Il ruolo e lo sviluppo del dialogo sociale durante la pandemia: un focus su quanto accaduto in Spagna e Italia

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Bollettino ADAPT 11 dicembre 2023 n. 43
 
Il progetto DEFEN-CE (Social dialogue in defense of vulnerable groups in post covid-19 labour markets), come anticipato in un precedente articolo (Il ruolo del dialogo sociale durante la pandemia: alcune evidenze emerse da una indagine comparata. L’identificazione dei gruppi vulnerabili) ha permesso di svolgere un’analisi sul ruolo del dialogo sociale nell’attuazione di politiche e strumenti a favore dei gruppi vulnerabili. Nel primo contributo è stato esplicitato il framework della ricerca ed è stato presentato il concetto di vulnerabilità che ha guidato i ricercatori nell’individuazione dei gruppi vulnerabili e nella mappatura delle politiche adottate dai governi e dagli attori sociali per limitare gli impatti negativi generati dallo scoppio della pandemia. In questo secondo contributo, in linea di continuità con il precedente, verranno invece ripercorsi i principali risultati della ricerca relativamente al differente sviluppo e contributo delle parti sociali nei due paesi in risposta all’emergenza pandemica.
 
A partire da un approccio di ricerca misto, basato sull’utilizzo congiunto di tecniche di indagine qualitative e quantitative (analisi desk della letteratura, analisi documentaria, analisi secondaria di dati e interviste semi-strutturate) si è potuto rilevare che la pandemia ha agito da catalizzatore che ha messo alla prova l’efficacia e la capacità pervasiva del dialogo sociale nell’affrontare sfide socio-economiche di vasta portata. Un primo aspetto messo in luce grazie all’utilizzo di diverse metodologie della ricerca è anzitutto che, in questo scenario, l’Italia e la Spagna, nonostante modelli similari di sistemi di relazioni industriali, hanno adottato approcci e sviluppi differenziati nelle pratiche di dialogo sociale e nel grado di coinvolgimento dei diversi attori.
 

In Italia, si è assistito a una fase di interazione tra le parti sociali e le istituzioni governative che si è basata primariamente sul dialogo, la discussione, la consultazione e la condivisione di informazioni, che però nei fatti ha mostrato un ruolo di primo piano da parte del Governo che ha mantenuto un significativo controllo sul processo politico. In questa fase, l’apice dell’intesa è stato raggiunto con la sottoscrizione, da parte di Cgil, Cisl, Uil, delle rappresentanze datoriali e del governo, del Protocollo di Salute e Sicurezza del 14 marzo 2020, in cui le parti sociali hanno fatto emergere una volontà condivisa di adottare un approccio cooperativo e collaborativo e non conflittuale nella complessa gestione del rientro in sicurezza nei luoghi di lavoro e per la massima tutela della salute dei lavoratori. Inoltre, in Italia è emerso un importante ruolo da parte della contrattazione collettiva che non si è limitata a mettere in atto i rinvii del legislatore ma ha reagito attivamente e autonomamente per fronteggiare l’emergenza e distribuire equamente le risorse disponibili. Si pensi in questo caso al ruolo dei fondi bilaterali e alle prestazioni erogate dai fondi di solidarietà bilaterale.

 
In Spagna invece ha prevalso l’utilizzo di accordi tripartiti e la promozione di processi decisionali inclusivi, che hanno permesso di strutturare un dialogo altamente collaborativo. Le parti sociali e le istituzioni governative hanno formato alleanze per contrastare l’impatto negativo della pandemia sull’economia e il mercato del lavoro. Le negoziazioni tripartite si sono notevolmente rafforzate sia a livello nazionale, dove sono stati firmati 14 accordi collettivi tripartiti, sia a livello regionale, sebbene il primo insieme di misure nazionali per far fronte alle ripercussioni pandemiche sia stato adottato senza il coinvolgimento delle parti sociali. L’istituzione di una Commissione Tripartita per il monitoraggio del mercato del lavoro (Comisión de Seguimiento Tripartita Laboral) ha dato prova degli sforzi di cooperazione tra il governo centrale, le associazioni datoriali e i sindacati più rappresentativi.
 

Al di là delle differenze qui riscontrate, sussistono tuttavia anche numerosi punti di convergenza tra i due Paesi. Infatti, sia in Spagna sia in Italia, diversamente da quanto accaduto nella precedente crisi economico-finanziaria del 2008, in cui entrambi i paesi si erano orientati verso un approccio unilaterale finalizzato ad adottare risposte rapide contro le difficili condizioni economiche, questa nuova emergenza ha contribuito a una rivitalizzazione del dialogo sociale. Tuttavia, l’entità di tale spinta non è stata della medesima portata nei due Paesi in esame.
 

Invero, le differenze osservate nell’inclusione e nel ruolo delle parti sociali nella formulazione e implementazione di misure rivolte sia in generale ai lavoratori sia a difesa dei gruppi vulnerabili (come esplicitato nel precedente articolo le categorie vulnerabili individuate dalle ricerca sono: donne, giovani, stranieri, persone con disabilità, individui con un basso livello di istruzione, lavoratori con contratti atipici, lavoratori a basso reddito, famiglie monoparentali, anziani, membri della comunità LGBTQ+ e le minoranze etniche) in Spagna e Italia, richiedono una ulteriore indagine sui contesti politici, storici, socio-economici e delle relazioni industriali dei due Stati. Tuttavia, consultando la letteratura sulle cause determinanti l’attivazione della concertazione sociale, un fattore sembra essere più influente di altri per spiegare le differenze nazionali. Sembrerebbe infatti che a differenza della situazione in Italia, la sostanziale legittimità di cui godevano le parti sociali spagnole da parte dei policy-maker e le loro solide affiliazioni con specifici partiti al governo durante la pandemia (UGT con PSOE e CCOO con PCE) hanno svolto un ruolo significativo e attivo delle parti sociali nella formulazione e nell’attuazione di politiche per la difesa dei gruppi vulnerabili in Spagna. Il coinvolgimento attivo dei sindacati e delle organizzazioni datoriali più rappresentativi in Spagna è stato dunque fortemente sostenuto dall’impegno incondizionato del secondo governo Sanchez che ha interagito in modo propositivo con le parti sociali. Ciò contrasta nettamente con la situazione in Italia, dove le parti sociali, nell’arco degli ultimi vent’anni, hanno incontrato notevoli difficoltà a raggiungere un similare livello di legittimità da parte dei decisori politici, indipendentemente dal loro orientamento politico. É quindi in tale contesto che il Protocollo di Salute e Sicurezza si distingue come una rilevante eccezione, che conferma la persistente preminenza delle eredità storiche nel ruolo del dialogo sociale nel Paese. A livello politico, inoltre, è da evidenziare la stabilità politica del governo spagnolo per l’intera durata dell’evento pandemico, a differenza dell’Italia che ha assistito a un cambio di governo in piena crisi. Questo cambio ha introdotto ulteriori complessità incidendo sulla coesione stessa tra le parti sociali italiane.

 
In conclusione, si può affermare che le dinamiche di dialogo sociale osservate in Italia e Spagna durante la pandemia sottolineano la necessità di un esame approfondito dei contesti politici, storici, socio-economici e delle relazioni industriali in entrambi i Paesi, anche in una prospettiva longitudinale ed evolutiva. Infine, dai risultati emersi dalla ricerca comparata è possibile rilevare l’importanza di un intervento da parte dei responsabili politici per rafforzare e favorire un dialogo sociale attivo, produttivo e cooperativo ma anche l’esigenza di valorizzare il ruolo essenziale delle parti sociali. L’adozione di un approccio incentrato sulla collaborazione e sulla partecipazione può infatti consentire lo sviluppo di politiche più rappresentative ed efficaci, in grado di affrontare le diverse problematiche connesse alla persistenza di strati della popolazione altamente vulnerabili, le cui esigenze vengono alla luce in maniera ancora più ampia nell’ambito dei contesti di crisi.
 
Stefania Negri

ADAPT Research Fellow

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Valeria Virgili

ADAPT Junior Fellow

@Virgil11Valeria

Il ruolo e lo sviluppo del dialogo sociale durante la pandemia: un focus su quanto accaduto in Spagna e Italia