20 luglio 2020

MOOC ADAPT – L’occupabilità dei giovani al tempo del Coronavirus: bilancio di una esperienza

Giorgio Impellizzieri, Michele Tiraboschi


ADAPT - Scuola di alta formazione sulle relazioni industriali e di lavoro
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Bollettino ADAPT 20 luglio 2020, n. 29

 

È giunto a conclusione il MOOC «L’occupabilità al tempo del del Coronavirus», promosso da ADAPT in collaborazione con Adecco, GiGroup, Lavoropiù, Manpower, Synergie, Randstad, Umana, e rivolto a laureandi e neolaureati.

A titolo personale – e a nome anche di tutti i ricercatori di ADAPT – desideriamo condividere qualche parola di saluto ai ragazzi iscritti, perché ogni esperienza merita sempre di essere osservata e giudicata.

 

Il MOOC è stato utile? A questa domanda potranno rispondere i partecipanti al MOOC che, già in queste settimane, stanno iniziando a muovere i primi passi nel mercato del lavoro con tutte le incertezze e anche le contraddizioni che segnano una fase nuova nella vita delle persone. Quanto a noi potremmo invece chiederci se lo rifare(m)mo. La risposta è affermativa. Incontrare oltre 700 ragazzi, parlare con molti di loro di progetti e desideri, che resistono a dispetto di qualsiasi disfattismo e dei tanti vizi antichi che caratterizzano le politiche e le scelte di questo Paese, ha sicuramente rilanciato i nostri sforzi, confermandoci nei tentativi che, a modo nostro, cerchiamo di fare. Il MOOC è stato il nostro tentativo assolutamente perfettibile di uscire dal dibattito pubblico sui giovani e i loro problemi nell’incontro col lavoro, provando ad offrire un contributo certo piccolo ma anche concreto e comunque al loro fianco e non ex cattedra.

 

E noi stessi abbiamo imparato. Abbiamo imparato che la pietra angolare sui cui poggiare le politiche di transizione dall’università al lavoro è proprio la presenza di persone capaci di svolgere attivamente una funzione di accompagnamento e di orientamento alle scelte professionali e di lavoro. Abbiamo anche scoperto che le agenzie private del lavoro con cui abbiamo collaborato sono ben attrezzate in questa direzione e davvero non si capisce la resistenza culturale nel nostro Paese che frena una maggiore cooperazione tra pubblico e privato e la valorizzazione di questa potente infrastruttura del mercato del lavoro che potrebbe essere funzionale non solo a logiche di business ma anche di sistema, quello dell’incontro trasparente ed efficiente tra domanda e offerta di lavoro nella delicata fase di progettazione dei percorsi formativi e nei percorsi di primo ingresso nel mercato del lavoro.

 

Le nostre stesse ricerche in materia di giovani e lavoro, grazie a questa esperienza, hanno in parte cambiato rotta. Ai più tradizionali (per noi) studi sull’apprendistato e sulla istruzione formazione professionale, abbiamo aggiunto un rinnovato interesse per i tirocini formativi e di orientamento che meritano di essere profondamente ripensati dopo la cattiva esperienza di garanzia giovani che ha incrementato l’abuso dello strumento (basta leggere ancora oggi molti annunci pubblicati sui portali pubblici di molte regioni italiane).

 

Ciò che è certo, e questo MOOC ce l’ha confermato, è che anche le circostanze non favorevoli possono essere occasione di crescita e di senso.  In una intervista sulla esperienza di Auschwitz, Primo Levi raccontava di aver notato «un fenomeno curioso: il bisogno del “lavoro ben fatto” è talmente radicato da spingere a far bene anche il lavoro imposto, schiavistico. Il muratore italiano che mi ha salvato la vita, portandomi cibo di nascosto per sei mesi, detestava i tedeschi, il loro cibo, la loro lingua, la loro guerra; ma quando lo mettevano a tirar su muri, li faceva dritti e solidi, non per obbedienza ma per dignità professionale».

 

In questi due mesi abbiamo provato a costruire il nostro “muro”. Un piccolo muro, certamente, ma senza dubbio un muro dritto e solido. Siamo colpiti dalla serietà e dall’entusiasmo di molti di questi ragazzi e siamo grati alle agenzie del lavoro che ci hanno accompagnato in questo percorso, ai tanti professionisti delle risorse umane che hanno collaborato e anche a quanti tra di voi, lettori e amici di ADAPT, si sono offerti di ospitare questi ragazzi in stage. Un lavoro di squadra senza il quale questo pur piccolo muro (e questa esperienza) non sarebbe così solido e robusto come ci appare ora. Non ci resta che augurare a ciascuno dei partecipanti al MOOC di trovare un lavoro e di ben farlo e che questo muro, col vostro aiuto, possa diventare il punto di inizio di qualcosa di ancora più importante e duraturo nell’affiancamento dei nostri giovani verso reali percorsi di occupabilità.

 

Giorgio Impellizzieri

ADAPT Junior Fellow

@giorgioimpe

 

Michele Tiraboschi

Coordinatore scientifico ADAPT

@MicheTiraboschi

 




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