"Riscriviamo Statuto e articolo 18"

Il capitalismo dei salotti ha trasformato l’Italia in una piazza finanziaria senza appeal.
Tra le riforme da affrontare c’è «la riscrittura delle leggi sul lavoro». Sergio Chiamparino, presidente del Piemonte, non ha dubbi: «Se fossi un sindacalista riscriverei lo Statuto».
 
Presidente Chiamparino, Renzi dice che bisogna uscire dai salotti della finanza. Lei è d’accordo?
«Contrariamente a quel che si dice, io nei salotti non ci sono mai entrato. E devo dire che gran parte dei salotti finanziari che hanno fatto la storia italiana hanno traslocato da tempo. I pochi che resistono faticano a pagare le spese delle pulizie».
 
Quali sono i salotti che resistono?
«Non lo so. Credo che vicende come quella di Alitalia siano l’esito finale di scelte che per tanti anni hanno privilegiato il capitalismo di relazione all’efficienza».
 
C’è anche chi dai salotti esce per andare all’estero…
«Il capitalismo dei salotti ha trasformato l’Italia in una piazza finanziaria asfittica e senza appeal. Poi il fatto che si vada in Olanda perché lì le regole sono più vantaggiose per gli azionisti è dovuto a una stortura del sistema. Siamo al paradosso: per difendere il riso italiano dalla Cambogia, devo concordare le mosse con Bruxelles. Sulla finanza invece tutti possono farsi concorrenza».
 
Lei crede che l’autunno sarà difficile?
«Da molto tempo a fine agosto non sento più dire che l’autunno sarà stupendo».
 
Ma moltissima gente fatica ad arrivare a metà mese. La situazione peggiora..
«Da troppo tempo siamo entrati in una fase di stagnazione senza quelle riprese anche modeste che servono a far tornare a girare l’economia. Diciamoci la verità: le grandi crescite del pil appartengono a un’altra epoca, quando c’era da ricostruire l’Italia. Oggi a far girare l’economia non è la costruzione dell’Autostrada del Sole ma la vendita dei telefonini».
 
Non si vendono nemmeno i cavolfiori. Perché gli 80 euro non sono serviti?
«Perché l’effetto è inevitabilmente a medio termine».
 
Quando manca il lavoro che senso ha perdere due mesi a riformare il Senato?
«I due mesi si sono persi perché le opposizioni esterne e interne alla maggioranza hanno scelto di inchiodare i lavori parlamentari. Superare il bicameralismo perfetto serve ad aumentare l’efficienza delsistema e dunque anche a incoraggiare gli investimenti».
 
La prossima riforma è quella del lavoro. Lei è d’accordo ad abolire l’articolo 18?
«L’abolizione dell’articolo 18 di per sé non crea lavoro. Le aziende assumono se hanno le commesse e licenziano quando le commesse cessano e purtroppo lo fanno anche con l’articolo 18. Sarebbe invece necessario un lavoro di riscrittura totale dello Statuto dei lavoratori».
 
Non va bene lo Statuto?
«Ha 44 anni e rappresenta un mondo del lavoro che è profondamente cambiato»
 
Se lei fosse un sindacalista oggi accetterebbe di riscriverlo lo Statuto?
«Se io tornassi a fare il sindacalista oggi chiederei di riscrivere lo Statuto dei lavoratori. Per trovare un sistema di regole che garantisca tutti gli occupati, anche quelli che oggi sono fuori dalle tutele».
 
E abolirebbe l’articolo 18?
«E discuterei sul sistema migliore per tutelare i diritti di chi lavora eliminando quelli che sono considerati dalle imprese vincoli non più compatibili con la globalizzazione».
 
Lei crede che la sinistra italiana sarà disposta a fare un’operazione tanto radicale?
«Credo che sia un’operazione necessaria».
 
Renzi dice che non aumenterà le tasse ma taglierà le spese. Ci saranno meno trasferimenti a Regioni e Comuni?
«No. Credo che si possa intervenire su diversi fronti. La riduzione del personale pubblico non può che avvenire sul medio periodo, come prevede la riforma Madia. Ma le Regioni e i Comuni possono dare un grande contributo tagliando le società partecipate, una giungla che mangia molto denaro pubblico, richiede continue ricapitalizzazioni e produce inefficienze, salvo eccezioni, naturalmente».
 
Il Pd sta diventando il partito del premier?
«Fuori da ipocrisie , è giusto dire con chiarezza che inevitabilmente il Pd è il partito del leader. Perché senza una leadership chiara la politica non ha la forza di imporre i cambiamenti a una società civile che è diventata sempre più autonoma dai partiti».
 

"Riscriviamo Statuto e articolo 18"