In Fiat aumento «una tantum»

La trattativa per il rinnovo del contratto Fiat prosegue questa mattina dopo essere stata aggiornata nella serata di ieri. L’intesa di massima sui criteri per l’erogazione dell’aumento è stata raggiunta, ma sull’ammontare dell’incremento le distanze ieri sera erano ancora notevoli.

 

«Ma la discussione riguarda anche aspetti normativi precisa Eros Panicali, segretario della Uilm che hanno ricadute economiche: si arriva, per alcune migliaia di lavoratori, a valori di 1.50 euro all’anno». La parte normativa, tuttavia, pare quella meno complicata poiché l’azienda avrebbe dato una sorta di via libera di massima. Mentre sugli aumenti relativi a tutti gli 86mila lavoratori italiani le differenze da superare non sono poche.

 

«L’azienda ha avanzato una proposta provocatoria», assicura Maria Antonietta Vicaro, segretaria dei metalmeccanici Ugl. Un giudizio condiviso da Panicali, così come da Roberto Di Maulo (Fismic) e Ferdinando Uliano (Fim). Nessuno vuol fornire indicazioni sulla cifra offerta da Fiat, ma dovrebbe essere inferiore alla metà di quanto richiesto dai sindacati (pari ad una media di circa soo euro all’anno). C’è invece un accordo di massima sulle modalità di erogazione. Si tratterà di una sorta di una tantum, valida per tutti compresi i cassintegrati, ma trasformata in misura strutturale che rappresenterà la base per l’erogazione dell’aumento per il prossimo anno. Quando, però, l’ammontare complessivo sarà suddiviso sulla base dell’adozione generalizzata del sistema Wcm (World class manufacturing).

 

L’intesa, se oggi verrà raggiunta, rappresenterà quindi una soluzione transitoria che consentirà di procedere senza strappi fino a settembre, «allorché spiega Uliano inizierà una discussione più puntuale su tutti gli aspetti del Wcm». Nel frattempo saranno tutelati i cassintegrati e, con la parte normativa, dovrebbero venir riconosciute anche le peculiarità di chi lavora al sabato, le professionalità ed il disagio. Quanto al Wcm che comprende parametri come la qualità, la produttività, gli infortuni, le presenze, l’efficienza sarà messo a punto ed offrirà indicazioni precise sugli obiettivi da raggiungere, a livello di stabilimento ed anche individuale. Cercando di trovare anche una soluzione meno aleatoria per tutti i colletti bianchi del gruppo. Intanto ieri sono arrivate notizie positive per alcune centinaia di addetti delle Carrozzerie di Mirafiori, in cassa integrazione.

 

Verranno infatti spostati alla Maserati di Grugliasco, alle porte di Torino, dove è in programma l’introduzione del dodicesimo turno settimanale per far fronte alle richieste del mercato. I lavoratori si sposteranno dopo un periodo di addestramento. «Molti di loro ricorda Vincenzo Aragona (Fismic) erano in cassa da 4 anni e questa soluzione permetterà loro di avere finalmente uno stipendio dignitoso». Notizie positive anche sul fronte Jeep: oltre ioo mila le auto vendute a maggio nel mondo.

 

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In Fiat aumento «una tantum»
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