21 luglio 2014

Quali scenari si prospettano per la figura del Consulente del Lavoro nel prossimo futuro?

Paola Diana Onder


Partendo da un recente studio ultimato dal Centro Studi Nazionale dell’Ancl s.u. dove è stata posta al centro dell’attenzione la figura del “professionista telematico” e dove all’interno della categoria stessa si è sviluppato un dibattito sui nuovi futuri scenari professionali che si andranno a prospettare per il consulente del lavoro. E’ emersa un’analisi a tutto tondo, per una professione a tutto tondo, di esperti nella gestione delle risorse umane e della organizzazione del lavoro.

 

La crisi che ha investito l’economia del nostro Paese, falcidiando aziende con perdita di innumerevoli posti di lavoro, ha indotto  imprenditori e professionisti a ricercare nuovi sbocchi lavorativi. In ciò incide l’ampia previsione della legge 12 del 1979.

Nella fattispecie il consulente del lavoro vede affermarsi nei fatti che, oltre alla elaborazione della risaputa busta paga, esiste un insieme di attività collaterale di consulenze e opportunità che, se sviluppate, possono offrire all’azienda-cliente un affiancamento qualificato nella gestione globale delle risorse lavorative.

 

Dunque molto impegno deve porsi per vedere riconosciuti i diritti finora sottaciuti dagli stessi professionisti i quali, assumendo via via nel corso di questi ultimi quindici anni un ruolo sussidiario alla P.A., sono stati gravati di compiti e adempimenti senza alcun riconoscimento economico, senza partecipazione al tavolo di predisposizione delle norme cui sono stati assoggettati, nonchè destinatari di rischi e sanzioni per errata e/o paventata inosservanza delle stesse.

 

Non di secondaria importanza la mancata tutela dei diritti, anche costituzionali, in quanto lavoratori, seppur autonomi. La carta costituzionale, tutelando il lavoro nella sua accezione più ampia, non distingue e non discrimina il lavoro autonomo dal lavoro subordinato, quindi: tutela della malattia, della maternità, delle ferie, dei riposi e dello sciopero.

 

In realtà il professionista intermediario è il vero telelavoratore, telelavoratore della P.A. Infatti, non gravano sulla P.A. i costi per la sua organizzazione lavorativa rimanendone questi totalmente ed esclusivamente a carico dell’intermediario, configurandone il vero “soggetto” a cui la normativa comunitaria sul telelavoro fa riferimento.

 

Riposizionamento di ruolo e riconoscimento di diritti: questi gli obiettivi che il professionista che si affaccia ad un mercato economico, dove solo una riconversione delle imprese garantisce una ripresa dalla crisi. Egli dovrà adeguarsi sviluppando dal cedolino paga a una gamma di servizi da offrire alle aziende che vedranno e constateranno la totale competenza del consulente del lavoro quale tecnico-giuslavorista esperto in legislazione del lavoro nella proprietà  di quel ruolo di terzietà lungamente vantato.

 

Un’attività multidisciplinare che mantenga la qualità del servizio, vero biglietto da visita per il professionista che lo differenzia e distingue dal tentativo di omologare un servizio paghe con realtà aziendali di taglio industriale che squalificano la consulenza del lavoro con prezzi definiti concorrenziali nella logica della liberalizzazione delle professioni perseguita dal famoso decreto Bersani del 2006, ma che, in realtà, pregiudicano la precisione e correttezza di una prestazione lavorativa che rischia di perdere la caratterizzazione professionale che è propria del consulente del lavoro, paradossalmente, in un Paese come il nostro fondato sul diritto dove insistono più di 120.000 leggi a  giustificazione dell’alta  specializzazione dei  settori professionali.

 

L’associazione sindacale da sempre impegnata a tutelare gli interessi dei propri iscritti raccogliendo le diverse testimonianze che la territorialità italiana presenta, oltre ad avere predisposto una proposta normativa sulla figura dell’intermediario telematico, ora all’attenzione della parte politica, intende promuovere nei prossimi mesi iniziative formative e di sostegno allo sviluppo e  promozione della professione del  consulente del lavoro nella attuale crisi economica dell’Europa.

 

Paola Diana Onder

 Coordinatore Commissione Bollettino del Gruppo ADAPT/ANCL Veneto

 

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