Quando il tumore fa perdere (oltre alla salute) i soldi e il lavoro

Vera Martinella (Corriere della Sera, 19 gennaio 2017)


In Italia un paziente oncologico su tre, oltre un milione di persone, affronta il cancro in età lavorativa. Il reddito cala soprattutto per spese extra (specie per cure varie, viaggi, babysitter) e assenze in ufficio, dal part-time alla perdita vera e propria dell’impiego.

Come se non bastassero i pensieri legati alla malattia, si aggiungono anche le preoccupazioni economiche e i problemi sul lavoro. Sono sempre di più i pazienti oncologici che finiscono per contrarre debiti in conseguenza del tumore, sia nei Paesi che non prevedono una copertura delle cure da parte dello Stato sia in quelli (come l’Italia) dove esiste un sistema sanitario nazionale che si fa carico delle terapie. A fare i conti delle spese legate al cancro è uno studio presentato al congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) tenutosi recentemente a Singapore. «I malati di cancro sono persone a rischio povertà – ha detto Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle Associazioni Volontariato in Oncologia (Favo), durante un incontro dedicato al tema svoltosi nelle scorse settimane alla Camera dei Deputati -.

Nonostante il nostro Servizio Sanitario Nazionale universalistico, la malattia genera un aumento dei costi sociali diretti e indiretti e una diminuzione dei redditi: la cosiddetta tossicità finanziaria del cancro…

 

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