ADAPTability/13 Il congresso CGIL e quei lavoratori invisibili

Francesco Nespoli, Francesco Seghezzi


Giovedì 8 maggio si è chiuso il XVII congresso nazionale della CGIL. Molti ne hanno parlato, soprattutto in chiave politica e ovviamente sindacale. Pochi hanno colto invece l’occasione di questo evento per riflettere sulla rappresentazione e la stessa rappresentanza di quel mondo invisibile di lavoratori e imprese che non si sente più di appartenere alla stagione della concertazione e della fabbrica fordista.

Eppure un acuto osservatore della trasformazione del lavoro come Dario Di Vico ha evidenziato, con sottile ironia, il persistere nel congresso della CGIL di riti e logiche del Novecento industriale: a partire dalla stagione pre-congressuale, durata ben sei mesi, fino alla lunga relazione di un’ora e mezza di Susanna Camusso che difficilmente competono con i tempi politici di un Matteo Renzi e i suoi graffianti tweet da 140 caratteri.

 

 

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