Marco Biagi, il riformatore

Giuliano Cazzola (Ildiariodellavoro.it, 13 marzo 2017)


Una  delle iniziative nel quadro delle celebrazioni del XV Anniversario dell’uccisione di Marco Biagi ha per oggetto la presentazione – il 15 marzo nella solennità del Senato  – di un Libro bianco sul welfare della persona,  predisposto dall’Associazione Amici di Marco Biagi (di cui è animatore e presidente Maurizio Sacconi) e redatto in collaborazione con Adapt  (il Centro Studi fondato dal giurista bolognese). E’ un documento orientato ai futuri scenari demografici, occupazionali, economici e sociali dell’Italia e dell’Europa. Il che è molto importante in un momento in cui sta montando la marea maleodorante  del ‘’sovranismo’’.  E’ il caso, allora, di ricordare Marco per quello che fu: un convinto sostenitore di una dimensione europea, non solo di carattere istituzionale, ma anche culturale e giuridica.  Nella materia, Marco va annoverato tra i precursori perché vi si dedicò a lungo nei ruoli ricoperti negli organismi tecnici della Comunità. Anche nella qualità di studioso, aveva colto, tra i primi, l’importanza della ‘’dimensione sociale europea’’ nella prospettiva dell’evoluzione del diritto del lavoro italiano.

Già nel lontano 1989, Biagi era stato relatore in un Seminario internazione, svoltosi nel settembre a Francoforte e dedicato al diritto delle relazioni industriali in vista dell’Europa del 1992 (Trattato di Maastricht). In quell’occasione, Marco si era cimentato nel tentativo “di identificare le materie che, in futuro, più di altre potrebbero essere oggetto di armonizzazione in sede comunitaria e di ricercare il possibile ruolo italiano”…

 

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