12 febbraio 2018

Competitività e sostenibilità, oltre l’antagonismo

Margherita Roiatti


ADAPT - Scuola di alta formazione sulle relazioni industriali e di lavoro
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Il mondo del lavoro si trova ad essere soggetto ad una profonda trasformazione nell’ambito di quella che viene comunemente definita Quarta Rivoluzione Industriale. Tecnologia, globalizzazione, dinamiche demografiche ed ambientali sono solo alcuni dei driver che stanno contribuendo ad un profondo cambio di paradigma. Alla luce di questa complessità, una delle chiavi di lettura in grado di intercettare tutte le coordinate dello scenario tratteggiato dall’Industry 4.0, è quella della sostenibilità.  Argomento ricorrente nel dibattito pubblico circa i risvolti legati ai nuovi processi produttivi, sostenibilità e sviluppo sostenibile spesso sono trattati solamente in relazione alle questioni di carattere strettamente ambientale (si pensi, ad esempio alla così detta green economy, ai green jobs, all’efficientamento energetico ed alla riduzione delle emissioni nocive).

 

A riprova delle diverse angolazioni che invece si possono adoperare per guardare a questi temi, sono numerose i progetti attivati da diversi soggetti tanto a livello nazionale, quanto nell’arena internazionale con iniziative di più ampio respiro. Tra queste ultime merita attenzione quella promossa da BusinessEurope. Infatti, il position paperA business agenda on sustainability”, prodotto in vista di un intervento normativo della Commissione Europea in materia di sostenibilità, si propone di declinare, attraverso una serie di raccomandazioni divise per nodi tematici, la questione della sostenibilità sia in termini di competitività e crescita per l’industria (nel suo complesso, ed in particolar modo con rifermento al settore del commercio), sia tenendo in considerazione le relazioni che essa intrattiene con le comunità con cui entra in contatto e le ricadute dei propri modelli produttivi ed organizzativi nei territori in cui opera. Le posizioni e gli spunti che emergono dal documento di seguito sintetizzato sono molteplici e toccano diverse delle sfaccettature che può assumere la sostenibilità. La prospettiva d’osservazione proposta da BusinessEurope può essere, quindi, un buon esempio per sottolinearne il rilievo che il tema della sostenibilità può avere nel contesto della grande trasformazione del lavoro, ampliando l’usuale orizzonte d’indagine ed analizzando lo sviluppo sostenibile in una logica integrata, tenendo conto contemporaneamente degli aspetti economici, sociali, ambientali ed istituzionali ad esso legati.  È per queste ragioni che abbiamo ritenuto utile tradurre il documento di Businesseurope e sintetizzarlo nella scheda che segue.

 

Inquadramento generale

 

Sostenibilità va intesa come quell’approccio attraverso cui realizzare obiettivi economici di crescita impattando in maniera positiva sulla società e sull’ambiente, facendo fronte al processo di globalizzazione in maniera bilanciata ed inclusiva.

Competitività e sostenibilità non sono antagoniste. Le imprese che creano valore condiviso operano socialmente ed a livello ambientale in maniera sostenibile e dispongono di stato economico e finanziario sostenibile.

Politiche di sostenibilità. Esse risultano imprescindibili per permettere all’Unione Europea di rimanere competitiva a livello globale attraverso un approccio basato sulla cooperazione tra i diversi portatori di interessi.

Politiche commerciali. Esse sono uno degli strumenti a disposizione in favore della sostenibilità quali veicolo per la promozione della crescita economica e capaci di contribuire alla promozione di norme e valori utili ad affrontare le sfide poste dalle catene globali di generazione del valore.

Unione Europea. Interlocutore privilegiato per mobilitare altre nazioni, regioni ed istituzioni a collaborare per l’implementazione dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile.

 

Imprese e sostenibilità

 

Impegno alla sostenibilità. È un obiettivo di lungo termine, fattore da includere nelle strategie d’impresa per garantire una maggiore competitività. L’integrazione nelle operazioni aziendali -delle questioni sociali, ambientali, etiche, fino a quelle riguardanti i diritti umani e dei consumatori – è un fattore abilitante per l’individuazione ed implementazione di soluzioni innovative legate tanto a situazioni contingenti, quanto alle sfide connesse ai cambiamenti demografici ed ai mutamenti sociali ed ambientali.

Ruolo delle imprese nella società. Esse hanno un impatto sulle comunità ed i territori in cui operano. Inoltre, la capacità di introdurre soluzioni sostenibili per incrementare bilanciamento tra i profitti creazione di valore condiviso (lavoratori, cittadini, ambiente e società nel suo complesso) risulta ancora più urgente con riferimento alle società che operano a livello internazionale e su scala globale.

Necessità di una cornice normativa e approccio collaborativo. Politiche che permettano alle imprese di agire efficacemente in materia di sostenibilità ad esempio per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi, servizi o innovazione dei modelli organizzativi progressivamente più sostenibili. Tuttavia, si sottolinea l’importanza di non riversare tutta la responsabilità (ad esempio in materia di diritti umani e protezione consumatori) solamente sulle imprese, evitando approcci legislativi e regolatori troppo restrittivi lato azienda che possono rivelarsi controproducenti. Invece, iniziative basate sul partenariato tra più portatori di interesse risultano maggiormente efficaci e conducono a coinvolgimento di più lungo termine sia dei governi che della società civile, imprese incluse, nell’impegno per il raggiungimento del goal della sostenibilità. Le partnership pubblico-private risultano indispensabili per far convergere risorse, expertise e punti di forza per la realizzazione di progetti finalizzati alla tutela ambientale e sociale.

Ottica settoriale. Il comportamento responsabile delle imprese in materia sostenibilità è legato anche ai diversi settori produttivi. Pertanto è necessario affrontare le questioni legate alla sostenibilità in maniera collaborativa e più efficiente, coordinando gli interventi delle autorità pubbliche con le iniziative private a livello settoriale.

Cultura del dialogo sociale. È un asset: si riscontra una correlazione positiva tra le imprese che investono in dialogo e l’incremento della competitività, fattore chiave per approdare alla la flessibilità necessaria per adattare la propria popolazione aziendale al mutato scenario economico (es. relativamente a orario di lavoro, retribuzioni e contratti).

Responsabilità sociale d’impresa. Interventi che supportano la sostenibilità, identificando e prevenendo ogni possibile impatto negativo operazioni aziendali su persone, società ed ambiente.

L’obiettivo della sostenibilità è raggiungibile anche attraverso il monitoraggio delle global supply matrices (espressione che, vista la complessità delle relazioni in essere a livello globale, intende superare la logica di tipo lineare sottesa dalle cosiddette global supply chains).

 

I diversi pilastri della sostenibilità: sfruttarne le connessioni per raggiungere l’obiettivo

 

Sostenibilità: economica, sociale, ambientale.

La capacità delle economie di generare crescita nel lungo periodo è una precondizione necessaria per lo sviluppo sociale e la protezione ambientale. Necessità di implementazione di politiche di sviluppo sociale e di protezione ambientale propedeutiche e non ostative al raggiungimento degli obiettivi economici. La sfida in atto sarebbe proprio quella di adottare un approccio alla sostenibilità tale da focalizzare attenzione su quella economica come elemento facilitatore di quella ambientale e sociale

Utilizzo risorse naturali e sostenibilità. La ricerca e l’innovazione contribuiscono alla scoperta di risorse naturali aggiuntive, permettono lo sviluppo prodotti più efficienti, aumentano la capacità di un miglior utilizzo delle risorse energetiche e delle materie prime a disposizione, soprattutto quelle rinnovabili. L’efficientamento energetico, ad esempio, è un tema che può essere sviluppato a sostegno della crescita economica e, di conseguenza, degli altri due pilastri della sostenibilità.

Disuguaglianze (di reddito – ricchezza) possono inficiare sostenibilità economica e sociale. Pertanto, non solo la creazione di nuovi posti di lavoro, ma anche l’attenzione allo sviluppo ed al mantenimento competenze adeguate, risultano essere un fattore cruciale per ridurre le disuguaglianze e sostenere la produttività con ricadute positive in termini di inclusione sociale e migliori standard di vita.

 

Implementazione delle politiche in favore della sostenibilità in Europa

 

Si rileva la difficoltà di affrontare il tema sostenibilità in maniera coerente a livello globale, regionale, nazionale. Non è necessaria una rivoluzione ma un’evoluzione intelligente delle modalità di azione dell’Unione Europea in questo ambito, anche attraverso il coinvolgimento di altri attori a livello globale. Infatti, in un’ottica di lungo periodo si riscontra l’urgenza di politiche “a prova di futuro”, e non di regolamentazioni che tengono in considerazione solamente la maturità tecnologica e la fattibilità economica contingente.

Il ruolo delle autorità pubbliche, tanto a livello nazionale che europeo attraverso un’attitudine alla cooperazione, dovrebbe essere quello di assicurare chiarezza e trasparenza circa le strategie di sostenibilità, operando anche una riorganizzazione delle iniziative già in essere. Risulta fondamentale un’analisi puntuale dell’impatto che le politiche di sostenibilità possono avere sulle imprese, tendendo in considerazione le esigenze del business anche al fine di incrementare la consapevolezza su questo tema, incoraggiando l’integrazione delle attività volte alla sostenibilità nell’ambito delle operazioni aziendali (anche supportando programmi di formazione personalizzati sul tema sostenibilità a livello aziendale), promuovendo buone prassi e garantendo condizioni di concorrenza quanto più possibile eque per le imprese.

 

Politiche commerciali e sostenibilità

 

Essendo il commercio uno dei principali motori per il trasferimento della conoscenza e della tecnologia su scala globale, esso risulta un settore da tenere in considerazione, includendolo necessariamente nel dibattito sulla sostenibilità.

Promuovere la sostenibilità attraverso accordi commerciali è un obiettivo legittimo, ad esempio sia operando un bilanciamento tra l’obiettivo di incrementare l’accesso agli scambi in paesi terzi al maggiore numero di imprese europee e quello dello sviluppo sostenibile dei mercati interni, sia grazie alla promozione di buone prassi in materia di sostenibilità in paesi terzi attraverso la stipula di accordi preferenziali.

 

Governance e sostenibilità

 

Non potendo prescindere dalla dimensione globale, per sviluppare l’Agenda per la Sostenibilità è necessario incrementare gli sforzi di coordinamento tra le Direzioni Generali della Commissione Europea competenti in materia, creando un contesto in cui dare risalto agli incentivi che spingono le aziende a impegnarsi sui temi della sostenibilità, con un’attenzione particolare al supporto di un approccio collaborativo per:

– facilitare e promuovere innovazione e sviluppo tecnologico attraverso l’attività imprenditoriale per addivenire a soluzioni idonee ad affrontare le sfide ambientali e della società nel suo complesso.

– sfruttare a pieno il potenziale delle politiche commerciali per aprire nuovi mercati alle imprese europee così da disseminare gli standard, valori e pratiche europei in materia di sostenibilità

– rimuovere barriere all’economia circolare (con ricadute positive tanto sulle performance aziendali, quanto in termini ambientali) ed allo sviluppo delle partnership pubblico-private

– assicurarsi che le normative in materia ambientale conducano ad alti livelli di protezione senza inficiare la competitività imprese (soprattutto di quelle operanti in settori soggetti alla competizione su scala globale).

– rimuovere barriere allo sviluppo delle partnership pubblico-private ed utilizzare a pieno le possibilità offerte dalla a piattaforma multi-stakeholer di implementazione dei Sustainable Development Goals –Obiettivi globali di sviluppo sostenibile- annunciata nella comunicazione della Direzione Generale per l’Ambiente “Next steps for a sustainable Europe future”.

 

 

Margherita Roiatti

Scuola di dottorato in Formazione della persona e mercato del lavoro

Università degli Studi di Bergamo

@MargheRoi

 

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