21 gennaio 2019

Ripensare al lavoro, educare al lavoro in una società postindustriale*

Giorgio Usai


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Bollettino ADAPT 21 gennaio 2019, n. 3

 

Lo scorso 18 gennaio – nel giorno del suo compleanno e nel terzo anno dalla sua scomparsa – si è tenuto al Senato un incontro di ricordo di Giorgio Usai con la partecipazione di Vincenzo Boccia e Alberto Bombassei. Nel corso dell’incontro è stato presentato un volume sulle competenze abilitanti per l’Industria 4.0, frutto di una borsa di studio dedicata alla sua memoria. A seguire un breve estratto del volume che riporta una riflessione, quanto mai attuale e lungimirante, di Giorgio.
 

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Occorre una riflessione sul significato del lavoro, sull’importanza che continua ad avere nella vita di ciascuno, sulla possibilità ancora realizzabile che esso sia fonte di espressione personale, di interazione sociale attiva e costruttiva, di valorizzazione delle competenze e delle intelligenze, di riconoscimento sociale.

 

Ripensare al lavoro, educare al lavoro in una società postindustriale richiede parametri nuovi. Non più di tipo esclusivamente economico e sociale, ma considerando la dimensione e la valenza del lavoro che va analizzata in termini di competenza, di flessibilità, di assunzione di responsabilità, di identità sociale, di relazioni sociali, di autorealizzazione, di contributo allo sviluppo e all’innovazione, di espressione di valori culturali individuali e collettivi.

 

Due, sembrano, le priorità: un massiccio investimento in ricerca, tecnologia e risorse umane, offrendo maggiori opportunità ai giovani talenti e una ulteriore liberalizzazione delle dinamiche del mercato del lavoro che vada di pari passo con una nuova politica a sostegno dei giovani e del loro ingresso nel mercato del lavoro.

 

Le imprese hanno sempre più bisogno di giovani, perché il lavoro è diventato un laboratorio creativo, pervaso dall’innovazione tecnologica.

 

È soprattutto l’ingegno, la genialità nel fare, il metodo scientifico che spinge in avanti la tecnologia. Un Paese che non punta sulla formazione e sulla ricerca, cioè sul proprio futuro, è destinato al declino.

 

Giorgio Usai 

 

*in Conversazione con Giorgio Usai, curata da F. Molina, in Federtrasporto Quaderni, 2010, n. 1, La Confindustria dal 1992 ad oggi: l’ingresso dei trasporti e dei servizi, vedilo anche in M. Colombo, E. Prodi, F. Seghezzi, Le competenze abilitanti per Industria 4.0, ADAPT University Press, 2019

 




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