Contratti a termine: siamo sicuri che il problema sia la durata?

Andrea Telara (Panorama, 13 dicembre 2017)


“Una misura di facciata, inutile se non dannosa, e a impatto zero nel contrasto al precariato”. Il giudizio più tagliente lo ha dato su Twitter Michele Tiraboschi, giuslavorista dell’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore dell’Adapt, il centro di ricerche nato per iniziativa di Marco Biagi. Tiraboschi ha descritto così, cioè quasi come un rimedio peggiore del male, l’emendamento alla manovra economica presentato dal Partito Democratico che vuole ridurre da 3 a 2 anni la durata massima dei contratti di lavoro a tempo determinato.

Lo scopo dell’emendamento, messo in cantiere per iniziativa di Chiara Giribaudo, deputata e responsabile per le politiche del lavoro del Pd, è dare una stretta alla diffusione del precariato visto che in Italia la maggior parte delle prime assunzioni avviene ancora con gli inquadramenti a termine e non con i più rassicuranti impieghi a tempo indeterminato. A dirlo sono i dati dell’Istat che nel 2017 hanno registrato oltre 2,8 milioni di persone assunte con un contratto a scadenza, il record storico in assoluto…

 

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