23 aprile 2015

Perché  papà? Storia di un papà e dei “perché?” di sua figlia  

Francesco Geria


Inspiegabilmente uno di questi giorni, in un momento di relativa quanto inaspettata calma, mi son ritrovato con la voglia di rimettere ordine a mille pensieri e a mille preoccupazioni.

Altrettanto inspiegabilmente, però, la mia mente è corsa, quasi a volerne dare finalmente una risposta, ai tanti “perché” e “Ah, va bene” che mia figlia mi pone di continuo.

 

“Papà, oggi ci sarebbe un bellissimo cartone appena uscito al cine per Natale. Perché non andiamo a vederlo tutti assieme oggi pomeriggio?”

“Sai Elisabetta, papà è alle prese con una importante operazione al lavoro che si chiama “conguaglio di fine anno” ed è molto importante per chi poi deve ricevere i soldi dello stipendio”.

“Ah, va bene…”

 

“Papà, mi hanno detto che in centro a Vicenza c’è una bellissima mostra in Basilica Palladiana. Perché non ci andiamo, magari sabato?”

“Sai amore, papà ha un grosso problema con una cosa che si chiama “autoliquidazione Inail” e che deve chiudere prima della fine del mese altrimenti poi le aziende possono avere dei problemi. Magari ci andrai con la scuola”.

“Ah, va bene…”

 

“Papà, sai oggi ci sarebbe la lezione di danza aperta. Perché non vieni a vederla anche tu e così conosci le mie compagne”?

“Sai cara, in ufficio siamo alle prese con la prima elaborazione delle paghe del mese. Una delle più importanti e sai, è bene far le cose perbene altrimenti poi la gente non riceve correttamente i soldini per vivere”.

“Ah, va bene…”

 

“Papà, oggi è sabato ed è una splendida giornata. In montagna sembra sia venuta giù tanta neve. Perché non andiamo a fare una bella bobbata ?”

“Sai cara, tra qualche giorno in studio dovrò affrontare una importante scadenza nuova e quindi è bene che oggi io finisca quelle cose che ancora non sono riuscito a fare: modelli OT24, comunicazioni Uniemens, Fondi sanitari, Fondi di previdenza complementare, invii di modelli F24, comunicazioni ad enti bilaterali, domande di cassa integrazione e tante altre cosucce. Vedrai che anche a marzo qualche fiocco vien giù e allora ne approfitteremo.”

“Ah, va bene…”

 

“Papà, io sono a casa da scuola per le vacanza di Carnevale. Perché non facciamo un giro a Venezia e assistiamo al volo della Colombina? Poi ci sono tante belle maschere e potremmo camuffarci anche noi. Che ne dici?”

“Scusami amore mio, ti ricordi l’altro giorno? Ti dissi che avrei avuto una importante nuova scadenza. Si chiama C.U. Ecco, ora sto seguendo proprio questa cosa che, pensa, mi terrà tanto occupato sino al 7 di marzo”.

“Ma anche i sabati e le domeniche, papà?”.

“Beh, ho paura proprio di si”.

“Ah, va bene…”

 

E così sempre di continuo, con questi incessanti “sai papà ?” e “Perché non andiamo di qua, o facciamo questo o quello?” E le risposte quasi sempre in fotocopia, a uso copia e incolla rispetto a quella del periodo precedente.

 

Un giorno però mi accorgo di una cosa. I continui “perché” sono finiti, scomparsi quasi svaniti nel nulla. Che strano…..

 

“Scusa Elisabetta. Ma perché oggi sei tornata più tardi del solito? Perché non vuoi più che ogni tanto si faccia una partita a carte assieme, o magari a Monopoli che ti piace tanto? Perché, magari, non noleggiamo un bel film di avventura per domenica pomeriggio e poi ci facciamo una bella “pizza e cinema” come ai bei tempi? Ma scusa, perché usi tanto il cellulare? E perché continui a mandare sms? Perché non vieni con me e la mamma e invece tieni sempre il broncio che vuoi stare con le tue amiche?”

 

“Sai, papà… È… che tra un tuo conguaglio di fine anno e l’altro, tra una tua autoliquidazione Inail e un tuo modello OT24, tra un modello F24 e una cassa integrazione, tra un versamento ad enti bilaterali e un fondo sanitario o di previdenza complementare, tra un modello C.U. e un modello 770, tra un invio di UniEmens e una comunicazione RLS, tra una assunzione e una trasformazione, tra una ditta che apre e una che cessa, tra un cartella esattoriale e una nota di rettifica, tra una vertenza sindacale e una procedura di mobilità, tra un turno paghe e l’altro, tra una mail, una telefonata e un fax, è successa una cosa stranissima… Sai papà…sono cresciuta!”

 

Francesco Geria

Consulente del lavoro

 

Scarica il pdf pdf_icon




PinIt