12 marzo 2018

Nasce Welfare for People. Le ragioni di una piattaforma di open innovation sul welfare aziendale

Michele Tiraboschi


ADAPT - Scuola di alta formazione sulle relazioni industriali e di lavoro
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Nasce oggi Welfare for People, una piattaforma di open innovation dedicata al welfare aziendale ed occupazionale che si inserisce nell’alveo delle iniziative che animano l’Osservatorio UBI Welfare, del quale la Scuola di alta formazione di ADAPT ha il coordinamento scientifico. Una piattaforma che nasce con la volontà di contribuire al dibattito in corso sul tema e che sarà la base per un lavoro dinamico e costante di costruzione del Rapporto Welfare for People che, con cadenza annuale, ne riassumerà e metterà a sistema i contenuti.

 

Welfare for People nasce in concomitanza con la diffusione del primo Rapporto, che verrà presentato mercoledì 14 marzo in un convegno che sarà possibile seguire in diretta streaming proprio sul sito della nuova piattaforma www.welfareforpeople.it. La presentazione vedrà due interventi iniziali di Letizia Moratti Michele Tiraboschi seguiti da una tavola rotonda alla quale parteciperanno Stefano Franchi, Direttore generale di Federmeccanica; Gerhard Dambach, AD Gruppo Bosch Italia; Rossella Leidi, Vice Direttore generale UBI Banca e Gigi Petteni, Segretario confederale CISL.

 

Non sono pochi i motivi che sembrano mostrare l’urgenza di un luogo di osservazione, analisi e progettazione di un fenomeno crescente come quello del welfare occupazionale. La rilevante e progressiva diffusione dei piani di welfare in azienda è, ad oggi, infatti, solo parzialmente censita nel nostro Paese. Studiosi, operatori e addetti ai lavori hanno più volte lamentato, in parallelo all’arretramento del welfare pubblico e al rapido susseguirsi di interventi legislativi di incentivazione e sostegno a forme di welfare aziendale, la scarsità di fonti affidabili e non meramente promozionali.

 

L’obiettivo dell’Osservatorio e quindi della piattaforma è proprio quello di contribuire a superare le richiamate criticità nello studio e nella lettura delle dinamiche del welfare aziendale. Vogliamo anticipare alcune scelte metodologiche che intendono caratterizzare e distinguere il nostro contributo alla analisi del welfare aziendale rispetto ai rapporti e studi già esistenti e precisamente:

 

  • l’Osservatorio UBI Welfare è uno strumento dinamico, anche in termini progettuali e di accompagnamento a iniziative locali e nazionali di comunità, per contribuire allo studio del fenomeno e al monitoraggio sistematico della diffusione di tutti i beni, prestazioni, opere e servizi elencati nell’art. 51, commi 2 e 3, del Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR) con lo scopo di condurre ad un Rapporto che non sia una monade ma il risultato di tale dinamicità;

 

  • il tentativo di fornire, preliminarmente e parallelamente al lavoro di mappatura e monitoraggio del fenomeno, un imprescindibile quadro di riferimento concettuale e un apparato terminologico condiviso facendo dialogare le fonti normative (giuslavoristiche e tributarie) con le politiche di gestione del personale e le prassi degli attori del sistema di relazioni industriali;

 

  • la forte caratterizzazione in termini di relazioni industrialidell’Osservatorio (e quindi del Rapporto) in modo da inquadrare le tendenze in atto a livello di singole aziende o gruppi di imprese entro una logica di sistema e, precisamente, nel contesto del sistema della contrattazione collettiva nazionale di settore e dei principali accordi territoriali di riferimento; ciò anche attraverso il confronto costante e il coinvolgimento diretto nell’Osservatorio UBI Welfare di alcuni dei principali attori del nostro sistema di relazioni industriali sia sul versante datoriale che su quello sindacale;

 

  • la riconduzione del welfareaziendale dentro le dinamiche della nuova grande trasformazione del lavoro e della impresache, sempre più, legano i sistemi contrattuali e di relazioni industriali a quelli del welfare (pubblico e privato) dentro il più ampio contenitore del welfare occupazionale, andando oltre i semplici confini fisici della singola impresa tanto da incidere profondamente sulle logiche della produttività del lavoro e non solo su quelle redistributive fino al punto di concorrere in termini strutturali alla riscrittura dello scambio lavoro contro retribuzione;

 

  • la messa a punto di una strumentazione flessibile per la misurazione e valutazione dei diversi casi di welfareaziendale e occupazionaletale da consentire agli attori del sistema di relazioni industriali, così come ai lavoratori e alle imprese, di prendere una maggiore consapevolezza delle iniziative e delle sperimentazioni avviate e che cercano di intrecciare un modo moderno di fare impresa con una idea ancora forte e tecnicamente precisa di welfare quale risposta cioè a un bisogno reale di sicurezza di persone, comunità, settori produttivi.

 

L’avvio di un osservatorio permanente e il tentativo di una analisi condotta, anno dopo anno, nella prospettiva di funzionamento dei sistemi nazionali e locali di relazioni industriali e di welfare non ha, in ogni caso, una valenza meramente scientifica e di monitoraggio. L’obiettivo del gruppo dei ricercatori di ADAPT coinvolti nella presente iniziativa è anche quello di rispondere in termini pragmatici – non solo a livello informativo, ma anche di assistenza progettuale verso istituzioni, comunità locali, imprese e associazioni di rappresentanza datoriali e sindacali – a quella che, allo stato, pare la grande criticità del welfare aziendale e cioè il suo sviluppo frammentario e diseguale tanto per contenuti che per aree di intervento in funzione del tipo di settore, del territorio di riferimento, della dimensione aziendale, della tipologia di lavoratori e dei contratti con cui vengono assunti.

 

Lasciando ai decisori politici e agli attori del sistema di relazioni industriali la definizione degli obiettivi di policy e delle relative priorità, con la piattaforma che lanciamo oggi ci proponiamo, pertanto, un duplice e ambizioso obiettivo: offrire, per un verso, un quadro sufficientemente ampio e attendibile di informazioni, casistiche, modelli e linee di azione utile a orientare nel merito le scelte di lavoratori e imprese; contribuire, per l’altro verso, a ricondurre in una logica di sistema le molteplici e variegate esperienze in atto inquadrando il tema del welfare aziendale e occupazionale più in generale nell’ambito di quella che, come gruppo di ricerca di ADAPT, abbiamo definito la nuova grande trasformazione del lavoro.

 

Ringrazio infine UBI Banca per il sostegno a questo esercizio di vera open innovation, che come tale è senza “controllo” e senza “padroni”, e per contribuire al finanziamento di due borse di studio della Scuola di alta formazione di ADAPT che ci consentono di animare questo spazio.

 

Michele Tiraboschi 
Coordinatore scientifico ADAPT
@Michele_ADAPT

 

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