Tagli all’Irpef e all’Irap per lavoratori e imprese

Silvia Spattini

 

 

 


Dal 1° maggio 2014 sono previsti tagli dell’Irpef per i redditi da lavoro dipendenti e assimilati e all’Irap per le aziende. Non sono disponibili al momento documenti relativi a tali provvedimenti. Ci si basa sulla conferenza stampa del Presidente del Consiglio Renzi, successiva al Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2014. I dettagli sulle modalità dell’attuazione del taglio dell’Irpef prenderanno corpo nel Documento di Economia e Finanza (DEF) di prossima pubblicazione.

 

Il taglio dell’Irpef dovrebbe riguardare i redditi inferiori ai 25.000 euro lordi ovvero circa 18.000 euro netti all’anno, che divisi per 12 mensilità (benché contrattualmente generalmente siano 13 o 14 le mensilità) danno i 1.500 euro mensili citati da Renzi e indicati anche nelle slide presentate in conferenza stampa come limite di reddito netto massimo mensile per godere dei tagli dell’imposizione fiscale.

 

Ai lavoratori che rientrano nei 25.000 euro lordi annui, si prevede un incremento netto di 1.000 euro all’anno.

 

È stato calcolato che i percettori di un reddito inferiore ai 25.000 euro lordi all’anno siano circa 10 milioni (nel dettaglio la suddivisione per classi di reddito vede 459.747 persone con meno di 8.000 euro lordi; 2.602.990 tra 8.000 a 15.000; 3.267.000 tra 15.000 a 20.000 euro e 5.600.000 persone tra i 20.000 e 30.000 euro).

 

10 miliardi sono le risorse che si vogliono mettere a disposizione. 7 miliardi derivanti dal risparmio di spesa pubblica, conseguente alla c.d. spending review, derivanti dai tagli delle autoblu, delle consulenze, delle spesi di pubblicazione di appalti pubblici, degli stipendi dei manager pubblici, di corsi di formazione ecc. Gli altri miliardi necessari si intendono ricavare da un aumento di spesa pubblica, avendo un margine dell’0,4% per arrivare al 3% del vincolo di bilancio. Infatti, si ritiene che ogni 0,1% di spesa corrisponda a circa 1,6 miliardi per cui 0,4% fornisce ulteriori 6 miliardi, basterebbe quindi un aumento del 0,2% per avere disponibili 3 miliardi per arrivare ai 10 miliardi totali per la copertura dell’operazione di taglio dell’Irpef.

 

Mettendo quindi a disposizione 10 miliardi per un bacino di 10 milioni di persone, si riuscirebbe a garantire a ciascuno un incremento del reddito netto annuale medio di circa 1.000 euro.

 

Con riferimento ai tagli all’Irap, è prevista una riduzione del 10% per le imprese corrispondente a 2,4 miliardi di euro.

 

Tale operazione viene finanziata dall’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie che passa dal 20% al 26%, arrivando ai livelli medi della tassazione degli altri Paesi europei. Da questo incremento sono esclusi i titoli di Stato, la cui tassazione rimane al 12,5%. Si calcola che da questa modifica dovrebbe entrate un gettito di 2,6 miliardi di euro.

 

Un aiuto alle imprese e in particolare alle piccole e medie imprese viene anche da tagli ai costi per l’energia, consistenti in una riduzione del 10%.

Silvia Spattini

Direttore e Senior Research Fellow di ADAPT

@SilviaSpattini

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