Una concertazione tra sindacato ed Enti locali per riconquistare i cittadini-elettori

Gaetano Sateriale (Il diario del lavoro, 10 febbraio 2020)


Nel secolo scorso in Italia si votava per appartenenza. Magari “turandosi il naso”, come qualcuno disse. Ma nella scelta del voto prevaleva il “da che parte sto io”, indipendentemente da tutte le sfumature di rosso, di bianco e di nero che c’erano in giro. E senza tante distinzioni tra elezioni nazionali, regionali o locali: erano sempre sfide a tutto campo. In molti casi (milioni di voti!) valeva prima di tutto la tradizione politica di famiglia. Certo, si litigava e ci si divideva nelle sedi di partito o in piazza, ma il voto era sostanzialmente “a prescindere”. Perché si ispirava a eventi storici, non solo ideologie: a conquiste, sconfitte e resistenze che avevano segnato drammaticamente il 900.

 

Ora tutto è cambiato: non ci sono più i partiti (se non in campagna elettorale), l’appartenenza a priori non c’è più (se non a destra), il voto è diventato “liquido”… i movimenti hanno dimostrato di essere addirittura gassosi…

 

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