Fondi pensione: 2022 anno nero per i rendimenti ma gli iscritti salgono a quota 9,2 milioni

Marco Rogari, Mariolina Sesto (Il Sole 24 Ore, 30 gennaio 2023)

 
Il monitoraggio della Covip evidenza risultati negativi, dovuti alle continue fibrillazioni dei mercati finanziari, del 9,8% per i fondi negoziali, del 10,7% per quelli aperti e dell’11,5% per i Pip “nuovi”
 

Un anno nero, o quasi. Così si è rivelato il 2022 per la previdenza integrativa, che ha dovuto dare i conti con le fibrillazioni ei mercati azionari e obbligazionari, favorite dalle ricadute del conflitto russo-ucraino, dalla crisi energetica e dal perdurare, seppure in forma più contenuta, della pandemia. Perché a un costante aumento degli iscritti, saliti a 9,2 milioni con una crescita del 5,4% sull’anno precedente, ha fatto da contraltare un vero e proprio crollo dei rendimenti delle varie forme “integrative”, che in alcuni casi, nella valutazione complessiva dell’ultimo decennio, si sono mostrate meno competitive del Tfr. Che ha presentato una rivalutazione del 2,4% annuo. Dall’ultimo monitoraggio della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) emerge in particolare che lo scorso anno i fondi pensione negoziali hanno “accusato” un risultato negativo del 9,8% e quelli aperti del 10,7%….
 

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