9 gennaio 2015

Lezioni di Employability/30 – Una Lezione Irlandese

Cristina Inversi


Affrontare un periodo di studio all’estero è senz’altro una buona decisione per conciliare apprendimento ed esperienze di vita: entrare in un nuovo contesto educativo, con le sue regole e tradizioni, sicuramente dà allo studente una visione più aperta e consapevole della molteplicità di forme di apprendimento e di valorizzazione dello studio.

Ogni società ha le proprie peculiarità derivanti dalla tradizione e dall’eredità del passato: scoprire il sistema scolastico e di insegnamento di un diverso Paese è senza alcun dubbio uno dei migliori modi per comprenderne a fondo la cultura, prima di tutto per il fatto che è proprio il passaggio scolastico ad accomunare ogni cittadino e che i sistemi educativi determinano la capacità di apprendimento e lo spirito critico delle persone.

 

Attraverso programmi quali l’Erasmus o l’Erasmus Placement sempre più studenti si confrontano con l’adattamento ai sistemi universitari stranieri, spesso molto differenti per struttura ed organizzazione di esami e corsi. A questo punto gli studenti stessi diventano in grado di valutare quale sistema sia più efficace, quale meno, quale sia più coinvolgente ed appassionante, quale invece sia più freddo o impersonale.

 

Tra i molteplici esempi europei, una lezione interessante arriva sicuramente dai paesi di impronta anglosassone: il sistema universitario irlandese, sostanzialmente figlio del modello britannico, risulta, ad esempio, strutturalmente molto diverso da quello che conosciamo in Italia, sia per l’organizzazione dei corsi, sia per le tecniche di valutazione.

 

Considerata fondamentale ed imprescindibile è la partecipazione attiva degli studenti durante le ore di lezione, spesso tramite presentazioni elaborate dagli stessi su casi pratici e concreti, oppure partendo da riflessioni su problematiche attinenti all’argomento del corso. Ovviamente, per poter ottenere un buon livello di partecipazione e consapevolezza, è necessario che gli studenti posseggano già una certa dimestichezza con la materia e con le principali tematiche: pertanto, prima dell’inizio del corso, viene consegnato a ciascun partecipante un programma estremamente dettagliato, dove, settimana per settimana, vengono indicate le letture indispensabili da effettuare prima di arrivare in classe e le istruzioni per le eventuali presentazioni.

 

Nella maggior parte dei casi l’elaborazione delle presentazioni richiede un lavoro di gruppo, e ciò risulta molto importante per la valutazione finale, la quale sarà composta in percentuale da diversi elementi: prestazione durante la presentazione, partecipazione attiva in aula, saper lavorare in gruppo ed un esame finale che può consistere in un breve saggio, una relazione, lo sviluppo e la soluzione di un caso pratico oppure un esame orale (in alcuni casi viene data la possibilità agli studenti di scegliere la modalità preferita).

 

In alcune occasioni anche la presentazione degli studenti richiede un ulteriore coinvolgimento di chi rimane ad ascoltare: può essere richiesto infatti, ai fini della valutazione, di “controbattere” a quanto esposto dai compagni di corso, fornendo argomentazioni contrarie oppure domande di chiarimento (anche in questo caso è fondamentale una puntuale preparazione alle tematiche che si tratteranno nel corso della lezione).

 

Al termine della lezione agli studenti viene dato un feedback immediato rispetto alla presentazione e alla qualità del lavoro prodotto: è questo un momento particolarmente importante poiché serve per poter imparare dalle osservazioni ricevute e per avere un confronto diretto con il professore, il quale è focalizzato sulla valutazione del gruppo, ma anche della persona.

Ciò accade nei corsi di laurea specialistica e nelle classi dove è numericamente possibile svolgere questo tipo di attività; all’interno dei corsi di laurea triennale, infatti, laddove si trovano classi con un numero di iscritti elevato, vi sono corsi impostati in modo più “tradizionale”, cioè secondo il modello della lezione frontale. Si tratta in questo caso di lezioni brevi (in genere di una o due ore) caratterizzate però dall’attento coinvolgimento degli studenti tramite esercitazioni in classe: agli studenti di diritto, ad esempio, vengono sottoposti brevi casi pratici ed è loro richiesto di fornire un parere legale ad un ipotetico cliente. Gli strumenti per risolvere i casi assegnati sono anch’essi forniti dal professore prima della lezione, e normalmente sono disponibili online sulla piattaforma e-learning dell’Ateneo.

 

Si tratta di un sistema, quello irlandese, in cui gli studenti sono posti al centro ed i servizi forniti sono improntati sui loro bisogni: ad esempio, all’interno del campus universitario è presente un centro medico attrezzato ed aperto tutti i giorni con orario continuato, e molto importanti sono i club sportivi, i quali organizzano eventi gratuiti ed attività per studenti, professori e staff.

Un ruolo particolarmente importante ha poi l’ufficio per il Placement degli studenti: questo propone giornate dedicate all’orientamento, all’incontro con le realtà del mercato del lavoro locale e con le figure professionali attinenti al proprio percorso di studio; il servizio è molto attento a segnalare le opportunità di lavoro (anche attraverso social network quali Twitter) all’esterno e all’interno dell’Università, nonché le possibilità di proseguimento degli studi attraverso percorsi di ricerca (a tal proposito sono attivati veri e propri corsi universitari per insegnare agli studenti cosa voglia dire svolgere attività di ricerca, come impostare un progetto e una metodologia per l’iscrizione ai bandi di concorso).

 

Sicuramente il crescente numero di studenti europei coinvolti in periodi di studio all’estero (come riportato dalla Commissione Europea nell’Erasmus Impact Study, il numero di coloro che hanno partecipato al progetto Erasmus ha ormai superato i 3 milioni, ed è destinato a crescere) porterà ad un più facile confronto tra i modelli di insegnamento proprio da parte dei diretti interessati: la sempre maggior facilità di movimento all’interno dei confini europei dovrebbe pertanto invogliare le università italiane ad attrarre studenti dall’estero, e per far ciò a ripensare la propria organizzazione e struttura, in modo da rendere la propria offerta formativa competitiva ed al passo con i tempi, magari traendo spunto dai buoni esempi europei.

 

Cristina Inversi

PhD student NUI Galway, Ireland

ADAPT Research Fellow

@CristinaInversi

 

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