Reddito di cittadinanza, che cosa prevede la proposta dell’M5s: requisiti, cifre, costi e coperture

(il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2018)


Non sarebbe un’alternativa al lavoro, perché ogni beneficiario dovrebbe iscriversi ai Centri per l’impiego e accettare una delle prime tre proposte che gli verranno offerte. Anche per questo non arriverebbe subito ma, come chiarito da Luigi Di Maio a Porta a Porta qualche giorno fa, “entro il primo anno di governo”: prima bisognerebbe riformare i vecchi uffici di collocamento e renderli efficienti nel far incontrare domanda e offerta. Infine, non garantirebbe a tutti 780 euro al mese: quella cifra è il tetto massimo e a riceverla sarebbero solo gli adulti single che non hanno alcuna altra entrata. Chi ha già un reddito avrebbe diritto solo alla differenza tra quello che guadagna ogni mese e i 780 euro. Sono questi i cardini del reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle, che prima di inserirlo nel suo programma elettorale ha presentato già nel 2013 un disegno di legge ad hoc, a prima firma Nunzia Catalfo.

Le cifre: 780 euro massimi per un single, fino a 1.638 euro per una coppia con due figli – Il reddito di cittadinanza si può definire “reddito minimo garantito” o “condizionato”: è un trasferimento pari appunto alla differenza tra una soglia di povertà calcolata come il 60% del reddito mediano netto – in Italia 780 euro – e il reddito familiare. Il beneficio massimo varia a seconda della composizione del nucleo: un single avrebbe diritto a un massimo di 9.360 euro l’anno, due adulti senza figli riceverebbero fino a 1.170 euro al mese (14.040 euro annui), un adulto con un figlio minore di 14 anni fino a 1.014 euro al mese (12.168 euro l’anno), due adulti con due figli sotto i 14 anni otterrebbero al massimo 1.638 euro al mese (19.656 euro l’anno), due adulti con tre figli fino a 22.464 euro l’anno e così via…

 

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