Lo stagista super-specializzato e il Jobs Act non completato

Egregio Titolare,

 

La vicenda dell’inserzione del Gruppo Dimensione riferita ad un’offerta di tirocinio è la dimostrazione definitiva di come in Italia qualsiasi strumento di politica del lavoro finalizzata all’avvicinamento dei lavoratori alle imprese è sostanzialmente travisato e piegato verso utilizzi che finiscono per dare corso al dumping salariale.

 

Prima di proseguire ad affollare i pixel che Ella mi consente di occupare, rileggiamo l’offerta dell’azienda:

«Laurea magistrale a pieni voti in ingegneria civile, ottima conoscenza della lingua tedesca e buona della lingua inglese, gradita esperienza Erasmus, disponibilità a trasferte in Italia e all’Estero, 600 euro netti al mese, ticket restaurant per ogni giorno lavorato»

 

Dunque, l’azienda chiede: 1) laurea col massimo dei voti in ingegneria civile; 2) poliglottismo con livello di tedesco ottimo; 3) dimostrazione di studi internazionali; 4) disponibilità a trasferte, il tutto per proporre un tirocinio da 600 euro.

Troppe cose non tornano. Non è, di per sé, l’ammontare del rimborso del tirocinio, quanto la circostanza che l’offerta è palesemente quella di un lavoro inizialmente sotto pagato, travestito da tirocinio. Il perché di quanto affermato è semplice, caro Titolare. Come ben si intuisce dalle vigenti linee guida sui tirocini, essi hanno sempre, anche quando non si tratti di tirocini formativi ma di inserimento lavorativo rivolti a disoccupati, prevalentemente funzioni di agevolare l’apprendimento delle tecniche lavorative…

 

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Lo stagista super-specializzato e il Jobs Act non completato
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