La lezione tedesca delle 28 ore settimanali

Maurizio Sacconi (formiche.net, 7 febbraio 2018)


L’accordo tra le organizzazioni del settore metalmeccanico in Baden Württemberg ha subito suscitato in Italia aspirazioni imitative. Cosa buona e giusta ove se ne leggano e comprendano tutti i contenuti e le condizioni di contesto. Potremmo subito dire che esso rappresenta una plastica conferma della linea di coloro che hanno sempre auspicato relazioni industriali di prossimità, andamenti retributivi collegati alla produttività, adattabilità reciproca tra le parti attraverso flessibilità funzionali al benessere dei lavoratori e all’efficienza delle imprese.

 

Il contratto regionale è innanzitutto una buona prassi tedesca che privilegia da tempo le intese aziendali e territoriali al rigido contratto nazionale. È a questi livelli che si possono misurare la produttività e definire gli incrementi retributivi con cui si realizza una equa distribuzione dei risultati che ne sono derivati. Lì è facile presumere che nel primo incontro negoziale il sindacato abbia portato i numeri elevati della produttività e dei profitti registrati nelle imprese del land e chiesto di farne partecipare i lavoratori…

 

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