Ricerca gig economy in Italia: i primi risultati

(sindacato-networkers.it, 10 aprile 2017)


L’identikit dei gig worker italiani

I gig workers italiani sono principalmente uomini (84%) e sono per la maggiore giovani (18-34 anni, 55%). Mentre nella fascia di età 35-54 anni si piazza il 28% dei rispondenti. Vivono principalmente al Nord (50%) e al Centro (33%).

La laurea di secondo livello (31%) è il titolo di studio più frequente tra gli intervistati. A seguire la licenza media superiore (25%) e a pari merito (19%) la laurea di primo livello e il master o corsi post-laurea. Solo il 6% dichiara di avere la licenza di scuola elementare.

Le esperienze di lavoro passate dei gig worker

Una prima evidenza offerta dall’indagine è la diversità dei lavori svolti dagli intervistati. Si va dal muratore al consulente per aziende in remoto, dal pizzaiolo all’ex impiegato di una multinazionale all’estero, dal pasticciere al grafico.

Le piattaforme di lavoro online utilizzate

Anche nel caso delle piattaforme online di lavoro e di app emergono dati interessanti. Dalle più conosciute come Foodora, Deliveroo, Upwork, Elance, Fiverr e Freelancer.com alle meno note Translatorscafe.com, Lionbridge, Zintro e Actionscript.com.

Vanno segnalate anche le piattaforme italiane Tabbid, Gogojobo, Taskunters ed Ernesto. Segnale che anche in Italia la gig economy non significa solo servizi di food delivery ma anche qualcosa di più vasto e trasversale nei vari settori lavorativi…

 

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