10 aprile 2015

Il “Quadro strategico salute e sicurezza 2014-2020” sotto la lente del Comitato delle Regioni: l’UE è pronta alla sfida?

Elena Busiol, Marta Costantini


La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori costituisce uno degli ambiti più rilevanti delle politiche sociali europee. Con l’obiettivo di prevenire gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali, la Commissione europea ha approvato il “Quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020” che individua le priorità e gli obiettivi comuni in tale ambito. Lo scorso febbraio, il Comitato delle Regioni – l’assemblea politica che dà voce agli enti locali e regionali dell’Unione europea – ha espresso un parere sul suddetto Quadro strategico, mettendo in evidenza i punti di criticità, i punti di forza e gli aspetti che andrebbero potenziati.

 

Innanzitutto, il Comitato delle Regioni lamenta lo scarso coinvolgimento degli enti regionali nell’elaborazione della strategia da parte della Commissione. Gli enti infatti, in virtù dei loro paternariati con le imprese locali, possono giocare un ruolo cruciale nell’opera del perseguimento collettivo della sicurezza.

 

Integrazione e coordinamento sono i due concetti chiave intorno a cui ruota il parere del Comitato. Con riguardo al primo, si evidenzia la necessità di ridurre la disomogeneità normativa in materia di salute e sicurezza, per non favorire le pratiche di dumping sociale e concorrenza sleale nel territorio europeo. Con riferimento al secondo, si propone di individuare uno steering committee centrale europeo, guidato dall’EU-OSHA, che coordini le competenze oggi distribuite in vari organismi europei, nazionali, regionali e locali, e, che diventi un luogo dove sviluppare una visione organica e sinergica della salute e sicurezza sul lavoro. A tal fine, il Comitato invita la Commissione europea a rafforzare il dialogo sociale con i datori di lavoro e i rappresentanti dei lavoratori, consapevole del loro fondamentale apporto nelle politiche aziendali in materia.

 

Si pone, poi, l’accento sulla maggior difficoltà per le PMI di rispettare i requisiti normativi in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Pertanto, risulta fondamentale fornire strumenti pratici per agevolare l’adempimento degli obblighi di legge in questo settore. Sul punto, sia la Commissione che il Comitato condividono una serie di misure, tra le quali: la promozione dello scambio di buone pratiche con le PMI che potrebbero ricevere un aiuto dalle grandi aziende nell’ambito della catena committente-fornitore-acquirente al fine di migliorare le condizioni lavorative; l’assistenza tecnica alle imprese, coordinata dall’EU-OSHA e proiettata verso un piano di investimenti e defiscalizzazioni per tutte quelle realtà aziendali che decideranno di implementare la propria sicurezza tramite sistemi improntati su linee guida e modelli emanati dai competenti soggetti regolatori pubblici.

 

Ancora, si evidenzia che la ‘cultura della prevenzione’ passa necessariamente attraverso la formazione: in particolare è bene che la sensibilizzazione cominci a scuola, fin dai primi anni di insegnamento, per poi proseguire con i percorsi di apprendistato e formazione professionale, continua ed aggiornata. Ciò nella convinzione che rendere il luogo di lavoro più sicuro e più sano, oltre a migliorare la qualità e le condizioni di lavoro, promuove la competitività aziendale perchè la qualità nelle persone determina la qualità dei processi e prodotti industriali.

 

Con riguardo all’impatto delle nuove tecnologie nella sfera della salute e sicurezza, il Comitato suggerisce l’utilizzo di banche dati su infortuni e malattie professionali o di strumenti di valutazione interattiva dei rischi, per effettuare analisi più accurate e realistiche. Peraltro, la raccolta dei dati a livello locale e regionale, consentirebbe un quadro dei rischi per la salute dei lavoratori, tale da comprendere meglio le cause e trarre, quindi, conclusioni operative. Anche per questo aspetto, viene messa in luce l’attuale assenza o comunque la scarsa partecipazione delle parti sociali che potrebbero gestire velocemente i flussi di informazioni fino a contribuire alla creazione di una banca dati unificata a livello europeo.

 

La lettura del Quadro Strategico in materia di salute e sicurezza sotto la lente del Comitato delle Regioni è molto preziosa per gli obiettivi che l’Unione Europea si è prefissata. La cultura della sicurezza sul lavoro, infatti, si promuove anche con un ruolo attivo delle amministrazioni locali. Questo è il messaggio che il parere del Comitato vuole lanciare, accompagnato ad un appello di maggiore sensibilità alla salute e sicurezza sul lavoro da parte di tutte le istituzioni, sensibilità ancora troppo poco sviluppata rispetto agli schemi culturali dell’Unione Europea e certamente da potenziare.

 

Elena Busiol

Dottoressa in Giurisprudenza, Università degli Studi di Trieste

@elena_busiol

 

Marta Costantini

Laureanda in Giurisprudenza, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro

@marta_costantin

 

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