Il nuovo contratto integrativo Ducati Motor. La parola d’ordine è partecipazione

Con l’inizio del nuovo anno, la Rossa di Borgo Panigale ha avuto numerosi motivi per festeggiare: il raggiungimento dello storico record di 1 milione di moto prodotte, la certificazione di eccellenza Top Employer2015 e, last but non least, la firma del nuovo contratto integrativo e di partecipazione.
 
Firma sudata, che ha richiesto 20 mesi di contrattazione e che ha portato come risultato un corposo volume di 50 pagine in cui si regolamentano tutti gli aspetti della vita aziendale.
 
Tre i fil rouge che si snodano attraverso le pagine: il primo è certamente il concetto di partecipazione. Esemplificativo il titolo stesso del nuovo contratto di secondo livello, titolato “Contratto integrativo e di partecipazione”, come nelle migliori tradizioni tedesche.
Su tale concetto, ripreso dalla “Charta dei rapporti di lavoro del Gruppo Volkswagen”, si basa l’impostazione e la gestione delle relazioni industriali: «lo sviluppo di avanzate relazioni industriali che […] consentano l’implementazione dei diritti di partecipazione (informazione, consultazione e contrattazione) che possano assicurare all’azienda il pieno sviluppo dei livelli di professionalità delle proprie Risorse Umane, dell’occupazione (con particolare riferimento al sito di Bologna), l’incremento della produttività, dell’efficienza, dell’efficacia ed il miglioramento delle condizioni economiche e sociali dei dipendenti.». In tal senso si inserisce sia la decisione di prendere parte ai comitati mondiali, europei e nazionali del Gruppo Volkswagen, sia di creare quattro commissioni tecniche bilaterali con funzioni consultive e propositive, composte da rappresentanti di parte sindacale e di parte aziendale, per aprire tavoli di confronto e sviluppo su tematiche aziendali strategiche.
 
Il secondo filo conduttore è quello della valorizzazione del Made in Italy, con particolare riferimento al potenziamento delle eccellenze del settore emiliano: pur nella necessità di internazionalizzare alcuni processi produttivi, l’accordo assicura la centralità dello stabilimento di Borgo Panigale, confermando le attività di ricerca e sviluppo al suo interno e la scelta di avvalersi prevalentemente di fornitori italiani, nonché di incrementare i livelli occupazionali nel prossimo triennio.
 
Inoltre, da sottolineare l’importanza che l’accordo dà anche alla responsabilità sociale d’impresa, che si esplicita in diverse modalità. Dall’estensione della assistenza sanitaria complementare, all’assistenza all’infanzia, ad una maggiore attenzione all’impatto ambientale da parte dell’azienda, passando per l’innovativo progetto DESI. Quest’ultimo progetto, il cui acronimo sta per Dual Education System Italy, si presenta come uno dei primi progetti a livello italiano che prova ad introdurre il sistema di formazione duale tedesco all’interno del nostro ordinamento scolastico. Progettato in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa a livello territoriale, si configura come uno dei fiori all’occhiello del nuovo integrativo Ducati.
 
Grande valorizzazione viene data nel nuovo accordo anche alla qualità del contributo di tutti i lavoratori, nonché alle competenze e ai risultati sia dell’individuo che del gruppo in cui lavora, sia attraverso il premio di risultato che attraverso il premio di team, mirando dunque alla responsabilizzazione di tutti i lavoratori dei diversi flussi produttivi attraverso un impegno comune. Oltre a ciò, il nuovo integrativo intende rafforzare ed estendere lo strumento della Polivalenza e Polifunzionalità, inteso come «strumento retributivo attraverso il quale favorire la crescita dei livelli di competenze e flessibilità professionale, favorendo nel contempo una più ampia partecipazione ai percorsi di sviluppo professionale del personale coinvolto».
 
Infine, certamente da non trascurare, soprattutto se riferita ad una delle aziende che è da sempre uno storico baluardo FIOM, la conquista dell’introduzione del regime dei 21 turni settimanali all’interno del reparto delle Lavorazioni meccaniche. Al fine di mantenere alti standard tecnologici e di innovazione, nonché di adottare metodologie organizzative in linea con le best practices del Gruppo Volkswagen, il nuovo integrativo introduce un sistema di turnazione di tre turni giornalieri per sette giorni alla settimana per otto ore al giorno e che prevede, nello specifico, che a tre giorni lavorativi consecutivi ne seguano due di riposo. Nel complesso dunque, gli operatori lavoreranno meno ore e percepiranno salari più elevati grazie alle indennità previste per questo sistema di turnazione. Un importante passo sia da parte aziendale che da parte sindacale, la quale ha riconosciuto la necessità di tale novità al fine di tenere in equilibro le esigenze aziendali e dei lavoratori, consolidando nello stesso tempo la stabilità e lo sviluppo aziendale.
 
Il nuovo contratto integrativo punta dunque a costruire un sistema aziendale che sappia valorizzare tutte le istanze aziendali, proiettando sempre più l’azienda verso un modello partecipativo e di welfare aziendale tedesco. Ed i premi ed i meriti che Ducati sta conquistando sono solo l’anticipazione di quello che questo nuovo modello potrà darle negli anni a venire.
 
Carlotta Piovesan
Scuola internazionale di dottorato in Formazione della persona e mercato del lavoro
ADAPT-CQIA, Università degli Studi di Bergamo
@CarlottaPiovesa
 
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Il nuovo contratto integrativo Ducati Motor. La parola d’ordine è partecipazione
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