Reddito di cittadinanza, occorrono 29 miliardi. Gli esperti: irrealizzabile

Nando Santonastaso (leggo.it, 10 marzo 2018)


Lo chiamano ancora reddito di cittadinanza ma probabilmente sono gli stessi 5 Stelle a sapere che così non è e non potrà mai essere. Perché, come oramai appare chiaro anche ai meno informati, la misura presentata nel programma elettorale dal Movimento assomiglia soprattutto a un sussidio di disoccupazione. «Solo in Alaska, lo stato americano ricchissimo di petrolio, si può parlare di reddito di cittadinanza tout court: ogni cittadino americano, per il solo fatto di essere residente da almeno un anno in quello Stato, riceve un migliaio di dollari all’anno, cifra tonda, senza alcuna distinzione di reddito, occupazione ed età», dice Francesco Seghezzi, direttore della Fondazione Adapt, una delle più credibili in Italia negli studi su lavoro e welfare. Da noi, come in tutto il mondo, un esempio del genere è improponibile (e non solo per ragioni di costi altissimi).

 

«Non è un caso – sottolinea l’economista Emiliano Brancaccio – che la proposta dei 5 Stelle sia cambiata rispetto alla formulazione iniziale, pur conservando la stessa dicitura. Sembrava in un primo momento che i beneficiari del reddito di cittadinanza dovessero essere sganciati dall’accettazione o meno di una proposta di lavoro. E invece ora sappiamo che così non è perché chi rifiutasse tre offerte di occupazione non lo percepirebbe più. Dunque, siamo di fronte ad una misura che somiglia sempre di più ad altre forme di assistenza che già esistono»…

 

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