Denunce di infortunio e malattia professionale: obbligatorio indicare il codice contratto CNEL

Interventi ADAPT, Salute e sicurezza

| di Giada Benincasa

Bollettino ADAPT 12 gennaio 2026, n. 1

A partire dal 12 gennaio 2026, l’INAIL ha introdotto una novità operativa significativa per imprese, professionisti e intermediari che inviano le denunce di infortunio e le denunce di malattia professionale (comprese segnalazioni di silicosi/asbestosi). Con un avviso pubblicato sul proprio portale il 24 dicembre 2025, l’Istituto ha comunicato l’introduzione di un nuovo campo obbligatorio nei moduli telematici dedicati a queste comunicazioni: si tratta del codice alfanumerico CNEL riferito al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato al lavoratore che ha subìto l’evento lesivo.

Il codice alfanumerico CNEL è un identificativo unico attribuito dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) a ciascun CCNL depositato nell’Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro. Questo strumento è disciplinato a livello normativo dall’articolo 16-quater del Decreto Semplificazioni (D.L. 16 luglio 2020, n. 76, convertito con modificazioni nella legge 11 settembre 2020, n. 120), che ha previsto l’uso di tale codice per uniformare e rendere confrontabili i dati relativi ai contratti collettivi su diversi adempimenti amministrativi e statistici.

In pratica, ogni CCNL di ogni settore viene associato a un codice univoco che identifica in modo certo e standardizzato il tipo di CCNL applicato, le parti firmatarie (organizzazioni sindacali e associazioni datoriali) nonché altri elementi utili per classificare correttamente la disciplina contrattuale.

Tra le ragioni che hanno spinto l’istituto ad introdurre l’obbligo di indicare il codice CNEL all’interno dei moduli di comunicazione e denuncia vi è quella di migliorare la qualità dei dati raccolti nei propri sistemi informativi. In particolare, tra le finalità dichiarate ci sono quelle di rafforzare l’analisi statistica degli eventi lesivi (infortuni e malattie professionali); collegare in modo più preciso le informazioni sugli infortuni alla disciplina contrattuale effettivamente applicata al lavoratore; facilitare elaborazioni quantitative e qualitative più dettagliate, anche in raccordo con l’Archivio nazionale dei CCNL gestito dal CNEL.

La raccolta sistematica di questa informazione permette di realizzare indicatori di rischio e profili di classificazione degli eventi infortunistici più aderenti alla realtà dei rapporti di lavoro, e quindi potenzialmente più utili sia per gli organismi di prevenzione sia per le politiche di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Dal punto di vista pratico, la novità incide sulla compilazione delle comunicazioni di infortunio, denunce/ comunicazioni di infortunio e denunce di malattia professionale (inclusa silicosi/asbestosi). In particolare, al momento dell’invio telematico dovrà essere compilato il campo dedicato al codice alfanumerico CNEL. A tal fine e per agevolare gli operatori, l’INAIL ha reso disponibile per ciascun CCNL il suddetto codice in formato Excel, consultabile nelle sezioni “Tabelle di decodifica dei dati” dei relativi servizi online, nonché le cronologie delle versioni e i documenti tecnici aggiornati, che aiutano chi utilizza procedure di invio tramite file o soluzioni di cooperazione applicativa a gestire correttamente il nuovo campo obbligatorio. Tale aggiornamento riguarda sia l’invio diretto tramite portale web sia l’invio tramite file strutturato, utilizzato soprattutto da consulenti del lavoro, professionisti e software gestionali.

Tuttavia, merita evidenziare che la novità introdotta dall’INAIL si inserisce in un contesto più ampio di collaborazione tra INAIL e CNEL. Già da oltre un anno le due istituzioni avevano avviato, attraverso un accordo interistituzionale, un percorso per aggiornare i moduli di denuncia telematica con l’indicazione del codice alfanumerico unico del CCNL, secondo un “linguaggio” condiviso e criteri codificati dal CNEL stesso. E ciò al fine di garantire che i contratti collettivi applicati siano indicati nelle denunce con lo stesso standard usato nella banca dati nazionale dei CCNL, nell’ambito di un processo di razionalizzazione e uniformazione della nomenclatura in uso alle diverse Amministrazioni pubbliche che, ciascuna per le proprie finalità istituzionali, utilizzano lo strumento dei contratti collettivi di lavoro. Le due istituzioni hanno in tal modo avviato un percorso per contribuire alla costruzione di indicatori di rischio più strettamente collegati alla disciplina contrattuale effettivamente applicata al lavoratore che subisce l’evento lesivo.

A tal proposito, l’accordo sottoscritto da INAIL e CNEL nel 2025, con l’obiettivo di realizzare una integrazione tra le banche dati pubbliche in materia di lavoro per una maggiore trasparenza e prevenzione degli infortuni e malattie professionali, ha posto le basi tecniche per l’adozione del codice CNEL nei sistemi INAIL, rappresentando a un primo passo verso un complesso ma necessario scambio di informazioni e dati amministrativi pubblici in materia di lavoro e assicurazione obbligatoria.

Ed è in questa prospettiva che, nel dicembre 2025, il CNEL ha approvato un disegno di legge per rendere giuridicamente obbligatorio l’utilizzo del codice alfanumerico anche da parte dell’INAIL (in passato era già previsto per l’INPS e per le comunicazioni al Ministero del Lavoro). Il testo del disegno di legge mira a consolidare per legge l’impiego sistematico del codice alfanumerico unico su tutti i fronti in cui è rilevante per fini statistici e amministrativi.

L’introduzione dell’obbligo di indicare il codice CNEL nelle denunce di infortunio e di malattia professionale appare importante per alcune ragioni fondamentali. In primo luogo, l’utilizzo di un codice unico standardizzato consente di confrontare dati sulla base del CCNL applicato in tutte le amministrazioni pubbliche che gestiscono informazioni sul lavoro; in secondo luogo l’INAIL potrà eseguire elaborazioni statistiche e qualitative più dettagliate, migliorando la capacità di leggere i fenomeni infortunistici e professionali in rapporto alle condizioni contrattuali e in relazione al CCNL applicato. Ed invero, con dati più accurati sui contratti applicati alle categorie di lavoratori coinvolti in incidenti e malattie professionali, è possibile orientare meglio le politiche di prevenzione e i programmi di tutela che, per essere efficaci, richiedono un necessario adattamento al concreto contesto lavorativo (in termini settoriali e dimensionali).

Per tale motivo, la novità introdotta dall’INAIL dal 12 gennaio 2026 rappresenta un passo avanti nella digitalizzazione e nell’uniformizzazione dei dati del mondo del lavoro in Italia. L’inserimento del codice alfanumerico CNEL nei moduli di denuncia si propone dunque non tanto come un mero adempimento formale, quanto piuttosto uno strumento diretto al miglioramento della qualità dell’informazione, favorendo analisi più dettagliate al fine di contribuire a rendere più efficaci le misure di prevenzione e la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per aziende e professionisti questo significa certamente un adeguamento operativo dei sistemi gestionali e dei processi di invio delle denunce, ma anche l’opportunità di usufruire di un quadro informativo più coerente e integrato, a beneficio di tutti gli attori coinvolti.

Giada Benincasa
Vice-Presidente della Commissione di certificazione DEAL dell’Università di Modena e Reggio Emilia
@BenincasaGiada