3 giugno 2019

Campagna EU-OSHA 2019: uno studio individua le più importanti sostanze pericolose e i settori lavorativi più esposti

Lorenzo Maria Pelusi


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Bollettino ADAPT 3 giugno 2019, n. 21

 

Nell’ambito della campagna “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose” 2018/2019, di cui ADAPT è media partner, qualche mese fa è stato pubblicato uno studio dal titolo Developing a data-driven method for assessing and monitoring exposure to dangerous substances in EU workplaces, commissionato dall’Eu-Osha, Agenzia di cui il 5 giugno ricorreranno i 25 anni di attività.

 

In particolare, va ricordato come per “sostanza pericolosa” si intenda ogni sostanza liquida, solida o gassosa, che possa essere nociva per la salute o la sicurezza umana. Di sostanze del genere se ne trovano in quasi tutti i luoghi di lavoro e sono milioni i lavoratori che in Europa vengono in contatto con agenti chimici e biologici pericolosi per la loro salute, attraverso il rischio di inalazione, di ingerimento o attraverso la pelle.

 

I 5 settori lavorativi che in questo studio sono risultati maggiormente a rischio, in quanto caratterizzati dall’esposizione a un elevato numero di sostanze pericolose, sono il commercio e la riparazione di motocicli e automobili, la produzione di sostanze e prodotti chimici, attività di manutenzione degli edifici e di sistemazione del paesaggio, il settore manifatturiero gomma-plastica e infine l’edilizia specializzata. L’assenza in questa classifica di certi settori industriali in cui l’esposizione alle sostanze pericolose è stata già documentata si spiega, almeno in parte, con i bassi livelli di segnalazione riscontrati appunto in questi settori, come quello agricolo o della silvicoltura. Inoltre è da rilevare anche un problema di ridotta consapevolezza tra i lavoratori di alcuni di questi settori.

 

In particolare, guardando alle modalità di esposizione alle sostanze pericolose, il rischio più comune è risultato essere l’esposizione a fumi, vapori e polveri, stando alle segnalazioni dei lavoratori dei vari settori industriali, mentre l’esposizione alle sostanze chimiche attraverso la manipolazione diretta o il contatto cutaneo è stato indicato come prevalente in un numero minore di casi.

 

Nel corso di questa ricerca si è poi proceduto ad attribuire alle sostanze pericolose diversi livelli di importanza. Infatti, le sostanze pericolose hanno diversi gradi di pericolosità e pongono rischi differenti per i lavoratori, i quali dipendono, fra le altre cose, dalle condizioni del luogo di lavoro e ambientali, dalle caratteristiche del processo di lavorazione e dalla probabilità di esposizione alla sostanza. A tal fine devono essere prese in considerazione l’area interessata da una certa sostanza pericolosa, la quantità di popolazione coinvolta e le implicazioni sociali, come anche quelle di salute pubblica. I ricercatori hanno quindi adottato un approccio sistematico per identificare e dare un ordine di importanza alle sostanze pericolose al fine di garantirne una migliore prevenzione, attraverso la stesura di un elenco delle sostanze pericolose e dei settori produttivi aventi maggior rilevanza, secondo i parametri di rischio suddetti.

 

Sono state quindi individuate le più importanti sostanze pericolose, tra le quali le 5 di maggior rilievo sono:

 

  • la silice, che riguarda un ampio spettro del panorama produttivo e un gran numero di lavoratori, inclusi quelli del settore edile, minerario e manifatturiero;
  • l’amianto, il quale rappresenta un pericolo per i lavoratori dell’edilizia dato che, pur essendo proibito il suo utilizzo nei nuovi materiali da costruzione, è ancora presente nei materiali esistenti e i lavoratori potrebbero non essere a conoscenza della sua presenza;
  • i solventi, alle cui emissioni sono esposti i lavoratori di molti settori produttivi;
  • gli agenti biologici non infettivi, cui sono particolarmente esposti gli addetti al trattamento e riciclo dei rifiuti, peraltro in condizioni che rendono difficile il controllo dell’esposizione e in assenza di soglie limite di esposizione prestabilite;
  • la polvere di legno, la quale è classificata come sostanza cancerogena e rappresenta un pericolo per tutti i lavoratori che maneggiano o lavorano il legno.

 

Lo scopo di questo studio è stato quello di fornire le basi per la costruzione di un sistema di sorveglianza che tenga sotto costante controllo i mutamenti quantitativi che interesseranno in futuro la produzione, l’uso e l’esposizione alle sostanze pericolose. In particolare l’obiettivo della ricerca era quello di individuare potenziali limitazioni quantitative e suggerire miglioramenti nella gestione delle sostanze pericolose, con riferimento alle quali non perde mai importanza la continua opera di sensibilizzazione della società civile, e dei lavoratori in primo luogo, che l’Eu-Osha conduce.

 

Lorenzo Maria Pelusi

ADAPT Research Fellow

@lorempel

 




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