26 novembre 2018

Ricercatori non accademici: una nuova professionalità dentro le comunità di apprendimento e le piattaforme di cooperazione

Tomaso Tiraboschi


ADAPT - Scuola di alta formazione sulle relazioni industriali e di lavoro
Per iscriverti al Bollettino ADAPT clicca qui
Per entrare nella Scuola di ADAPT e nel progetto Fabbrica dei talenti scrivi a: selezione@adapt.it

Nel panorama della formazione per figure professionali di alto profilo si sta convalidando uno scenario relativo all’ambito della formazione successiva alla laurea magistrale, in cui professionisti specialisti richiedono, ad un certo punto del loro percorso e trasversalmente a settori e ruoli, un tassello di formazione avanzata, che li metta in grado di osservare, affrontare e portare a termine il proprio lavoro secondo un modo di procedere molto vicino al medesimo utilizzato nel mondo della ricerca accademica. Tale metodo dal punto di vista della costruzione delle competenze, è sostanzialmente riservato solo a dottorandi di ricerca (doctoral researcher) e finalizzato ad un inserimento dentro l’accademia o centri di ricerca.

 

Il recente studio Online Doctorate for Researching Professional (Kumar S., Dawson K., 2018, Athabasca University Press) può essere un punto di partenza per approcciarsi a questa prospettiva formativa che ad un pubblico italiano non è così familiare, essendo i dottorati tradizionalmente frequentati da studenti giovani e che da poco hanno terminato gli studi universitari. Lo studio si basa sull’esperienza svolta presso l’Università della Florida nel percorso di studi per ottenere il titolo di Doctor of Education (Ed.D.) nell’ambito dell’Educational Technology (in breve Ed.D. EdTech), inteso come lo studio e la pratica etica di facilitare l’apprendimento e sviluppare performace attraverso la creazione, l’utilizzo e la gestione di appropriati processi e risorse tecnologici (Januszewski, A., & Molenda, M., 2008, Educational technology: A definition with commentary. New York and London: Routledge).

 

Il percorso originario finalizzato all’ottenimento di un Ph.D. in Educational Technology presso l’Università della Florida non rispondeva più alle richieste, sia di tipo organizzativo, sia formative, per la tipologia di studenti che attirava trattandosi in misura sempre maggiore di professionisti adulti a livelli alti nel settore educativo (i.e. direttori di biblioteche, dirigenti di college, corporate learning manager). Dal 2006 il percorso ha così preso avvio differente e autonomo per conseguire un diploma di Ed.D, viene svolto online dato che per un apprendente adulto che ha impegni professionali da svolgere e mantenere è essenziale che questa formazione sia svolta attraverso un sistema flessibile e adattabile alle sue esigenze, caratteristiche che un sistema di virtual learning environment può soddisfare.

 

Vengono quindi differenziati percorsi per chi si prefigge di dedicare la propria attività alla ricerca in maniera professionale, ovvero professional researcher, con un dottorato tradizionale (Ph.D.) sviluppato attorno alle discipline (discipline-development doctorate), da chi applica la ricerca come professionista, ovvero il researching professionalcon un dottorato (Ed.D.) che è sviluppato attorno al contesto, alla  pratica dello studente-professionista (context-improvement doctorate). I dottorati riservati ai professionisti vengono indicati anche con la specifica di “in-service doctorate” in quanto riservati a studenti che in qualche modo sono già inseriti nel mondo del lavoro e creano conoscenza in un contesto specifico.

 

Alla base del processo di formazione dei researching professional c’è un modello composto da tre macrosettori diversi che interseca teoria (conoscenze generali e specialistiche), ricerca (conoscenze sui metodi di ricerca) e pratica (conoscenza del proprio settore professionale e motivazione per sviluppare il proprio contesto professionale attraverso il problem solving). Grazie all’utilizzo di tecnologie online che permettono le costruzioni di ambienti dedicati alla condivisione e il confronto, il professionista apprende le conoscenze e un modo di pensare “da ricercatore” (research literacies e scholarly thinking), consegue progressivamente l’attitudine di diffondere la ricerca e conoscenza dal suo contesto ad altri creando connessioni sia teoriche che funzionali, in cui i confini tra i contesti (professionali e di ricerca) si mischiano.

 

La maggior parte delle proposte di alta formazione online per studenti adulti, come nel caso dell’Ed.D. in EdTech dell’Università della Florida, è sviluppato attraverso la costruzione di una community of inquiry (CoI) che ingaggia i professional in dialoghi e confronti con senso critico dentro ad un sistema interdisciplinare, dove avviene l’apprendimento con esperti e studenti alla pari e genera conoscenza. Emerge quindi fondamentale l’aspetto del dialogo online, in diverse forme, come attività che permette di diminuire la distanza comunicativa e psicologica (transactional distance) tra docente e discente: in un contesto di apprendimento online, più c’è dialogo, più si avvicinano tra loro le parti pemettendo la costruzione della comunità di apprendimento che diviene community of inquiry perché mette al centro il processo dell’indagine, della ricerca condivisa.

 

Dal punto di vista teorico la community of inquiry si basa su un modello per il processo di apprendimento sviluppato da R. Garrison, T. Anderson e W. Archer (Critical inquiry in a text-based environment: Computer conferencing in higher education. The Internet and Higher Education, 2, 87–105, 2000), in cui si ritiene che un apprendimento efficace della formazione universitaria richieda lo sviluppo di una comunità. La struttura della community of practice è un modello dinamico che presenta 3 elementi centrali – cognitive, teaching, e social presence – dove il processo di apprendimento risiede esattamente nella intersezione tra le tre dimensioni.

 

Community of inquiry framework

 

 Cercando di immaginare questo tipo di esperienza nel contesto italiano, viene difficile immaginare che sia possibile costruire percorsi di dottorato attraenti per i professionisti che offrano delle competenze “di ricerca” utili nei loro contesti.

Ciò nonostante, le evidenti trasformazioni del lavoro, dovute principalmente alla digitalizzazione e automazione dei processi lavorativi e che stanno mettendo in discussione proprio i concetti di competenze e professionalità, dovrebbe farci riflettere e considerare la possibilità di diventare researching professional come la costruzione di una professionalità avanzata da rilanciare e in grado di comprendere tali trasformazioni.

 

Tomaso Tiraboschi

Dottore di ricerca in Lingue, culture e ICT

ADAPT Senior Research Fellow, Knowledge Manager

@tomtir

 

Scarica il PDF 

 




PinIt