Salario minimo, rischio impatto sul costo del lavoro

Giorgio Pogliotti (Il Sole 24 Ore, 10 gennaio 2018)


Il salario minimo legale è entrato nel dibattito elettorale, dopo che il leader del Pd, Matteo Renzi, lo ha proposto spingendosi fino ad indicare la soglia minima di 9-10 euro l’ora.

 

Si tratta di un istituto largamente diffuso nel mondo, lo applica il 90% dei Paesi membri dell’Ilo, il 70% dei Paesi dell’Ocse e 22 dei 28 Paesi della Ue. In Europa non è applicato dall’Italia che è in compagnia di Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia, nazioni che hanno affidato alla contrattazione collettiva tra le parti sociali il compito di individuare le quote salariali di riferimento per ciascun settore. In Italia l’85% dei lavoratori è coperto dai contratti collettivi e percentuali più alte si registrano nei Paesi scandinavi e in Austria. La gran parte dei Paesi, invece, ha scelto di affidare a commissioni di esperti (spesso anche con rappresentanti delle parti sociali) o al governo stesso il compito di individuare per via legislativa una soglia minima salariale oraria da applicare a tutti i lavoratori subordinati. C’è poi un gruppo di Paesi (tra essi Germania, Francia, Belgio, Spagna e Portogallo) in cui si utilizzano entrambi gli istituti…

 

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