Per una storia della contrattazione collettiva in Italia/322 – I nuovi accordi Amazon su controlli a distanza e flessibilità

Interventi ADAPT, Relazioni industriali

| di Federica Chirico

Con due accordi siglati nel sito di Passo Corese, Amazon Italia introduce nuove misure per la conciliazione tra vita e lavoro e disciplina l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza. Le intese rafforzano il ruolo della contrattazione sindacale, prevedono maggiori tutele per i lavoratori e segnano un passaggio rilevante nelle relazioni industriali del gruppo nel settore della logistica.

Oggetto e tipologia di accordo

Il 9 aprile 2026 Amazon Italia ha sottoscritto, per la sede di Passo Corese (RI) due distinti accordi: un accordo volto a migliorare la conciliazione tra vita privata e lavoro e un accordo ex art. 4 dello Statuto dei Lavoratori relativo all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza. Entrambi gli accordi sono stati firmati dalle rappresentanze di Filt-Cgil di Roma e Lazio, Fit-Cisl Lazio e Uiltrasporti Lazio, articolazione territoriali delle organizzazioni sindacali che sottoscrivono il contratto collettivo applicato dall’azienda (CCNL Logistica, trasporto merci e spedizioni).

Parti firmatarie e contesto

La sede Amazon di Passo Corese è una delle più grandi in Italia e svolge attività di logistica di “lungo miglio”, operando come hub di smistamento verso i centri di “medio” e “ultimo miglio”. Il sito è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e impiega circa 2.000 lavoratori.

Come evidenziato da Paolo Cerminara, firmatario delle intese per conto della Fit-Cisl Lazio, l’accordo sul welfare aziendale recentemente raggiunto è particolarmente rilevante, soprattutto alla luce delle consolidate prassi di relazioni industriali in Amazon, dove raramente si giunge alla formalizzazione di patti scritti tra aziende e sindacati.

Assume particolare rilievo anche la sottoscrizione del primo accordo ex art. 4 St. Lav. con le rappresentanze sindacali, considerando che in precedenza – data l’assenza delle Rsa – gli strumenti di controllo a distanza venivano predisposti sulla base di autorizzazioni dell’Ispettorato del lavoro. L’articolo 4 dello Statuo dei Lavoratori consente infatti l’utilizzo di strumenti dai quali possa derivare un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori – come i sistemi di videosorveglianza – solo previo accordo con le rappresentanze sindacali oppure, in via subordinata, con l’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.

Il rispetto delle previsioni dello Statuto dei Lavoratori nell’acquisizione e nel trattamento dei dati personali e nell’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza è stato recentemente sottolineato anche dal Garante per la protezione dei dati personali e dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro che hanno intrapreso un’attività ispettiva proprio con riferimento al centro di distribuzione Amazon di Passo Corese.

Temi trattati / punti qualificanti / elementi originali o di novità

Complessivamente, le due intese sottoscritte in Amazon Italia affrontano ambiti differenti ma complementari: da un lato, l’introduzione strutturata di strumenti di conciliazione vita-lavoro; dall’altro, la regolamentazione dei controlli a distanza, con l’obiettivo di limitarne l’impatto sui lavoratori. Entrambi presentano elementi di formalizzazione di pratiche già esistenti, ma anche alcune innovazioni significative, soprattutto sul piano delle garanzie nel tempo.

Incidenza sulle misure di welfare

L’accordo sulla conciliazione vita-lavoro consolida e disciplina strumenti già implementati nel corso degli anni attraverso il confronto con le RSA delle organizzazioni sindacali firmatarie il CCNL applicato in azienda.

Gli strumenti adottati permettono di conciliare meglio sia le esigenze famigliari che quelle personali.

Per far fronte alle prime, è disciplinato il programma “ParentalUTO”, un sistema che migliora le previsioni dell’art. 47, D. lgs. n. 151/2001. Avvalendosi di tale programma il lavoratore o la lavoratrice con figli di età inferiore ai 14 anni può utilizzare il saldo positivo di ferie e permessi, in sostituzione dei congedi non retribuiti previsti per legge, per assentarsi da lavoro in caso di malattia del figlio.

Per gestire meglio le esigenze famigliari dei lavoratori con figli di età inferiore a 8 anni, vengono predisposte delle forme di flessibilità, tra cui il part-time e il “turno famiglia”. Tali misure vengono assegnate secondo criteri che tengono conto sia delle esigenze famigliari (criteri anagrafici e carichi familiari), sia di elementi organizzativi (presenza, costanza e impegno dei lavoratori).

Vengono poi introdotti ulteriori meccanismi di flessibilità, quali i programmi “Swap” e “Switch”. “Swap” permette di scambiare la turnazione lavorativa di una o più settimane non consecutive, “Switch” permette invece di modificare il giorno di riposo all’interno della settimana. Entrambi richiedono un’approvazione preventiva e non sono cumulabili all’interno della settimana.

L’accordo prevede infine un impegno tra le Parti firmatarie per confrontarsi su temi come la job rotation e l’adattamento degli strumenti alle specificità locali.

Incidenza sui controlli a distanza

Pur non essendo pubblico il testo integrale dell’accordo ex art. 4 St. Lav., questo viene descritto da Cerminara come particolarmente innovativo, ed è teso a legittimare l’utilizzo delle videocamere nel sito di Passo Corese. 

All’interno di esso – come è oramai prassi consolidata nelle intese sulla videosorveglianza nei luoghi di lavoro – è previsto il divieto di utilizzo delle registrazioni per finalità disciplinari: le immagini, quindi, non possono essere impiegate dal datore di lavoro per controllare e sanzionare i comportamenti dei lavoratori. La funzione principale del sistema resta quella di tutela del patrimonio aziendale e della sicurezza. Secondo Cerminara, comunque, le registrazioni potranno essere consultate in specifiche circostanza, come nel caso di segnalazioni di violenza, aggressioni o problematiche legate alla sicurezza sul lavoro, oppure su richiesta del lavoratore stesso per difendersi nell’ambito di un procedimento disciplinare.

L’accordo prevede inoltre un obbligo di trasparenza, imponendo all’azienda di indicare fin dalla sottoscrizione la collocazione delle telecamere e i soggetti autorizzati ad accedere alle registrazioni. In linea con il generale divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa, viene escluso il controllo in tempo reale: il personale autorizzato può visionare solo le immagini registrate per le finalità previste dall’accordo, dalla legge o dalla giurisprudenza (ad esempio per i c.d. controlli difensivi), senza la possibilità di monitorare in diretta l’attività lavorativa, salvo eccezioni limitate, come richieste provenienti dalle forze dell’ordine.

A ciò si aggiungono ulteriori garanzie di carattere tecnico-organizzativo: gli accessi al sistema sono tracciati tramite credenziali nominali, così da prevenire utilizzi impropri, ed è stabilito un limite temporale alla conservazione delle immagini. Infine, viene introdotto un meccanismo di monitoraggio sul sistema condiviso, prevedendo incontri periodici tra azienda e rappresentanze sindacali per verificare il funzionamento e l’utilizzo del sistema di videosorveglianza.

Valutazione d’insieme

Nel complesso, gli accordi rappresentano un’evoluzione significativa nelle relazioni industriali di Amazon in Italia, soprattutto per il passaggio da una gestione unilaterale a una maggiore formalizzazione negoziale dei trattamenti.

Da un lato, le misure di flessibilità e conciliazione contribuiscono a rendere più adatti i tempi di lavoro, pur restando fortemente condizionate dalle esigenze organizzative e produttive. Dall’altro, l’accordo sui controlli introduce garanzie importanti, in particolare sul divieto di monitoraggio in tempo reale e sull’uso non disciplinare delle immagini, anche se rimane centrale il tema dell’effettiva applicazione e del monitoraggio del suo utilizzo nel tempo.

Restano aperte alcune questioni, tra cui il basso livello di sindacalizzazione nei siti Amazon rispetto ad altre realtà della logistica e il confronto ancora in corso sull’introduzione dei premi di risultato; allo stesso tempo, le intese raggiunte segnalano una maggiore disponibilità dell’azienda al dialogo e affrontano temi che potrebbero essere riproposti anche in altri stabilimenti oltre Passo Corese. Vanno dunque visti con favore questi due accordi per un’azienda rilevante nel nostro Paese.

Bollettino ADAPT 8 giugno 2026, n. 22

Federica Chirico

PhD Candidate ADAPT – Università di Siena

X@FedeChirico