scuola e l’Università hanno trasmesso loro tutti gli strumenti utili per arrivare preparati al grande incontro con il mercato del lavoro? A leggere le testimonianze dell’ebook Lezioni di employability ci rendiamo conto di come molti giovani si siano confrontati con un sistema formativo che si è limitato a fornire nozioni teoriche, senza la necessaria integrazione tra la teoria (sempre e comunque necessaria) e la messa in pratica di quanto imparato. Un’integrazione che permetterebbe inoltre ai giovani di incrementare le loro soft skills, le competenze applicabili ai diversi contesti lavorativi e che consentono di acquisire una certa adattabilità: la capacità di trovare i problemi, di risolverli, di decidere, l’autonomia, la gestione dello stress. Vien da sè l’importanza del placement universitario nel realizzare l’incontro tra formazione e lavoro. In base alla ricerca Adapt sul placement degli atenei italiani sembra però che il libero, gratuito e immediato accesso dei curricula degli studenti, istituto dal decreto Biagi, molto spesso non sia rispettato. Per le imprese è dunque difficoltoso prendere visione dei possibili candidati.

Una mano tesa arriva in questo senso dal Mooc (Massive online open course) “Teoria e pratica dei contratti di lavoro” organizzato da ADAPT e tenuto dal suo coordinatore scientifico Michele Tiraboschi. Si tratta di un corso online, gratuito e aperto a studenti e neolaureati da non più di 12 mesi in diritto, economia, ingegneria gestionale, scienze della formazione. Giovani, che vogliano approfondire le tematiche del lavoro, interessati sia ad aumentare la propria occupabilità sia a seguire i passi di un cambiamento che è già in atto e a cui è necessario adattarsi.

L’approccio fonderà teoria e pratica, con una prima trattazione delle nozioni teoriche, tra le quali le fonti di regolazione del lavoro e la distinzione tra lavoro autonomo e subordinato, passo fondamentale per poi affrontare i singoli contratti di lavoro e la loro redazione, proprio come avverrebbe nell’ufficio legale o nella direzione risorse umane di un’azienda. D’altronde ciò che si propone di fare il corso è proprio questo: fornire agli studenti a cui si rivolge competenze pratiche spendibili poi nei futuri uffici a cui aspirano. Da settembre, a chi si iscriverà al corso (che non prevede un numero massimo di partecipanti), sarà data la possibilità di aggiungere al proprio bagaglio un pezzo importante che aiuterà a trovare la propria rotta.

Affiancata a questa attività vi sarà quella di analisi del cv degli studenti che consentirà da un lato di ricollegare le loro esperienze lavorative alla relativa fattispecie giuridica; da un lato servirà a migliorare i curricula stessi per garantire agli studenti un efficace racconto di sé. È con questi strumenti, una valigia ben attrezzata e una bussola ben costruita rappresentata dal cv, che gli studenti e i giovanissimi laureati potranno orientarsi meglio nel mare sconfinato delle trasformazioni del lavoro.

 

[1] Per ulteriori approfondimenti si veda Education at Glance 2016, Oecs Indicators

 

Anita Cezza

ADAPT Junior Fellow

@AnitaCezza

 

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