16 maggio 2016

Quando le competenze non fanno rima con le apparenze – A proposito di mestieri, lavoro e disabilità

Francesco Nespoli


Quanto costa un taglio di capelli a San Francisco? Non voglio saperlo.

 

Cerco semplicemente “cheapest barber San Francisco” su Google. Il più citato è Willy’s Barber Shop nel quartiere latino di Mission. Quando arrivo è lo spavento. Una stanza dalle mura scalcinate, ricoperte da immagini sbiadite di teste anni 90 tutte gellate. Tre poltrone da barbiere e due ceffi non troppo rassicuranti appollaiati sopra. Non fanno un cenno.

 

Quando faccio capire che ho realmente intenzione di farmi tagliare i capelli in quel posto uno di loro scende dalla sua poltrona e mi indica dove sedermi. Mi rendo conto che è disabile. Fatica a camminare, si trascina sul banco degli attrezzi, lentissimamente. Mi fa sedere sulla poltrona, spalle allo specchio.

 

Gli spiego cosa vorrei che facesse e inizia a tagliare. A me sembra che abbia delle difficoltà oggettive con gli attrezzi: fa fatica a usare le mani, a muovere le dita. Quando appoggia il clipper sulla mia testa mi rendo conto che non è esattamente delicato: è tremolante, è irregolare e un poco casuale. Più che appoggiarlo lo fa sbattere contro la mia nuca. Non posso proprio immaginare come riesca ad essere preciso. Non so come, ma quel suo modo che a me pare scriteriato e malgestito di operare fa eccellentemente il suo dovere, come se sapesse cogliere la frazione infinitesimale in cui la sua mano si decide a muoversi e la faccia combinare sempre con il momento giusto. Lui resta sempre serio, quasi fiero. Mai una smorfia, un espressione. Nessuna domanda. Taglia.Tutta l’intermittenza dei suoi nervi evidentemente appartiene a una sinusoide più grande.

 

In 15 minuti mi fa il taglio meglio riuscito che abbia ricevuto in 28 anni. Un barbiere disabile, il più economico di San Francisco.

 

Francesco Nespoli

@FranzNespoli

 

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