12 marzo 2018

Orientarsi nel mare dei 900 CCNL italiani. Nuovo corso di formazione promosso da ADAPT per arginare la deriva dei contratti pirata

Francesco Seghezzi


ADAPT - Scuola di alta formazione sulle relazioni industriali e di lavoro
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Non passa giorno senza leggere, non solo nella stampa specializzata ma anche nei giornali generalisti, di situazioni di dumping contrattuale. Situazioni caratterizzate da salari e trattamenti normativi al di sotto degli standard contrattuali che demoliscono l’impianto di tutele del lavoro ma anche le regole di una sana competizione tra le imprese. Nel solo settore del commercio, per esempio, esistono 192 contratti vigenti depositati al CNEL, dei quali unicamente 23 firmati da CGIL, CISL, UIL.

 

Come è possibile orientarsi? Come scegliere il contratto da applicare senza incorrere in quei contratti pirata che poi possono creare infiniti problemi? È vero, come è stato recentemente sostenuto sulle colonne de Il Sole 24 Ore a proposito del caso dei façonisti del tessile con lo stipendio dimezzato, che «Quando un’impresa si rivolge a un consulente del lavoro, per ragioni etiche, il consulente deve rappresentare tutti i contratti che potrebbe utilizzare, non può dire quella è roba pericolosa, meglio non toccarla»?

 

Da queste domande, che toccano la vita di tutti i giorni di chi si occupa di lavoro e relazioni industriali, nasce il corso di formazione “Come scegliere il contratto collettivo applicabile ed evitare la trappola dei contratti pirata“. Il corso, pensato e tenuto dai ricercatori di ADAPT, si  propone, con esercitazioni collettive e casi pratici portati anche dai partecipanti, la messa a punto di linee guida operative e un quadro di riferimento concettuale per orientarsi nella applicazione del contratto collettivo di riferimento.

 

Punto di richiamo del corso sarà la recente circolare n. 3 del 25 gennaio 2018 con cui l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito la portata del concetto di sindacato comparativamente più rappresentativo stabilito nella legislazione degli ultimi venti anni e messo al centro del processo riformatore del Jobs Act.

 

Verranno in particolare presi in considerazione, alla luce degli orientamenti della magistratura e delle prassi interpretative, i contratti collettivi della meccanica, del tessile, del terziario, del settore alimentare, degli studi professionali ed altri contratti segnalati dai partecipanti al momento della iscrizione.

 

Il corso si soffermerà, in particolare, sui seguenti aspetti:

 

– introduzione al diritto delle relazioni industriali;

– pluralismo, rappresentanza e rappresentatività sindacale;

– la nozione di sindacato comparativamente più rappresentativo nella legge, nella
giurisprudenza e nella prassi amministrativa
;

– rapporto tra legge e contrattazione collettiva, nonché tra fonti contrattuali di diverso
livello;

– raccordo tra articolo 51, legge n. 81/2015 e articolo 8 legge n. 148/2011.

 

I docenti saranno Michele Tiraboschi, Federico D’Addio, Giovanni Piglialarmi e Paolo Tomassetti e il corso si terrà a Bergamo, Modena e Roma. Per i dettagli rimandiamo alla brochure che potete trovare a questo link.

 

Francesco Seghezzi

Direttore ADAPT University Press

@francescoseghezz

 

 




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